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Corriere contro Renzi, minoranza Pd gongola

Il Palazzo si interroga dopo l'attacco di De Bortoli al Patto del Nazareno

Il Corriere della Sera attacca Matteo Renzi e la minoranza interna del Pd, sulle barricate a difesa dell’articolo 18, gongola. «Mamma mia che botta che si è preso», a sera mormorano un po’ divertiti alcuni deputati in un capannello a Montecitorio.

Il direttore del quotidiano di Via Solferino, Ferruccio de Bortoli, va giù con lo scudiscio, nell’editoriale (leggilo qui) del numero inaugurale del nuovo restiling, contro il patto del Nazareno, ovvero il «Renzusconi», tacciandolo di «odore stantio di massoneria», e dentro Forza Italia alcuni già pensano alle solite manovre «per far arrivare un nuovo governo tecnico, magari con il governatore di Bankitalia Visco, per colpire di nuovo Silvio Berlusconi attraverso il premier».

Ma l’attacco senza precedenti sferrato da «Il Corriere» preoccupa anche il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, sebbene rischi di restare stritolato proprio dal patto del Nazareno bersaglio di de Bortoli. Confessa i suoi timori a Panorama.it, Sergio Pizzolante, un deputato vicino a Fabrizio Cicchitto, un ex socialista di rito craxiano: «È vero che il Corriere non è più quello che rappresentava i poteri fortissimi di una volta e che faceva dire a Craxi: guarda come si muove il Corriere e capirai dove si va a parare. Ma è pur vero che qui si è scatenata una guerra di poteri deboli contro un governo debole in un paese debolissimo. Vogliono portare l’Italia al commissariamento da parte della Troika (Ue, Bce, Fmi ndr)?».

Il sospetto al deputato di Ncd viene proprio dalle parole conclusive di De Bortoli che ammonisce il premier a non far sventolare sull’Italia «bandiera straniera». Delle manovre, che sarebbero assecondate da una pezzo significativo di minoranza pd, per arrivare a un governo tecnico, guidato dal governatore Visco, aveva dato conto proprio il Corriere in un retroscena di Francesco Verderami sabato scorso.

Un deputato renziano, amico del premier, sotto anonimato vede invece «piuttosto una vendetta personale di Diego della Valle (nell’azionariato Rcs ndr) conro “Matteo”». Comunque, la si metta, è un fatto, fa notare Pizzolante, che quello del «Corriere» è stato un uno due significativo: «L’altro giorno come antipasto c’era un servizione a tutta pagina sugli arricchiti russi in Italia amici di Putin, cosa che è suonata come una botta a Berlusconi». Non solo: «L’editoriale di de Bortoli era accompagnato da un’intervista al presidente del Senato Pietro Grasso, a difesa dei giudici contro la riforma del governo». Non sarà più quel Corriere le cui mosse, come diceva Craxi andavano seguite per capire dove la politica andava a parare, ma lo stesso viene da dire: meditate gente.

 

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