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Gli italiani non rinunciano più alla bellezza: uno su tre pianifica i risparmi per skincare e self-care

Gli italiani non rinunciano più alla bellezza: uno su tre pianifica i risparmi per skincare e self-care

Una ricerca Revolut rivela che il self-care è diventato una voce stabile di bilancio per gli italiani: il 29% pianifica le spese di bellezza e il 15% è disposto a sacrifici pur di permettersela

C’è un dato che racconta bene come stia cambiando il rapporto degli italiani con il benessere personale: quasi uno su tre pianifica e accantona risparmi per skincare, make-up e cura di sé. Non si tratta più di acquisti impulsivi o di piccoli sfizi. La bellezza entra nel bilancio familiare, pianificata come qualsiasi altra voce di spesa.

A fotografare questo cambiamento è una ricerca commissionata da Revolut alla società di analisi Dynata, condotta su un campione rappresentativo di mille adulti italiani. Il quadro che emerge è quello di un consumatore sempre più consapevole, che integra la cura di sé nella gestione finanziaria quotidiana.

La teoria del cosiddetto “lipstick effect”, secondo cui nei momenti di difficoltà economica le persone continuano a concedersi piccoli lussi come un rossetto, sembra oggi trasformarsi in qualcosa di più strutturato. La cura di sé non è più solo un gesto consolatorio ma un investimento personale pianificato.

Gli italiani non rinunciano più alla bellezza: uno su tre pianifica i risparmi per skincare e self-care

L’era dello smart shopper della bellezza

Secondo lo studio, il 29% degli italiani mette regolarmente da parte denaro per prodotti di bellezza e benessere, una percentuale che sale al 34% tra le donne. Non è più l’acquisto d’impulso davanti allo scaffale di una profumeria, ma una scelta ragionata che entra nella pianificazione finanziaria.

Si afferma così una nuova figura di consumatore, lo “smart shopper” della bellezza, che gestisce il self-care con la stessa attenzione riservata ad altre spese importanti. Skincare, trattamenti e prodotti cosmetici diventano parte di un equilibrio più ampio che riguarda il benessere personale e l’immagine di sé.

La diffusione delle applicazioni finanziarie e degli strumenti digitali facilita questo approccio. Sempre più persone utilizzano funzionalità che permettono di monitorare le spese o accantonare piccoli fondi dedicati alla cura personale, trasformando il self-care in una categoria economica definita e controllabile.

La cura di sé come priorità

I numeri raccontano anche quanto la bellezza sia percepita come essenziale. Il 15% degli italiani dichiara di essere disposto a fare sacrifici economici o persino a superare il proprio budget pur di mantenere i propri rituali di self-care.

Colpisce soprattutto la somiglianza tra uomini e donne. Se storicamente il settore della cosmetica era considerato quasi esclusivamente femminile, oggi il divario si sta riducendo rapidamente. Il 17% delle donne e il 15% degli uomini attribuiscono alla cura personale lo stesso livello di priorità.

Il grooming maschile continua quindi a crescere e la bellezza diventa sempre più un investimento trasversale, legato all’identità, alla sicurezza personale e alla qualità della vita.

Gli amici contano più delle celebrità

Se cambia il modo di spendere, cambia anche il modo di scegliere. La ricerca mostra che l’influenza delle celebrità sulle decisioni di acquisto è ormai marginale. Solo il 2% degli italiani dichiara di lasciarsi guidare da testimonial famosi.

Molto più determinante è il ruolo della sfera personale. Il 43% dei consumatori afferma di affidarsi alla propria ricerca e al proprio intuito, mentre il 24% segue i consigli di amici e familiari. Anche il parere dei professionisti pesa sempre di più: dermatologi ed esperti del settore influenzano il 12% delle scelte, una quota che tra le donne sale al 16%.

Gli influencer dei social media, pur restando presenti nel panorama della comunicazione, incidono su circa l’8% delle decisioni, una percentuale comunque molto più alta rispetto alle tradizionali celebrità.

Fintech e bellezza: una nuova alleanza

La trasformazione del consumatore si riflette anche nelle aspettative verso il sistema bancario e finanziario. Sempre più persone chiedono strumenti che permettano di gestire le spese di self-care in modo più intelligente e flessibile.

La richiesta principale riguarda offerte personalizzate nei negozi di bellezza preferiti, seguita da programmi fedeltà che premiano la continuità negli acquisti. Cresce anche l’interesse per pagamenti rateali senza interessi e per veri e propri salvadanai digitali dedicati alla cura personale.

“I dati mostrano che per gli italiani la bellezza è una forma di resilienza personale”, spiega Ignacio Zunzunegui, Head of Growth Southern Europe e LATAM di Revolut. “Sempre più utenti chiedono strumenti che permettano di gestire questa spesa considerata essenziale, senza compromettere l’equilibrio finanziario”.

La bellezza come forma di resilienza quotidiana

Dietro questi numeri si intravede un cambiamento culturale più profondo. In un contesto economico segnato da incertezze e trasformazioni sociali, la cura di sé assume un valore nuovo.

Non è più soltanto estetica. È benessere psicologico, equilibrio personale, identità.

Ed è forse proprio per questo che sempre più italiani, anche in un periodo di prudenza economica, scelgono di proteggere il proprio budget per la bellezza, considerandolo non più un lusso ma una parte integrante della propria qualità della vita.

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