sikh-india
NARINDER NANU/AFP/Getty Images
sikh-india
News

I Sikh e l'Italia, spiegato bene

Chi sono i membri della comunità indiana e perché ce l'hanno con il nostro Paese dopo il divieto di portare il coltello kirpan

Tutto ha inizio con una sentenza della Corte di Cassazione italiana che ha stabilito come i migranti debbano conformarsi ai nostri valori. In particolare la condanna della Corte era nei confronti di un indiano fermato a Mantova con un coltello kirpan, un simbolo religioso (non un'arma) della comunità dei Sikh.

- LEGGI ANCHE: Cosa dice la sentenza di condanna del kirpan

Ma la cosa non è piaciuta affatto alla comunità sikh indiana, composta da circa 30 mila persone, che ha già condannato la sentenza italiana e dichiarato di voler assicurare "giustizia" per i suoi fedeli che vivono nel nostro Paese. Ma chi sono i sikh e perché la questione è delicata?

La storia
I Sikh sono una comunità religiosa e politico-militare dell'India. Fu fondata nel Punjab da Nanak (1469-1538) nell'intento di unire indù e musulmani nella fede in un Dio unico, che non doveva essere rappresentato con figurazioni materiali, e nel rifiuto di ogni distinzione castale.

Al tempo del quinto guru, maestro e capo della comunità, Arjuna (1581-1606), fu compilato il loro libro sacro, l'Adi Granth ("Libro primigenio"). Per opera del decimo e ultimo guru, Govind Singh (1675-1708), quella che era stata in origine una semplice setta religiosa divenne un'organizzazione politica e militare consolidata, al punto da trasformarsi in una vera e propria unità nazionale in cui cerimonie di carattere religioso e sacre osservanze cementavano ed esaltavano con la loro forza spirituale l'unione degli appartenenti alla Khalsa ("comunita'").

Dopo la morte di Govind Singh i Sikh ebbero un grande e ultimo capo nella persona di Ranjit Singh (1780-1839). Alla sua morte la potenza dei Sikh decadde rapidamente ed essi passarono sotto il dominio inglese nel 1849. Nel 1947, con la spartizione del Punjab fra India e Pakistan , si trovarono divisi fra i due Stati, venendo in seguito concentrati a forza nel Punjab indiano.

Il contrasto fra il movimento separatista dei Sikh e il governo di Nuova Delhi si aggravò a partire dai primi anni 1980, dando luogo fino alla metà degli anni 1990 a ripetuti e gravi episodi di violenza.

La religione
Gran parte delle credenze dei Sikh deriva dall'induismo. I Sikh sono monoteisti e credono nella legge del karma e nella reincarnazione. L'ingresso nella comunità avviene mediante una sorta di battesimo.

Le regole
Ogni Sikh aggiunge al proprio nome quello di Singh ("leone") ed è tenuto a mantenere, oltre al turbante, cinque segni distintivi: capelli e barba non tagliati, un pettine di legno nella chioma, un braccialetto di ferro, un pugnale, pantaloni corti alle ginocchia. Un rito di fratellanza è il pasto rituale comune. Grande importanza nelle cerimonie ha la lettura del Granth. Il numero dei seguaci supera i 25 milioni.

Perché ce l'hanno con l'Italia
Il partito Shiromani Akali Dal e il comitato dello Shiromani Gurdwara Parbandhak (SGPC), il più importante organo della fede sikh, hanno espresso "angoscia" per la sentenza italiana e hanno assicurato che solleveranno la questione nelle sedi appropriate per assicurare "giustizia" per i fedeli sikh nel nostro Paese.

La Corte di cassazione, secondo loro, "ha "ignorato" il fatto che portare un kirpan è un fattore essenziale e obbligatorio per il nostro codice religioso", ha affermato in un comunicato un portavoce di Akali Dal. "È una questione di fede e di diritti fondamentali dei sikh" e questo divieto "significa che nessun sikh potrà vivere in Italia dopo questa sentenza".

Il presidente dell'SGPC, Avtar Singh Makkar, ha affermato ai media indiani che ogni religione ha la propria dignità e il proprio codice di comportamento e vietare queste tradizioni è "estremamente inaccettabile". "C'è una volontà del nostro Dio, imposta da un Paese che è stato salvato dalla comunità sikh durante la Prima e la seconda guerra mondiale. Essere ingiusti verso questa comunità e attaccare la sua dignità è "deplorevole", ha aggiunto. Il massimo organo della comunità ha chiesto al governo indiano di trovare con il governo italiano una soluzione al problema. "La decisione della Corte di Cassazione ha scosso la comunità sikh di tutto il mondo", si legge in una nota dell'SGPC.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti