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Casaleggio e le mail spiate dei deputati M5S: il caso alla magistratura

I cinque membri del Direttorio definiscono "pura fantasia" la vicenda tornata di attualità. Ma Gasparri annuncia l'esposto per aprire un'indagine

Finirà sul tavolo della magistratura la vicenda del presunto controllo della posta elettronica dei deputati di M5s da parte della Casaleggio e Associati: infatti, mentre i cinque componenti dei Direttorio hanno definito "pura fantasia" questa vicenda, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ha preannunciato un esposto.

La storia, sollevata sabato dal quotidiano Il Foglio e rilanciata da una serie di dichiarazioni polemiche dei parlamentari del Pd, era emersa già un paio di anni fa. Anche allora alcuni deputati espulsi da M5s sostennero che il server a cui facevano capo gli indirizzi di posta elettronica dei parlamentari pentastellati, erano stati hackerati, e i sospetti erano stati lanciati verso la Casaleggio e Associati. Ma alla fine l'allarme rientrò e si puntò il dito contro un esponente del movimento, gestore del server sotto accusa, che poi uscì in polemica con i 5 Stelle.

Sabato, dopo che la presidente della Camera Laura Boldrini aveva preannunciato un'inchiesta interna, un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo smentiva che la Casaleggio e Associati avesse accesso al server e a dare solennità alla dichiarazione (anch'essa pubblicata sul blog di Grillo) sono arrivate le firme congiunte dei cinque membri del Direttorio, Luigi Di Maio, Carla Ruocco, Alessandro Di Battista, Roberto Fico e Carlo Sibilia. "La storia montata ad arte da stampa e Pd sulle email è pura fantasia - scrivono i cinque - evidentemente dopo il decreto mutui, durante il brindisi con le banche, devono aver alzato un po' il gomito. La paura dei partiti e di qualche editore di perdere Roma si fa sentire. Noi rispondiamo con il sorriso e andando avanti sui nostri temi. Solidarietà a Casaleggio per il vile attacco. Lo invitiamo a chiedere i danni fino all'ultimo centesimo. Una risata li seppellirà".

Evidentemente le eventuali querele non potranno riguardare i parlamentari, le cui dichiarazioni sono coperte da immunità essendo funzionalmente legate alla loro attività, bensì i media e soprattutto Il Foglio. Le critiche, comunque, sono proseguite. Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, dice di non contentarsi di "una lettera autoassolutoria" e chiede un'indagine fatta da "esperti informatici indipendenti". Lucio Malan di FI, parla di "inquietante spy story" e domanda "come diventerebbe lo Stato nelle mani di M5s, cioè del signor Casaleggio".

La "notitia criminis" per aprire un fascicolo ci sarebbe già, ma a scanso di equivoci Maurizio Gasparri annuncia un esposto alla magistratura in modo che apra una indagine. "Sono talmente tante le denunce e le dichiarazioni - conclude il vicepresidente del Senato - che non possono essere sottaciute". E, assicura, lui investirà della questione anche la presidenza di Palazzo Madama per capire se anche in quest'altro ramo del Parlamento si sono verificate anomalie simili sulle e-mail dei senatori a 5 stelle. (ANSA)

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