plusvalenze fittizie juventus napoli sampdoria genoa empoli richieste condanne multa figc processo
Ansa
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Calcio

Plusvalenze, il terremoto (a metà) sul calcio italiano

Le richieste della Procura Figc dure solo per i dirigenti: per i club solo ammende. Ma la vera eredità dello scandalo devono essere norme che vietino una pratica da 700 milioni di euro all'anno

La montagna dell'inchiesta sulle plusvalenze fittizie ha partorito un terremoto solo a metà nel calcio italiano. Era prevedibile e lo aveva compreso la stessa Procura della Figc, contestando a quasi tutti i club implicati la fattispecie meno grave di violazione dei propri regolamenti, così che era chiaro fin dalle premesse del procedimento che non ci sarebbero state conseguenze sportive per Juventus, Napoli, Sampdoria, Genoa, Empoli e le altre 6 società di serie minori coinvolte nel primo filone. E' facile immaginare che sarà così anche in futuro, quando negli uffici romani della Federcalcio arriveranno le carte che riguardano altre operazioni sospette e altri bilanci societari.

Solo multe, nemmeno eccessive considerata la mole di denaro evocata nelle 253 pagine del documento alla base dei deferimenti: 800.000 euro per la Juventus, 329.000 per il Napoli, 320.00 per il Genoa, 195.000 per la Sampdoria e 42.000 per l'Empoli. Anche Pisa e Parma, le uniche a rischiare di più perché, secondo l'accusa, gli artifizi contabili avevano alterato i parametri di iscrizione ai rispettivi campionati nelle ultime stagioni, si sono viste richiedere solo ammende amministrative. Non c'è stato lo tsunami e la ragione è che, forse, ha prevalso la consapevolezza che non sarebbe stato semplice difendere il pugno duro nei gradi di giudizio che si susseguiranno fino ad arrivare a mettere un punto a tutta la vicenda.

A prima lettura impressionano di più le richieste di inibizione per i dirigenti. Qui la mano è stata pesante sui vertici della Juventus (Agnelli 12 mesi, Paratici 16 mesi 10 giorni, Nedved e Arrivabene 8 mesi, Cherubini 6 mesi e 20 giorni), del Napoli (De Laurentiis 11 mesi e 5 giorni, Chiavelli che è l'uomo dei conti 9 mesi e 15 giorni, figli e moglie del presidente 6 mesi), della Sampdoria (Ferraro un anno), del Genoa (Preziosi 6 mesi e 10 giorni) e dell'Empoli (Corsi 11 mesi e 15 giorni). Detto che i due patron delle genovesi sono ormai fuori dal giro, l'impressione è che le richieste della Procura siano una sorta di monito a futura memoria: certi comportamenti non sono più tollerati.

E' probabile che, col passare dei gradi di giudizio, le dimensioni si riducano come è quasi sempre accaduto in passato. Non ci saranno stangate, insomma, ma l'aspetto più interessante è cosa resterà come eredità dal polverone alzato su una pratica contabile che col passare degli anni si è diffusa in una parte importante dei club italiani (non solo) contribuendo ad appesantirne i bilanci nel momento stesso in cui si cercavano soluzione last minute per ridurre i passivi ed evitare alle proprietà dolorosi aumenti di capitale per garantire la continuità aziendale.

Queste sono state le plusvalenze dal 2016 al 2021: un fenomeno da oltre 700 milioni di euro solo in Serie A con pochissime società a fare eccezioni e qualcuno che ne ha certamente abusato oltre ogni convenienza. La Procura della Federcalcio ha lavorato mesi, utilizzando anche le carte della magistratura ordinaria, per cercare di trovare un filo cui aggrapparsi per punire comportamenti scorretti. Si è inventata un criterio costruito su cinque parametri (età, ruolo, carriera, valore dei trasferimenti precedenti e situazione contrattuale) per provare a rideterminare il giusto prezzo delle decine di operazioni messe nel mirino. E' arrivata a denunciare valori gonfiati anche 70 volte e plusvalenze fittizie per decine di milioni di euro: oltre 60 per la Juventus e 19 per il Napoli, solo per citare i due club più in vista.

Un lavoro immenso ma dagli esiti incerti. Il principio secondo cui non è possibile calcolare in maniera asettica il prezzo di un cartellino è destinato a sopravvivere anche a questo scandalo, così come accaduto in passato. E allora? La Figc ha promesso riforme normative che scoraggeranno la pratica delle plusvalenze come aggiusta-bilanci. L'idea è di sterilizzarne il peso nel calcolo dei parametri per l'iscrizione al campionato qualora si tratti semplicemente di scambi di giocatori senza passaggio di denaro: transazioni virtuali che non producono flussi di cassa. Una fattispecie di cui si è fatto uso eccessivo per troppo tempo.

L'obiettivo è che le nuove regole entrino in vigore già dalla prossima estate. In attesa di registrare l'esito del processo sportivo su questo e sui prossimi filoni, si tratta dell'unica buona notizia a patto che si traduca in fatti e non solo in dichiarazioni di principio. Immaginare che intervenga qualcuno da fuori per rimettere a posto le cose significa illudersi. Per una volta il calcio italiano deve trovare dentro di sé la forza di cancellare le proprie cattive abitudini.

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