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Chi sono i Sufi, i mistici perseguitati dall'Islam estremista

Dopo la strage dell'Isis di ieri in Pakistan, scopriamo chi sono e perché vengono avversati i seguaci della corrente islamica più spirituale

Sono stati ben 29 gli attacchi terroristici che, negli ultimi 10 anni, hanno preso di mira la comunità Sufi in Pakistan, con un bilancio complessivo - secondo i dati del Center for Islamic Research Collaboration and Learning - di centinaia di morti e feriti.

Ma cos'è il sufismo? E perché i suoi seguaci sono perseguitati?

Si tratta della corrente più mistica e iniziatica dell'Islam, caratterizzata da una spinta spirituale mista a esoterismo di grande complessità. Il sufi cerca di vivere a immagine e somiglianza del Profeta e ambisce a mantenere costantemente il proprio io puro e in equilibrio.

Una minaccia al regime
Il loro essere stati oggetto - in ogni era - di persecuzioni da parte delle correnti dominanti della religione musulmana lo si deve a sia a motivi strettamente religiosi che sociali, o a un cocktail tra i due che assume una dimensione ulteriore.

In primo luogo, l'Islam ufficiale considera l'interpretazione che la dottrina sufi dà della sharia, la legge islamica, arbitraria e peccaminosa, arrivando a considerarla addirittura blasfema.

Inoltre, la capacità dei mistici sufi di rimanere distaccati dalle convenzioni sociali è considerata oltraggiosa, senza contare che - ed è forse questo il vero motivo di cui sopra - la notevole organizzazione sociale delle confraternite sufi possa tradursi in elementi di efficace opposizione al regime costituito dominante.


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