Crisi libica: la mappa delle milizie
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Crisi libica: la mappa delle milizie
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Crisi libica: la mappa delle milizie

I laici di Tobruk, gli islamisti di Tripoli, gli jihadisti della Cirenaica, i clan tribali del Fezzan: ecco i gruppi armati del Paese

Un Paese diviso

Guerra in Libia, soldati Usa a Bengasi

Getty

Dalla caduta del Colonnello Gheddafi nel 2011 in Libia è in corso una guerra civile permanente. Da allora i governi di transizione che si sono succeduti non sono serviti per tenere in piedi il sistema istituzionale del Paese, né i negoziati promossi dall’ONU hanno prodotto alcun barlume di pace. Al progressivo sgretolamento delle istituzioni e del settore petrolifero, ha fatto invece da contraltare un proliferare incontrollato di milizie armate: molte sono nate dalla disgregazione dell’esercito di Gheddafi, alcune hanno sfruttato il vuoto creato dalla rivoluzione e fatto leva sull’ideologia islamista e sul rientro dei combattenti jihadisti dalla Siria e dall’Iraq per prendere possesso di intere città e province; altre, infine, si sono arroccate a difesa di vasti territori al sud, tutelando gli antichi interessi tribali.

Le forze armate del generale Haftar

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Alleati: governo di Tobruk, Egitto, comunità internazionale

Tipologia: forze laiche

Al governo di Tobruk, espressione del nuovo parlamento (Camera dei Rappresentanti, eletta dal popolo alle elezioni del giugno 2014) e riconosciuto dalla comunità internazionale, risponde l’esercito regolare. L’esecutivo, guidato dal premier Abdullah Al Thinni, ha nominato capo delle forze armate il generale Khalifa Haftar, uomo vicino agli Stati Uniti e all’Egitto.

 Colonnello dell’esercito ai tempi di Gheddafi, Haftar ha il controllo del Libyan National Army. Le sue milizie si sono formate originariamente nei primi anni Ottanta in Ciad, finanziate dagli Stati Uniti, attraverso la CIA, con l’obiettivo di far cadere il regime di Gheddafi. Costretto a fuggire negli USA, Haftar è tornato in Libia con i suoi uomini per partecipare alle rivolte del 2011. Il rientro ufficiale nella scena nazionale è però avvenuto nel maggio del 2014 con l’“Operazione Dignità”, lanciata dal generale Bengasi e nel resto della Cirenaica per frenare l’avanzata delle milizie islamiste.

Haftar gode anche dell’appoggio dell’Egitto di Abdel Fattah Al Sisi, con il quale ha coordinato le incursioni dei caccia dell’aviazione egiziana in territorio libico negli ultimi mesi. Haftar comanda anche l’aviazione libica (fondamentale finora per permettergli di avere la meglio sugli islamisti a Bengasi) e altre unità dell’esercito post-rivoluzionario stanziate principalmente nell’est del Paese. Alcune di queste unità sono state inglobate nell’esercito di Haftar, altre sono state invece sciolte. Le più importanti sono il National Security Directorate (forza di polizia, si occupa di contrasto alla criminalità e ai traffici illeciti e ordine pubblico), l’unità anticrimine, le unità d’éliteAl-Saiqa Forces, il Petroleum Facilities Guard (istituito nel 2012 per proteggere i giacimenti e i terminal petroliferi, è stato scalzato nella Cirenaica dalle milizie guidate da Ibrahim Jadhran, quest’ultimo avvicinatosi recentemente a Khalifa Haftar), il Libya Shield Force. Un’altra componente che sostiene Haftar è il Consiglio militare dei rivoluzionari di Zintan. Coalizione ombrello in cui si riconoscono oltre 20 gruppi armati, il Consiglio di Zintan rappresenta la seconda milizia militare più potente in Libia dopo quella di Misurata. Presidia i monti Nafusa, in un’area situata circa 140 chilometri a sud-ovest di Tripoli. Nella capitale in questi mesi i soldati di Zintan sono più volte venuti allo scontro con i miliziani di Alba Libica per il controllo dell’aeroporto.

