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Come gli italiani portano i soldi in Svizzera

La Guardia di Finanza di Como ha sequestrato, in poche settimane, documenti bancari per un valore di oltre 70 milioni di euro. I casi più curiosi

Sessantotto controlli doganali in meno di 60 giorni hanno permesso di ‘rintracciare’ 70 milioni di euro depositati in banche e finanziarie svizzere. Praticamente, più di un milione di euro a controllo. Non si tratta di auto con doppi fondi cariche di banconote fermate dalla Guardia di Finanza al confine italo-svizzero, ma “solamente” di documentazione valutaria riconducibile a conti correnti e rapporti bancari di istituti elvetici intestati a cittadini italiani.

Infatti, mentre cala l’esportazione di valuta all’estero attraverso i metodi classici degli “spalloni” negli ultimi anni sta aumentando vertiginosamente il “traffico” di documenti valutari "sospetti". Nelle prossime slide vi spieghiamo chi sono, quanti sono, come vengono scoperti dalla Finanza e alcuni casi davvero speciali di questi "paperoni" [CLICCA SU AVANTI]

Gli insospettabili "Paperoni" italiani

Pescatori, tabaccai, fruttivendoli, piccoli artigiani, ovvero soggetti apparentemente insospettabili, vengono quotidianamente intercettati dalla Guardia di Finanza di Como al varco di Ponte Chiasso con in tasca documenti che attestano movimenti bancari, investimenti e saldi milionari in banche e finanziarie svizzere "non giustificati" solo dalla professione dichiarata.

"Il 90% dei soggetti che abbiamo controllato al varco di Ponte Chiasso tra gennaio e febbraio 2017 viaggiavano su gomma, ovvero a bordo di autovetture e non necessariamente di grossa cilindrata - spiega a Panorama.it il colonnello Alberto Catalano, comandante del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Como - mentre il 10% è stato fermato e controllato, grazie ad un accordo con le istituzioni elvetiche, a bordo di treni che partono dalla Svizzera e entrano in territorio italiano".

Le cifre

Solamente nel 2016 a Como, sono stati acquisiti in modo formale dai finanzieri nel corso di controlli doganali documenti bancari "sospetti" - ovvero considerati di rilievo valutario - per un valore di oltre 350 milioni di euro.

In dodici mesi sono stati fermati 1.307 soggetti, di questi 679 sono stati verbalizzati mentre sono state contestate violazioni per oltre 11 milioni di euro.

Gli italiani con società all'estero

Se pensate che queste persone rispondano a una categoria ben precisa, vi sbagliate. "Non vi è una categoria di soggetti. È un fenomeno trasversale" spiega il colonnello Catalano. "Sono stati verbalizzati piccoli artigiani e imprenditori così come manager italiani titolari di società in numerosi Paesi del mondo ma con depositi bancari in Svizzera. Stessa cosa per enti riconducibili a soggetti con cittadinanza italiana che però possiedono conti correnti negli istituti d'oltralpe"

Dal controllo alle verifiche fiscali

Dopo l’acquisizione formale alla dogana della documentazione valutaria viene immediatamente informato il Comando di competenza ovvero quello dove risiede il soggetto verbalizzato. "Dalla nostra segnalazione" precisa il comandante Catalano "possono scaturire diverse attività investigative di polizia economico – finanziaria come ad esempio, verifiche fiscali, indagini di polizia giudiziaria mirate a ricostruire la fortuna depositata in Svizzera".

Ecco come vengono scoperti dalla Finanza

Nel lavorare ai valichi come quello di Como si lavora a campionatura di vetture. "Certamente non possiamo controllare tutte le vetture in entrata e in uscita" spiega il colonnello Catalano "perché avremmo un blocco totale del traffico. Sono 12 i valichi, di cui 11 sempre aperti e solo uno stagionale, che sono utilizzati da lavoratori transfrontalieri, turisti, manager oltre agli autotrasportatori. Quindi, si tratta comunque di controlli effettuati a campione. Occorre però precisare che non si tratta solo di fortuna ma anche di professionalità dei finanzieri. Gli uomini che effettuano questi controlli, infatti, sono ormai esperti e intuiscono quali sono le autovetture o i soggetti che devono essere fermati".

