Nell'estate dei piccoli, stop allo studio
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Nell'estate dei piccoli, stop allo studio
Cronaca

Nell'estate dei piccoli, stop allo studio

Consigli per finire bene l'anno scolastico: 18. Tre consigli per i genitori.

Pillole bisettimanali per aiutare studenti (e famiglie) a restare motivati con la didattica a distanza. A firma di Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, dirigenti e docenti dei licei Faes di Milano, nonché autori di Basta studiare! e Leggere per piacere (Sperling & Kupfer). Il mercoledì e la domenica, alle 8.30 su panorama.it, consigli, dritte e buone pratiche per concludere al meglio la scuola.

Sono ancora pochi i giorni trascorsi dalla fine di questo memorabile anno scolastico, non sono ancora arrivate le pagelle, siamo lontani dall'aver recuperato ritmi e programmi di un tempo. Non tutti i campus estivi sono aperti, non tutto il materiale è stato recuperato a scuola, non siamo riusciti ad incontrare ancora le famiglie e i compagni di classe a cui teniamo particolarmente.

Eppure, una cosa è chiara: dovremo cominciare ad attrezzarci per i compiti delle vacanze; la scuola ha segnalato quali libri acquistare: un libro per tutte le materie, uno a parte per inglese, una lista di letture facoltative, obbligatorie, consigliate. Le reazioni emotive al primo impatto con i lavori estivi assegnati ai piccoli studenti sono davvero varie: fastidio talvolta, preoccupazione molto spesso: «Come faremo mai a metterli di nuovo seduti ad un tavolo?» sospirano i genitori.

I piccoli studenti per ora ignorano la questione, qualcuno invece parte già carico e se si annoia in questi strani giorni di giugno, senza campus, senza amici, con il papà e la mamma a volte in casa (a lavorare), a volte fuori, comincia a sfogliare il libro dei compiti e a svolgere quelli più divertenti.

Sì, perchè i compiti possono essere anche divertenti, quelli magari più facili, quelli che non richiedono di colorare, quelli che incrociano interessi e talenti. Il primo consiglio quindi che diamo ai genitori di studenti della primaria è quello di non mortificare l'entusiasmo, se c'è, anzi di veicolare interesse e desiderio di prendere in mano una matita, una penna e un libro verso i compiti e oltre.

D'estate c'è tempo per gli esercizi del libro, ma anche per disegnare, scrivere, progettare, giocare e leggere. D'estate, come a scuola, gioco e apprendimento si rincorrono, anche con entusiasmo, e almeno per i prossimi tre mesi, senza il filtro ossessivo dello schermo e gli obblighi di classroom e affini.

Il secondo consiglio è quello di programmare il lavoro, insieme, magari predisponendo un calendario colorato, in cui segnalare le vacanze familiari (se ci saranno), dove si viaggia, si chiacchiera, si gioca e non c'è spazio per quaderni ed esercizi, in cui poi nel resto del tempo distribuire materie facili e materie difficili, con equilibrio, senza lasciare nulla al caso e all'ultima settimana disponibile, a settembre.

Il terzo e ultimo consiglio è quello di valutare sempre con sapiente equilibrio l'autonomia nello svolgere i compiti. I piccoli studenti non riusciranno a svolgere tutto sempre da soli: uno sguardo e un aiuto sono a volte necessari, a volte un conforto è un modo essenziale per mostrare ai discepoli che a noi genitori la scuola importa sempre e comunque. Anche d'estate.


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