ronaldo juventus delusione eliminazione champions league porto futuro
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Calcio

Juve e Ronaldo, l'addio dopo il flop Champions conviene

Il portoghese ha esaurito il suo compito in bianconero. Liberare 85 milioni sul bilancio può aiutare ad accelerare la rivoluzione - FINE DELLA CORSA, I PERCHE' DEL FALLIMENTO CON IL PORTO

Il naufragio della Juventus contro il Porto, che ha cancellato l'Europa bianconera per il secondo anno di fila agli ottavi di finale, è stato insieme a tante altre cause il naufragio di Cristiano Ronaldo. Il portoghese ha vissuto la sua stagione peggiore in Champions League, lontano dagli standard che gli hanno consegnato a Madrid il titolo di 'Signore dei record': pochi gol, mal distribuiti e il tradimento delle due sfide ad eliminazione diretta contro il Porto giocate da comparsa nemmeno pagante. Una delusione totale. E se nella notte dell'eliminazione per mano dei ragazzi terribili dell'Ajax (primavera 2019) era stato CR7 a lamentarsi del gioco della Juventus accusando, nemmeno troppo velatamente, Allegri di non aver coraggio e statura internazionale, questa volta è la Juventus a poter chiedere il conto alla sua stella.

PROLUNGAMENTO DI CONTRATTO NON ATTUALE

Che impatto avrà il fallimento europeo sul prosieguo della storia del cinque volte Pallone d'Oro a Torino? Il tema del prolungamento di un contratto che scade nel giugno 2022 non è al momento attuale. Non lo era prima della sfida con i lusitani (Paratici lo ha confermato), non lo è tanto meno adesso che Agnelli dovrà analizzare le ragioni di una stagione scivolata via senza trovare continuità. La Champions League è finita, la corsa scudetto maledettamente complicata e non bastano la Supercoppa e la finale della Coppa Italia per immaginare di raggiungere la sufficienza. E' chiaro che non sempre si può vincere, è lampante che il modo scelto per chiudere un decennio di dominio è stato il peggiore e richiama a responsabilità superiori a quelle dell'inesperto Pirlo e dei giocatori.

In questo processo di analisi nulla andrà dato per scontato. E mentre è possibile che il tecnico abbia una seconda chance, anche perché chi lo ha scelto è lo stesso che ha deciso di provare a transitare la Juventus in un nuovo ciclo prendendosi tutti i rischi dell'abbandono della strada sicura, differente è il ragionamento su Ronaldo e i senatori dello spogliatoio. Buffon e Chiellini, ad esempio, potrebbero dover salutare qui per raggiunti limiti d'età e, nel caso del difensore, per un evidente logoramento fisico.

IL PEGGIOR RONALDO DI SEMPRE COSTA 85 MILIONI DI EURO

Da Madrid hanno maliziosamente fatto notare come in tre anni europei alla Juventus la macchina da gol di Ronaldo si sia inceppata in maniera clamorosa. Il portoghese ha segnato 14 gol in 23 partite complessive (7 nella fase ad eliminazione diretta) quando nella sola ultima stagione madrilena era arrivato a 15. La sua media nella coppa grande è scesa da una rete ogni 85 minuti con il Real Madrid a una ogni 145 in bianconero. Solo il primo anno - tripletta nella rimonta all'Atletico Madrid e due reti (inutili) all'Ajax - CR7 ha fatto il... CR7, cioè quello per cui viene pagato 31 milioni di euro netti all'anno. L'anno scorso la doppietta col Lione è arrivata dopo la scena muta dell'andata e quest'anno, per la prima volta in carriera, ha fatto zero nella seconda fase europea.

Ronaldo costa ogni anno alla Juventus 85 milioni di euro tra stipendio al lordo e ammortamento. Una cifra enorme, resa ancora più alta dalla crisi che ha corroso i ricavi del club e costretto a passivi da spavento; l'ultima semestrale ha segnato un rosso di quasi 114 milioni di euro dopo un passivo a giugno di altri 90. Se davvero la strada scelta è quella del rinnovamento, liberarsi di quel peso potrebbe essere la scelta giusta per avere risorse da investire potenziando la squadra laddove si è dimostrata inferiore alle attese.

Fare spazio nel monte ingaggi, snellire il peso dei cartellini, creare risorse da spendere su un mercato che sarà difficile come lo è stato nelle ultime due sessioni: ecco i vantaggi di un divorzio anticipato da Ronaldo, cui basterà trovare un estimatore disponibile a mettere sul piatto meno di 30 milioni per consentire ai bianconeri di non uscire con una minusvalenza. Anche perché l'effetto trainante di CR7 sui conti si è praticamente esaurito col rinnovo al rialzo (contratti a scadenza lunga) con i maggiori partner commerciali partendo da Adidas e Jeep. E alle viste non c'è una riapertura totale degli stadi che possa innescare nuovamente la leva del ticketing.

Salutarsi può essere un bene, anche se certamente rappresenterebbe un salto nel buio. Il rendimento di Ronaldo potrà essere criticato, ma il suo peso è stato indiscutibile. Nei primi due anni e mezzo (fino alla notte dell'eliminazione con il Porto) ha messo 92 gol sui 266 totali della squadra: uno su tre. Spesso risolvendo situazioni difficili e coprendo alcuni difetti. Senza di lui, tutti gli altri dovranno camminare da soli.

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