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Cdp con WeSportUP. Palermo: «Coniugare capitale finanziario e umano per lo sviluppo del Paese»

Per supportare in maniera concreta lo sviluppo del Paese è necessario «coniugare il capitale finanziario con il capitale umano»: così Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, istituzione che da 170 anni impiega il risparmio postale a sostegno dell'economia nazionale, ha commentato il lancio di WeSportUp, il primo programma di accelerazione di startup e Pmi innovative negli ambiti dello sport e della salute. L'acceleratore avrà sede nel parco del Foro Italico a Roma e sarà gestito da Sport e Salute, la società pubblica che si occupa dello sviluppo delle attività legate allo sport in Italia, insieme a StartupBootcamp, acceleratore di startup fra i più grandi al mondo e primo in Europa con oltre mille società in portafoglio.

Il progetto coinvolgerà circa 30 tra startup e Pmi innovative in tre anni e contribuirà a supportare finanziariamente, anche grazie al contributo di investitori terzi, le idee più meritevoli. Rivolto alle startup innovative con sede in Italia, o alle realtà internazionali che intendono espandere il loro business nel nostro Paese aprendo una sede in Italia, WeSportUp disporrà inizialmente di una dotazione di 1,2 milioni di euro, interamente sottoscritti, attraverso il Fondo Acceleratori, da Cdp Venture Capital Sgr- Fondo nazionale per l'innovazione. La società, controllata al 70% da Cassa depositi e prestiti e al 30% da Invitalia, ha infatti tra i suoi obiettivi anche quello di favorire la nascita di nuovi operatori che investano in startup e ne accelerino la crescita, creando una rete di venti acceleratori fisici sul territorio italiano.

«Oggi come Cdp siamo particolarmente contenti della nascita di questo acceleratore, che testimonia come sia possibile coniugare innovazione e infrastrutture», ha aggiunto Palermo. «Da 170 anni Cassa depositi e prestiti promuove questi temi anche vicini allo sport. Il tema dell'innovazione ha visto noi e il Mise impegnati in un'importante opera di lancio del Fondo nazionale per l'innovazione, che ha una dotazione di 1 miliardo, ha la capacità di dare continuità di finanza e ha l'obiettivo di lanciare una serie di acceleratori: ed è quello che stiamo facendo con una logica tematica». Secondo il manager un altro aspetto di rilievo è «mettere in collegamento le imprese e collegare le startup con questo mondo. Questo acceleratore vuole essere la testimonianza fisica di cosa significa collegare il capitale finanziario con il capitale umano, che in questo caso puntiamo a finanziare sostenendo numerose startup. Crediamo nelle capacità di sviluppo di questo Paese e siamo contenti di vedere concretizzata un'iniziativa in cui crediamo da tempo».

Anche il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha lodato l'iniziativa, definendo l'acceleratore «uno strumento di grande importanza per portare innovazione nel mondo dello sport». Per Patuanelli «senza un percorso guidato di accelerazione molte startup rischiano di perdersi, per questo il governo si è molto impegnato per colmare il gap di innovazione. Tutto questo – ha proseguito il ministro - va fatto in un quadro di accompagnamento di tanti giovani imprenditori che hanno bisogno di un aiuto per partire. Bisogna dare a chi inizia oggi un'impresa la certezza che non sarà lasciato solo. Il fondo nazionale innovazione è importante, ma c'è anche il pacchetto 4.0. Stiamo creando quell'ecosistema necessario affinché i nostri imprenditori possano essere davvero competitivi anche verso gli altri Paesi».

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