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Calcio

Il calciomercato nell'era della crisi

La pandemia sgonfia la bolla del pallone: 4,2 miliardi di euro spesi nel 2021, Italia al top nel mondo ma l'87% dei trasferimenti non comporta movimento di denaro. La classifica dei 10 colpi più costosi

La crisi sgonfia la bolla del calciomercato mondiale e lo fa per il secondo anno di fila, tanto che nel 2021 le spese complessive si fermano a 4,2 miliardi di euro con un calo di un terzo rispetto al record del 2019. L'era prima del Covid, quando il calcio era un settore in piena crescita e la fiera dei sogni del mercato era florida. Sono i dati emersi dal FIFA Global Transfer Report 2021 che attinge alle transazione registrate obbligatoriamente nel sistema TMS, il cervellone in cui Zurigo fa confluire tutti gli affari di mercato per tenere sotto controllo l'andamento del mondo del pallone. La pandemia continua a far sentire i suoi effetti togliendo risorse agli investitori. A soffrirne è tutta la filiera, visto che i big spenders del calcio mondiale abitano in Europa e chi ne beneficia sono spesso i movimenti che vivono proprio della valorizzazione dei propri talenti.

Pur nel calo quantitativo, i rapporti rimangono invariati se è vero che l'Europa contribuisce al conto per 3,8 miliardi di euro sui 4,2 totali e dentro le confederazioni UEFA ci sono i campionati più ricchi e attivi sul mercato. In testa la solita Inghilterra (1,2 miliardi) seguita, a sorpresa, dalla Serie A italiana che si guadagna il secondo posto sul podio con 581 milioni di euro. Poi Francia (445 milioni), Germania (392) e Spagna (302). L'Europa incassa anche molto - 3,5 miliardi di euro - considerato che gli affari più importanti sono registrati tra i top club del Vecchio Continente. Però in quello sbilancio tra entrate e uscite si nasconde una delle linee attraverso cui il resto della piramide in giro per il mondo trova la sua linfa vitale.

POCHI SOLDI, TANTA FANTASIA (E NON SOLO)

Che sia un momento di vacche magre lo dimostra anche il crescente ricorso a formule che limitano il passaggio di denaro. L'87% dei trasferimenti registrati è senza 'transfer fees' e la metà contiene bonus legati a eventuali future rivendite. Una sorta di cambiale spostata avanti nel tempo per garantire chi vende e alleggerire i conti di chi acquista. Un terzo dei passaggi da una squadra a un'altra arriva in regime di contratto scaduto, altra tendenza crescente in maniera vertiginosa negli ultimi anni.

Si tratta spesso di calciatori di livello mondiale che abbandonano il vecchio club a parametro zero (e con ricche commissioni per i rispettivi agenti), ma non solo: il fenomeno riguarda anche centinaia di giocatori semplicemente non confermati dal datore di lavoro. Non tutti vanno a guadagnare stipendi a sei zeri. Anzi.

Attenzione anche all'età del campione o presunto tale. Gli investimenti sono sempre più selettivi e si concentrano sulla fascia d'età centrale della carriera, rendendo marginale qualsiasi trasferimento per gli over 30. Nel 2021 per loro sono state spese le briciole: 164 milioni di euro sul totale di 4,2 miliardi. E' un paradosso dal momento che la vita professionale si è ormai allungata di un lustro grazie a nuovi metodi allenamento, nutrizione e rose allargate che consentono un impiego selezionato.

tratto dal report FIFA Global Transfer 2021

I CLUB CHE HANNO SPESO DI PIU'

Nella Top10 dei colpi più costosi del 2021 ci sono i due trasferimenti dell'Inter che in estate ha dovuto correre al riparo sul mercato per risolvere i problemi di liquidità. Lukaku al Chelsea e Hakimi al PSG figurano rispettivamente al primo e terzo posto di una classifica in cui compare anche il passaggio di Abraham dall'Arsenal alla Roma. La parte del leone la fa ovviamente la Premier League che è anche protagonista delle tre rotte più utilizzate dai mercanti del pallone; quella più ricca proprio con l'Italia che dai club inglesi ha ricevuto nel 2021 la bellezza di 223 milioni di euro.

Non sorprende, dunque, che Manchester United e Chelsea occupino le prime due posizioni nella Top20 per società. Al terzo c'è il potente Lipsia proprietà della Red Bull che si colloca davanti a PSG (7°) e Manchester City (8°). Avvertenza: i parigini hanno lavorato soprattutto con i parametri zero di lusso - Messi e Donnarumma per citare due nomi - e, quindi, spostato meno denaro di quanto ne abbiano realmente impegnato per allestire una squadra da all-in verso il sogno Champions League.

Nella Top20 compaiono anche tre italiane: Roma (4°) a testimonianza dell'impegno dei Friedkin per cercare di restituire ai giallorossi la competitività perduta, Milan (10°) perché il 2021 è stato l'anno del riscatto dei prestiti e Juventus (12°) seppure in contrazione rispetto al recente passato.

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