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Il caso Muraro: tutte le indagini e i dubbi

Con lei sarebbero indagati per abuso d'ufficio anche l'ex dg di Ama Giovanni Fiscon e l'ex ad Franco Panzironi entrambi coinvolti in Mafia Capitale

Giovanni Fiscon, Franco Panzironi e Paola Muraro. Due ex dirigenti dell'Ama (l'azienda per la raccolta rifiuti di Roma) e l'attuale assessore all'Ambiente del Comune di Roma.

Secondo alcuni quotidiani (ma la notizia deve essere confermata) lei sarebbe indagata per abuso d'ufficio con Fiscon, ex Direttore generale di Ama, e nelle ultime ore anche con Panzironi, ex amministratore delegato di Ama entrambi coinvolti anche nell'inchiesta su Mafia Capitale nel ramo d'indagine "Mondo di mezzo".

I vertici di Ama dal 2009 le avrebbero affidato almeno 7 contratti di consulenza per gli impianti di smaltimento rifiuti di Rocca Ciencia e del Salario che le sarebbero stati pagati un totale di circa 500 mila euro (secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica) a cui si aggiungerebbero tutta un'altra serie di incarichi molto ben retribuiti assegnati sempre a lei nel corso degli anni su cui gli inquirenti vogliono fare chiarezza.

Il posto in giunta sempre più in bilico

Muraro ora deve difendersi dalle accuse dei pm di Roma - è indagata anche per reati ambientali nello smaltimento dei rifiuti - che hanno smentito di aver fissato l'interrogatorio e di averne parlato con il suo legale. Il posto in giunta resta in bilico e di questo potrebbero con ogni probabilità averne parlato Beppe Grillo e Davide Casaleggio nel loro incontro romano del 3 ottobre.

E c'è chi azzarda anche che il sindaco di Roma potrebbe scaricare Muraro e affidare le sue deleghe al neo assessore alle aziende partecipate dal Comune Massimo Colomban. "Non mi risulta", ha risposto però Raggi a margine di una conferenza stampa sul reperimento in bilancio di 9 milioni per la spesa sociale dei Municipi della capitale, con uno sguardo a tagli e risparmi.

"La nostra attività di governo in questo primissimo periodo - ha detto - è stata dedicata alla verifica puntuale dei conti di Roma Capitale, che non sono in ordine. Abbiamo iniziato a cercare tutte quelle economie di bilancio che potessero andare a sostenere i servizi che Roma deve erogare e che troppo spesso negli anni scorsi non è stata capace di supportare a causa di sprechi".

Guerra di querele

Dunque, niente di rilevante per Raggi che dice di proseguire sulla sua strada. Intanto però è guerra di querele tra il Pd e la giunta romana del M5S con al centro proprio il fantasma di Mafia Capitale.

Paola Muraro ha infatti denunciato Matteo Renzi per le affermazioni che la collegano a imputati del processo su Mafia Capitale. Il presidente del Consiglio e segretario dem, irritato per la piega che sta prendendo lo scontro con i pentastellati non risponde direttamente ma lascia parlare il suo Partito che risponde con durezza querelando per diffamazione la sindaca Virginia Raggi: che al presidente del Consiglio aveva detto "non siamo mica il Pd".

Muraro ha poi querelato anche alcuni giornalisti per gli articoli degli ultimi giorni sulla sua vita privata (la presunta relazione intima con lo stesso Fiscon) e parla di un "linciaggio quotidiano e vergognoso subito nelle ultime settimane". Il Pd invece risponde portando in tribunale Raggi. "Continua da tempo la pratica dell'insulto e della menzogna da parte degli esponenti del M5s - dice il tesoriere dem Francesco Bonifazi - che puntualmente, una volta chiamati a rispondere delle loro affermazioni, ricorrono a tutti i privilegi per non farsi giudicare. Un conto è il dibattito politico, un altro è diffamare".

"Se avessero applicato lo schema Beppe Grillo a noi, pensate che cosa sarebbe potuto accadere - aveva detto domenica Renzi - se fosse venuto fuori, come è venuto fuori, che la grande novità, la grande svolta sui rifiuti è stato consegnare il settore dei rifiuti a una donna che ètotalmente collegata agli uomini chiave della vicenda Mafia Capitale".

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