diritti tv calcio serie a
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Calcio

Streaming, pay e chiaro: vedere il calcio in tv sarà un incubo

Sky, Dazn, Amazon e Mediaset al tavolo per i diritti tv di Serie A e Champions League dal 2021 al 2024. Il risultato? Al tifoso utente serviranno soldi e pazienza per seguire tutto

Comunque vada sarà un successo. E un grande caos. Un successo per il calcio italiano, che si è scoperto comunque appetibile anche in epoca di crisi pandemica, ma un caos poco organizzato per il povero tifoso utente destinato a un autentico slalom tra offerte, piattaforme e connessioni per seguire la squadra del cuore. Specie se iscritta alla Champions League o a una delle coppe europee. I tempi in cui un solo abbonamento e una singola piattaforma bastavano a coprire ogni esigenza sono ormai lontani: preistoria. Il futuro si presenta all'insegna della frammentazione con l'illusione (destinata a restare tale) di poter risparmiare denaro. Non sarà così, meglio mettersi l'animo in pace: i grandi operatori si stanno contendendo i diritti tv del calcio a suon di centinaia di milioni di euro e certamente non faranno sconti al consumatore finale.

SERVIRANNO TRE (QUATTRO?) ABBONAMENTI PER VEDERE TUTTO

L'intreccio di alleanze, offerte, paletti e divieti porta alla conclusione che per avere la certezza di vedere tutto ciò che propone la Serie A, la Champions League, l'Europa League e la nascente Europe Conference League - ci saranno anche squadre italiane, non necessariamente di secondo piano - potrebbero non bastare tre abbonamenti e diverse piattaforme di trasmissione. Non meno di tre con la possibilità di salire a quattro con moltiplicazione di spesa e capacità tecnologica dal momento che molto correrà su internet, altrettanto resterà su digitale satellitare e una fetta sarà riservata anche al digitale terrestre con una minima parte in chiaro e visibile a tutti.

E' chiaro che il futuro non si può fermare in nome della semplicità, e nemmeno si può chiedere ai club di tagliare parte dei potenziali guadagni nome della semplificazione, ma il tema dovrebbe essere messo in agenda nel momento in cui si pensa di chiedere ai propri clienti uno sforzo di adeguamento imponente in un periodo di crisi anche per le famiglie. Il rischio? Perdere per strada parte del proprio pubblico. La scommessa? Tenerlo e aumentarne la consistenza sfruttando l'onda lunga delle possibilità che le piattaforme in streaming offrono con il loro sistema flessibile di fruizione dei contenuti.

COME SI POTRA' VEDERE LA CHAMPIONS LEAGUE

La certezza, per ora, è il modo in cui sarà visibile la Champions League. Per non perdersi nulla serviranno almeno due abbonamenti: Sky sul satellitare e Amazon via internet. Il gruppo di Comcast si è garantito l'esclusiva per 121 match a stagione fino al 2024, finale compresa, da trasmettere come accade oggi sul satellite, ma anche su SkyGo e Now Tv. C'è un'alternativa: di queste 121 gare, 17 andranno in onda in chiaro su Mediaset (Canale 5), una ogni martedì sera, con le altre 104 a disposizione con modalità pay per gli abbonati Mediaset o attraverso Infinity oppure con Mediaset Play.

Restano fuori le 16 gare top del mercoledì sera, con esclusione della finale, acquisite da Amazon che è sbarcata sul mercato italiano dei diritti tv del calcio partendo proprio dalla manifestazione più importante. Per vedere questi match bisognerà avere attivo il servizio Prime Video (a pagamento), altrimenti niente gara dell'italiana in calendario il mercoledì e non visibile in modo diverso non essendo presente nel pacchetto acquisito da Sky.

COME SI POTRA' VEDERE LA SERIE A

Se fin qui le cose sembrano complesse ma non del tutto impossibili da organizzare, ecco ora arrivare la variabile Dazn. Non nella veste d'appoggio che ha avuto nell'ultimo triennio, ma da padrona di casa della Serie A. La piattaforma di Perform è, infatti, in pole position per prendersi l'esclusiva di 7 delle 10 partite a giornata dei campionati dal 2021 al 2024, soppiantando di fatto il ruolo che da oltre un decennio ricopre Sky. Gare da trasmettere in streaming sulla app che molti tifosi (ma il numero degli abbonati non è mai stato ufficializzato) conoscono dal 2018 e che qualche problema di fruizione l'hanno palesato soprattutto nella fase iniziale, tra proteste e reclami.

Se i club accetteranno l'offerta da 840 milioni di euro a stagione di Dazn, per vedere il meglio della Serie A bisognerà munirsi di un'ottima connessione. Il resto (3 partite su 10 a giornata) potrebbe finire sul satellite di Sky, che però oscurerà il canale oggi dedicato a Dazn cui molti si sono appoggiati per superare i problemi di connessione, cui ci si dovrà insomma abbonare per vedere l'anticipo del sabato sera. Ma esiste anche un'altra complicazione: l'ipotesi che 2 delle 3 partite rimanenti vadano su Sky e una in chiaro (TV8?) così da costringere il colosso ad alzare l'offerta per il pacchetto. Sempre che non cambi lo scenario nei prossimi giorni, riemerge l'idea del canale gestito dalla stessa Lega con un partner industriale e commerciale e nuovi profili di offerta. In ogni caso, il tifoso medio italiano sarà obbligato a fare slalom tra tutte le proposte. Non sarà facile e non sarà nemmeno al risparmio.

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