Maradona NApoli
(Ansa)
Maradona NApoli
Calcio

Maradona, l'uomo che ha vissuto ed è morto, nel clamore

La difficile analisi sulla morte di una persona dal talento smisurato come smisurati sono stati gli errori e gli eccessi fuori dal campo

Mito e leggenda da un lato, vizi privati inescusabili dall'altro. La sua morte ha svilito, in un solo istante, la giornata contro la violenza sulle donne, vanificando il momento della doverosa riflessione, nello tsunami originato dal boato di dolore di chi lo venerava. Dalla camera ardente allestita a Casa Rosada, palazzo del governo a Buenos Aires, alla curva A dello stadio San Paolo di Napoli, le lacrime della gente si sono mischiate ai lacrimogeni dei poliziotti impegnati a sedare una folla oceanica impazzita che, in barba alle regole e ai divieti di assembramenti, hanno rischiato di innescare una bomba virale di dimensioni inimmaginabili.

E' morto il Pibe de Oro, la mano de Dios, mito e leggenda. Nulla di ciò che ha fatto è stato banale e così anche la sua morte e quello che ne seguirà. Nel lontano 1991, durante la squalifica di due anni per essere risultato positivo al test per la cocaina, accetta di esibirsi in una partita amichevole sponsorizzata da Pablo Emilio Escobar Gaviria, imperatore della cocaina e criminale sanguinario. Lo incontra nel suo carcere personale, La Catedral, rimanendone estasiato" C'erano le ragazze più belle che abbia mai visto nella mia vita, ed eravamo in un carcere", pare abbia poi riferito. Tra Bush e Escobar riteneva meno cattivo il secondo: "Alla fine dei conti, fabbricava un prodotto clandestinamente e lo vendeva a gente che lo chiedeva, nessuno veniva obbligato, no? Non lo rubava a nessuno".

Oltre la passione per la cocaina ci fu quella per le donne: dalla moglie Claudia ( l'unica ad essere amata veramente) a Heather Parisi ( un vero e proprio colpo di fulmine) passando per la Sinagra e tutte le sue amanti fino ad arrivare all'ultima storia d'amore con la calciatrice Rocio Oliva: un "amore tossico" finito con il lancio di un telefonino addosso, con tanto di video. Se vi sia stata violenza o meno, non è dato sapere, viste le dichiarazioni e le smentite delle parti. Di certo la vita privata da latin lover del Pibe de Oro apre ora la porta a una pletora di pretendenti alla sua eredità. Anche perché, stando ai racconti del suo autista di Napoli, sarebbero state portate al suo cospetto ben diecimila ragazze nell'arco di sei anni. Insomma, la cicogna in quel periodo avrebbe fatto un bel po' di straordinari.

E, infatti, si prospetta una battaglia epocale sull'eredità del cui ammontare nulla ancora è dato sapere perché c'è chi giura che l'esoso campione si sia 'mangiato' gran parte del patrimonio e chi magnifica centinaia di milioni in immobili, gioielli e fondi. In ogni caso gli avvocati mettono le mani avanti, dichiarando che negli ultimi anni il Pibe de Oro vivesse solo di benefit e dunque quasi in povertà. Ma vero o falso che sia il brand di " Maradona" fa molta gola perché se sfruttato bene potrebbe sì sistemare mille eredi. Proprio per questo, il problema non sarà tanto ricostruire l'asset complessivo quanto individuare i soggetti che ne reclameranno bramosamente una fetta. Già perché oltre ai cinque figli legittimi riconosciuti, più o meno spontaneamente, a bordocampo pare si stiano scaldando una mezza dozzina di donne che solo oggi – ma tu guarda… - gli attribuiscono paternità. Stanno già lì saltellando sotto la lavagnetta del quarto uomo, scapitanti ed intente a sistemarsi i calzettoni, in attesa del gesto dell'arbitro che le autorizzi a calcare il campo di gioco e gettarsi nell'agone.

Che a Diego piacessero le donne si è sempre saputo come si è appreso dalle cronache delle cause intentate in vita del calciatore per la dichiarazione giudiziale di paternità di alcuni figli 'naturali' (parola che non esiste più ma tant'è) tra cui il 'nostro' Diego Jr, concepito con la partenopea Cristiana Sinagra. Ora però Diego rischia di ritrovarsi una prole più numerosa di Matusalemme perché in ogni angolo del globo – soprattutto a Cuba - stanno per partire le richieste di paternità post-mortem.Quel povero corpo seppellito di fresco non resterà lì a lungo perché i Giudici di questi procedimenti non tarderanno a chiedere la riesumazione delle spoglie per effettuare test del DNA a nastro, almeno fino a che resterà qualcosa che funga da campione biologico.


serie a football GIF by Tomas Ferraro, Sports Editor Giphy


L'ultima sentenza della Cassazione in Italia, per le dichiarazioni di paternità postume, dà peso anche alle presunzioni indiziarie e non oso immaginarmi la creatività di queste donne per scovare le più disparate prove che ricolleghino i pargoli al campione argentino. Tutti a recitare la formula del "Riposi in pace" ma Diego non lo potrà fare e, come i grandi e dannati della storia, verrà destato continuamente, scomodato come pomo della discordia senza poter mai trovare quiete. Ho come la sensazione che El Pibe de Oro non potrà mai giovarsi di un 'fine pena', nella morte come nella sua non banale esistenza: se in Italia l'azione è imprescrittibile per i figli, ritengo che anche in Argentina e negli altri paesi da dove provengono le presunte madri – in un harem che fa della 'famiglia' allargata di Diego un crogiuolo multirazziale planetario – comparirà puntualmente qualcuna a reclamarne la paternità. Ergo, se tanto mi dà tanto, quell'eredità diventerà la 'fabbrica del Duomo' destinata ad eterni contenziosi, congelata e maledetta, con buona pace di chi già oggi si sfrega le mani pensando di capitalizzare in denaro quell'affetto ( essendo infatti niente di più che un attimo fuggente di sesso) che l'eclettico calciatore non ha saputo offrire in vita. Per fortuna rimangono le gesta sui campi, quelle pennellate di pura arte che hanno riscritto la storia del calcio e che Diego lascia, gratuitamente, alla memoria sempiterna di ogni appassionato.

info: danielamissaglia.com

Ti potrebbe piacere anche

I più letti