Bossi: "Berlusconi è un perseguitato"
Bossi: "Berlusconi è un perseguitato"
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Bossi: "Berlusconi è un perseguitato"

Il senatùr commenta così la sentenza: "Silvio comunque si è comportato bene. Ed ora ha più consensi di prima"

“Berlusconi l’ha vissuta male, e come avrebbe dovuto viverla questa condanna? Io gli ho detto: Silvio, stai tranquillo perché tu ora hai conquistato molta più gente di prima”.

Umberto Bossi, il presidente fondatore della Lega Nord, l’uomo che per per oltre un decennio è stato l’alleato fedele nei governi del Cavaliere, racconta a Panorama.it di aver telefonato a Berlusconi per esprimergli tutta la sua solidarietà umana e politica. Solidarietà espressagli subito anche dal segretario federale e governatore lombardo Roberto Maroni.

“Capo” (Bossi ama essere chiamato così), come ha vissuto anche lei questo difficile momento?

“Male, ma penso che Berlusconi ora abbia con sè molta più gente anche per il comportamento che ha avuto”.

E cioé?

“Silvio è stato bravo, si è comportato bene perché non ha perso le staffe. Anche se è un perseguitato”.

Lei, Bossi con il segretario Maroni, con la vostra netta solidarietà all’ex premier, avete anche sfidato la vostra base, descritta da sempre come antiberlusconiana e un po’ giustizialista?

“Berlusconi è un perseguitato, questo è quello che pensano tutti. I magistrati non sono simpatici alla gente”.

Intanto, tornando alle vicende in casa leghista. Roberto Calderoli dice che lei avrebbe violato le regole nel riammettere l’espulso Marco Desiderati (un bossiano, vicino all’ex capogruppo Marco Reguzzoni ndr) anche  se lei ha la prerogativa di accogliere il ricorso di espulsi con lunga militanza. Come sono andate le cose?

“Le espulsioni fanno solo perdere voti” (taglia secco Bossi, salutato con affetto dai parlamentari del Pdl all’uscita dall’aula di Montecitori ndr). “Ciao Senatùr”, gli dice sorridente Mariastella Gelimi. E Lui, stringe il pugno, mima scherzoso un cazzotto. “Silvio, deve tenere duro”.

Il cappio agitato in aula dal leghista Luca Leoni Orsenigo (che comunque si beccò una bella ramanzina di Bossi, narra chi c’era) contro Bettino Craxi ora sembra preistoria. Non è più l’Italia e neppure la Lega di vent’anni fa.

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