Chiara Ferragni e Fedez (Ansa)
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Coronavirus, dai Ferragnez a Vasco, la carica dei vip buoni

Politici, imprenditori, personaggi del mondo dello spettacolo, ma anche aziende e squadre di calcio stanno dando il loro contributo per fermare l'emergenza. Anche noi possiamo aiutarli

Sono scesi in campo in tantissimi: politici, imprenditori, personaggi del mondo dello spettacolo. Direttamente, o attraverso le aziende e i gruppi che guidano. Hanno lanciato messaggi di solidarietà e messo mano direttamente al portafogli per tentare d'arginare l'emergenza coronavirus. Per fornire, in fretta, attrezzature mediche, aumentare i posti letto negli ospedali, far arrivare dove serve quello che può aiutare. Per lenire il dolore e, soprattutto, salvare delle vite.

Sono in tanti e, per fortuna, hanno fatto già parecchio. Tra i primi a muoversi, la coppia d'oro dei social network, i Ferragnez: l'influencer globale Chiara Ferragni e il rapper Fedez. Hanno messo sul piatto 100 mila euro per aumentare i posti letto di terapia intensiva presso l'ospedale San Raffaele di Milano. Lo hanno fatto, coerenti con la loro onnipresenza sul web, abbinando all'offerta una raccolta fondi online, a cui chiunque può partecipare cliccando a questo link. È stato sfondato l'obiettivo dei 4 milioni di euro, hanno partecipato circa 200 mila persone. Quando si dice che una campagna diventa virale.

Silvio Berlusconi ha quasi triplicato quella cifra (ma s'intenda, non è una gara, anche un euro raccolto è importante) mettendo a disposizione 10 milioni di euro per il nuovo reparto di terapia intensiva che dovrebbe sorgere alla fiera di Milano. O, in alternativa, per altre necessità analoghe. La stessa cifra è arrivata da un altro emblema della produttività lombarda: Giuseppe Caprotti di Esselunga, il figlio di Bernardo, il mitico fondatore della catena di supermercati. Mentre, sempre restando nel terreno delle icone nei paraggi della madunina, Giorgio Armani ha offerto 1,25 milioni di euro.

nerio-alessandri Nerio Alessandri, presidente di Technogym

Spostandoci in Emilia Romagna, dove ha sede l'azienda che guida, si è mosso Nerio Alessandri, il patron di Technogym. Ha donato un milione di euro per l'acquisto urgente di postazioni e macchinari per i reparti di terapia intensiva degli ospedali locali. «In un momento di emergenza come questo, è più che mai necessario sostenere il nostro sistema sanitario e l'incredibile lavoro che i nostri medici, infermieri ed operatori sanitari stanno svolgendo per arginare l'impatto del Covid-19» ha commentato Alessandri. «Stiamo vivendo» ha aggiunto «un momento di grande incertezza dal punto di vista economico e sociale, è necessaria grande coesione ed impegno di tutti noi per gestire l'emergenza».

E l'impegno l'hanno già dimostrato diversi personaggi, anche del mondo dello spettacolo. Sulla sua pagina Facebook, Vasco Rossi ha annunciato di aver fatto una donazione alla fondazione Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. «I contributi saranno immediatamente impiegati a sostegno del personale ospedaliero» ha scritto la rockstar. Spronando i fan a imitarlo: «Chi può e chi vuole (in particolare i miei concittadini) è invitato a contribuire tramite il link. Forza e coraggio, bisogna tenere duro, la faccenda è seria. Ce la faremo».

Andrea Bocelli, altra star nostrana molto apprezzata all'estero, si è attivato attraverso la sua fondazione per sostenere l'ospedale di Camerino, nelle Marche. La raccolta, aperta a tutti, è disponibile a questo indirizzo, mentre quella promossa da Luciana Littizzetto in favore dell'unità di crisi della Regione Piemonte è raggiungibile da qui. Si pone un obiettivo di mezzo milione di euro, è vicina grazie a quasi 10 mila donatori. A conferma che, accanto alla generosità dei vip, in questo momento è fortissima quella dei comuni cittadini.

E se c'è una certa territorialità nelle offerte, è più che comprensibile. Ognuno cerca di sostenere la regione o la città d'origine o che l'ha adottato. Così, spostandoci nel mondo del calcio, il calciatore del Napoli Lorenzo Insigne ha regalato 100 mila euro ai nosocomi campani, lo stesso ha fatto la Roma per lo Spallanzani capitolino. Mentre il presidente dell'Inter Steven Zhang ha lanciato attraverso la pagina Facebook del club nerazzurro, che raduna 22 milioni di fan, una campagna di crowdfunding per la ricerca sull'infezione Covid-19 all'ospedale Sacco di Milano.

steven-zhang Steven Zhang, presidente dell'Inter

«Dai giocatori della prima squadra, allo staff tecnico e ai dipendenti del Club, l'Inter ha donato in totale 500mila euro» si legge sulla pagina. «Ora tocca a voi tifosi, ovunque nel mondo: avete l'opportunità di aderire alla campagna con una donazione». Sono già arrivati quasi 100 mila euro da 3 mila persone.

L'elenco dei «buoni» è per fortuna lunghissimo e non potrà mai essere esaustivo, anche perché nuove iniziative e contributi si aggiungono di continuo. Sponda aziende c'è Lavazza che ha donato 10 milioni di euro (6 alla regione Piemonte, il resto a varie fondazioni e associazioni), Huawei ha fornito mille tute protettive ad alcuni ospedali di Milano, mentre 200 mila mascherine sono in arrivo dalla Cina. L'azienda tecnologica, inoltre, fa sapere di avere istituito «un'unità interna di crisi al fine di collaborare al meglio con le istituzioni nazionali e locali». L'obiettivo è fornire dispositivi e connettività di rete. Rimanendo nel digitale, i clienti della società di fintech Revolut, possono donare direttamente dall'app ufficiale (si scarica qui) alla Fondazione Humanitas, società di ricerca senza scopo di lucro. Tutte le donazioni saranno usate per comprare materiale medico per gli ospedali. Sono arrivati oltre 50 mila euro. Coca-Cola, oltre ad aver donato 1,3 milioni di euro a Croce Rossa Italiana, ha omaggiato con i suoi prodotti oltre 10 mila operatori sanitari che ogni giorno fronteggiano l'emergenza negli ospedali.

E anche il numero uno della Apple, Tim Cook, ha annunciato il supporto della sua azienda al nostro Paese tramite una donazione non quantificata, ma definita sostanziosa, alla Protezione Civile. Lo ha annunciato lo stesso Cook dal suo account Twitter, chiudendo il messaggio in italiano.

Ancora, spostandoci nell'universo della moda, nessuno si è tirato indietro, da Prada a Dolce&Gabbana. La famiglia Benetton ha donato 3 milioni a vari ospedali, incluso il Policlinico Gemelli di Roma, 2 milioni sono arrivati dal gruppo francese del lusso Kering, di cui fanno parte brand come Gucci e Bottega Veneta. Versace ha devoluto 200 mila euro al San Raffaele di Milano, mentre Sergio Rossi, oltre a 100 mila euro di contributo iniziale, fino al 20 marzo, devolve alla lotta contro il coronavirus l'intero ricavato delle vendite online sul suo sito ufficiale. In un tempo così particolare, anche regalandosi un paio di scarpe si può fare del bene.

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