La Svizzera al vertici della black list

Accanto alla documentazione valutaria sequestrata rimane comunque l’importazione e esportazione di denaro contante.

Infatti, benché il fenomeno del trasporto illegale di valuta sia in leggero calo, la Svizzera rimane comunque sempre al primo posto tra i Paesi extracomunitari dai quali arriva denaro in Italia. Infatti, su un totale di 54.515.454,14 euro di denaro trasportato illegalmente nel nostro Paese ad esempio dalla Russia, Turchia ed Emirati Arabi, la Svizzera è al vertice con 17,17 milioni di euro introdotti nel 2015 nel nostro Paese. Seguono molti casi "curiosi" di occultamento di denaro scoperti dalla Guardia di Finanza di Como.

Scarpe d'oro

Un anziano pensionato italiano a bordo di una Audi con targa tedesca, ad agosto 2016, ha cercato di oltrepassare il valico Como-Brogeda con 60.000 euro occultati nelle scarpe.

Slip "gonfi" di migliaia di euro

Un cinquantanovenne ingegnere italiano a bordo di un treno, ad agosto 2016, è stato fermato dai Finanzieri mentre cercava di oltrepassare il valico ferroviario di Chiasso con 28.000 euro occultati negli slip e nelle calze.

Una Bmw che valeva come due Ferrari

Un ingegnere greco di 39 anni a bordo di una Bmw con targa greca, a giugno 2016, ha cercato di oltrepassare il valico di Como-Brogeda con 400.000 euro occultati nel cruscotto anteriore. Li aveva nascosti nell’imbottitura interna nei pressi del volante e nel rivestimento del portellone posteriore. La Finanza ovviamente li ha trovati. 

Crema antietà... a peso d'oro

Una quarantasettenne architetta italiana a bordo di una Mercedes, è stata fermata dalla Finanza al valico di Como-Brogeda Stato con 21.000 euro occultati in due barattoli di crema viso nella quale le banconote erano immerse arrotolate con un elastico e avvolte da cellophane.

L'arzilla vecchietta tedesca

Una anziana tedesca pensionata a bordo di un treno, ha cercato di oltrepassare il valico ferroviario di Chiasso con oltre 100.000 euro cuciti sulla biancheria intima che indossava, grazie ad un ingegnoso sistema di tasche collocate sui lati degli slip e del reggiseno. L'arzilla vecchietta non è riuscita a beffare i finanzieri italiani. 

Giocava a fare il medico

Un quarantacinquenne consulente informatico italiano a bordo di una volvo, ha cercato di oltrepassare il valico di Como-Brogeda con 238.000 euro occultati nel doppiofondo di una valigetta da medico.

Non è riuscito ad abbagliare la Finanza

Un immobiliarista austriaco di 63 anni, a bordo della sua auto ha cercato al valico di Como-Brogeda, di beffare la Finanza con 90.000 euro occultati in un giubbino catarifrangente. 

Una pubblicità... redditizia

Una quarantasettenne pubblicitaria italiana a bordo di una Lexus, si presenta al valico di Como-Brogeda con 20.000 euro occultati negli slip, nella scarpa destra e nell’agenda.

Cappelliera ...magica

Un quarantanovenne imprenditore italiano a bordo di una porsche ha cercato di oltrepassare il valico di Maslianico con 260.000 euro occultati sotto al rivestimento della cappelliera dell’autovettura

...negli stivaletti

Un bancario italiano di 48 ani a bordo di una moto, ha cercato di oltrepassare il valico di Como-Brogeda con 141.000 euro occultati negli stivaletti da motociclista.

Un muratore d'oro

Un quarantottenne muratore kosovaro a bordo di una golf con targa britannica ha cercato di beffare la Finanza al valico di Como-Brogeda con 260.000 euro occultati dentro il rivestimento interno dell’autovettura. Fermato. 

I vecchietti...in sovrappeso

Una anziana coppia di pensionati italiani a bordo di una utilitaria, ha cercato di oltrepassare il valico di Como-Brogeda con 110.000 euro ciascuno occultati in una panciera indossata sotto i vestiti. Fermati e denunciati.

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