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(Alcune immagini degli ostaggi comparse sui muri di Milano)
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Le due facce, ed i due gesti, di una guerra senza Pace

A Roma strappata la bandiera di Israele; a Milano sui muri appese le foto degli ostaggi nelle mani di Hamas: la differenza tra un gesto di odio ed uno di aiuto

Ci sono due fatti accaduti in Italia nelle ultime ore che meritano una riflessione. il primo ci porta a Roma dove uno dei partecipanti alla manifestazione per la Pace ha strappato la bandiera di Israele che sventolava assieme a quelle degli altri paesi del mondo all’esterno della sede della Fao. Il secondo invece arriva da Milano dove nella notte alcuni sconosciuti hanno compiuto un blitz del tutto particolare: muri, scalinate della metropolitane, torrette della corrente elettrica, pali della luce sono stati coperti dalle foto di alcuni degli oltre 200 israeliani rapiti dai terroristi di Hamas nell’assalto dello scorso 7 ottobre.

I due fatti sono legati strettamente tra loro dato che riguardano un conflitto ormai diventato un incendio quasi indomabile. Due gesti per le due parti in causa: Gaza da una parte, Israele dall’altra. Ma la differenza è abissale; non perché ci sia una parte che abbia ragione ed una che è nel torto ma nei gesti in se.

Il primo è un gesto di guerra, di rabbia ed odio, un’aggressione assurda per di più nel bel mezzo di una manifestazione per la Pace ma che di pacifico, vista la reazione festante degli altri presenti, alla fine aveva davvero poco. Strappare una bandiera era il massimo dell’onta possibile, è l’espressione dell’avversione totale verso un nemico arrivata al punto da voler sfregiare quello che è il simbolo visivo e non solo di una nazione.

Il secondo è un gesto che invece di violento non ha nulla. Non parla di odio, non chiede vendetta ma guarda dritto alla memoria, alla testa ed alla coscienza di ciascuno di noi per aiutarci a ricordare. Dal 7 ottobre infatti, giorno dopo giorno, l’attenzione ed il favore dell’opinione pubblica da Israele è scivolata sempre più come su di un piano inclinato verso Hamas. Ci siamo dimenticati di quell’assalto, dei bambini decapitati ed uccisi davanti ai genitori, dei ragazzi colpiti mentre ballavano ad una festa della musica e soprattutto di questi 200 esseri umani tra cui molti bambini che sono nelle mani dei miliziani usati come merce di scambio (229 per 7 mila palestinesi, la proposta di oggi da Gaza) ed anche come scudi umani a protezione delle postazioni di lancio dei missili lanciati contro Israele o nei rifugi dei guerriglieri.

Strappare una bandiera allontana dalla Pace. Ricordarci il male ed il dolore invece ci avvicina semplicemente per non doverlo provare più.

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Andrea Soglio