Le tribù e le milizie islamiste della Cirenaica

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Alleati: governo di Tripoli, Alba Libica, Misurata

Tipologia: forze islamiste

Dopo le elezioni del giugno 2014, molte fazioni in lotta non hanno riconosciuto il nuovo parlamento. Una parte del Paese è rimasta fedele al vecchio parlamento di Tripoli (il Congresso Generale Nazionale) guidato da Omar Al Hassi, che continua a governare la capitale e la città di Misurata grazie a milizie riferibili ad Alba libica, una coalizione-ombrello che comprende la minoranza berbera, gruppi legati alla Fratellanza Islamica, ma anche fazioni islamiste radicali.Alba Libica conta nei suoi ranghi miliziani provenienti anche da Zintan, Warshafan e Warfallah.

 Il parlamento di Tripoli gode inoltre dell’appoggio della Camera dei Rivoluzionari Libici (Libya Revolutionaries Operations Room). Istituita con il compito di proteggere le istituzioni di Tripoli, la Camera dei Rivoluzionari è stata formalmente sciolta dopo che alcuni dei suoi membri nell’ottobre del 2013 si resero protagonisti del rapimento dell’ex primo ministro Ali Zeidan, con l’irruzione all’Hotel Corinthia. Un ramo dell’unità si è successivamente trasferito a Bengasi. La principale forza militare a cui fa riferimento il parlamento di Tripoli è rappresentata dalle potenti milizie di Misurata, in cui sono riuniti oltre 230 gruppi armati dotati di pezzi di artiglieria pesante, carri armati e lanciarazzi.

Gli jihadisti della Cirenaica

Guerriglieri jihadisti di Isis EPA/STR

Alleati: Ansar Al Sharia, Stato Islamico

Tipologia: salafiti

A Bengasi, città protagonista della resistenza a Gheddafi, hanno preso il potere gruppi jihadisti salafiti che si rifanno alla Rivoluzione del 2011 e che si riconoscono principalmente in Ansar Al Sharia, una milizia che si è formata durante la guerra civile libica e che punta all’imposizione della Sharia nel Paese. Affiliato ad Al Qaeda, accusato dell’uccisione dell’ambasciatore americano Chris Stevens, Ansar Al Sharia conta tra le sue leve centinaia di combattenti rientrati dalla guerra in Siria. Il gruppo ha attualmente il controllo di Camp 27 (noto anche come Camp Younis), campo di addestramento utilizzato in passato dagli Stati Uniti per missioni di antiterrorismo. Viene considerato il gruppo islamista meglio armato di tutta la Libia. Alleato di Ansar Al Sharia è la Brigata Martiri del 17 febbraio. Basata principalmente a Bengasi e Kufra, la Brigata è costituita da circa 12 battaglioni dotati di armi leggere e pesanti. A Derna, che si trova a metà strada tra Bengasi e Tobruk, uomini armati hanno defezionato da questa corrente islamista che si era imposta in città a ottobre 2014 (il Consiglio della Shura di Derna) e hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico. Dopo aver istituito un avamposto del Califfato stanno ora espandendosi fino a Sirte, non lontano da Misurata e Tripoli.

I clan tribali del Fezzan

Una veduta spettacolare del deserto in Libia

Alleati: nd

Tipologia: Tuareg, Berberi, Tebu

 Nella regione meridionale del Fezzan prevalgono, invece, le logiche tribali. I principali attori sono i Tebu (o Toubou, alleati del generale Haftar) e i Tuareg (che sostengono invece Misurata). Le tribù si contendono il controllo di un’area vastissima situata al confine con l’Algeria e la Tunisia, dove si trovano alcuni dei giacimenti petroliferi più grandi del Paese. Fa eccezione la popolazione berbera, rappresentata in particolar modo dagli Amazigh, fedele solo a se stessa.

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