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Cronaca

Cani come figli

La Rubrica - Lessico Familiare

In nome del Popolo Italiano questo Giudice affida Fido ad entrambi i padroni e dispone che sia collocato presso la moglie, attribuendo al marito i seguenti diritti di visita……; dispone che quest’ultimo provveda al mantenimento di Fido versando alla moglie, entro il giorno 5 di ogni mese, la somma di Euro 200,00, oltre al 50% delle spese straordinarie di Fido”.

In un tempo non così futuribile accadrà questo. Inutile sorridere però, visto che in Spagna è già così !

Il regalo di Natale a tutti gli animalisti, cinofili e gattofili del globo, è l’approvazione del Parlamento iberico della legge che, modificando il Codice Civile, attribuisce agli animali da compagnia lo status di ‘esseri senzienti’, modificando quello previgente di beni mobili, alias cose.

Gli animali avranno quindi un riconoscimento legale diverso da quello attuale di oggetto inanimato e ciò inciderà anche nelle cause di separazione e divorzio, dove è previsto sia un giudice a dover stabilire la sorte di Fido o Miao nella custodia tra coniugi.

Il Giudice stabilirà a chi dovrà essere affidato, ossia chi potrà assumere le decisioni più qualificanti relative alla loro esistenza (cure veterinarie, operazioni), definendo presso quale coniuge dovranno essere collocati in via prevalente (in pratica con chi vivrà la più parte del tempo), quale sarà il regime di visita dell’altro coniuge rispetto all’animale (sia durante l’anno che durante le vacanze), e persino il mantenimento economico.

Insomma, gli animali da compagnia verranno equiparati in tutto e per tutto ai figli contesi nelle coppie al capolinea del loro matrimonio o relazione sentimentale.

Un po’ come quando sentiamo dire, da qualche nostro amico o conoscente: “Athos per me è come un figlio”.

Ecco, oggi dobbiamo togliere la congiunzione semplice “come”.

Giusto, sacrosanto, segno di civiltà e modernità di costumi, per carità.

Ma ci mancava solo questo.

Non basta ai Giudici arrovellarsi e, spesso, combinare pasticci con le separazioni degli umani, quando nell’ingranaggio del conflitto si trova stritolata un’incolpevole prole, ora dovrà vedersela anche con gli animali domestici, cani, gatti, canarini, conigli della prateria, furetti e chissà quali altre specie la fantasia dei padroni riterrà tali.

Qualche lettore separato non si stupirà affatto, ricordando che già per lui oggi è così, visto che spesso i figli vengono consegnati unitamente al cane o al gatto, come pertinenza specifica, però un conto è uno spontaneo uso interno alla famiglia, altro è doversi guardare anche da disposizioni cogenti emesse da un Tribunale.

E se mi rifiutassi di vedere Fido? Rischierei una denuncia ex art. 588 del codice penale per inottemperanza ai provvedimenti di un Giudice?

E se convincessi Fido ad addentare i pantaloni del padrone che mi ha lasciata per un’avvenente ventenne, ringhiandogli appena si presenta sotto casa e scappando nuovamente da me, rischierei di essere additata come padrona ‘alienante’, con tanto di Consulenza d’Ufficio per dimostrare che io abbia stretto un’alleanza simbiotica con il mio cucciolo di alano?

E quando Birba crescerà, potrò pretendere un adeguamento al rialzo del mantenimento del felino in virtù delle sue aumentate esigenze legate alla senilità?

Scherziamoci sopra, in fondo è Natale e un po’ di leggerezza s’impone.

Come forse merita riflettere sull’evoluzione di una società occidentale che ormai non genera più figli, annoverando record negativi a ripetizione e che si troverà, un giorno a dover sottoporre ai Giudici la sola regolamentazione dei diritti di visita degli animali, in assenza di bambini, ormai merce più unica che rara.

Ancora buona feste.

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