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Amministrative 2016: tutti i candidati

A Roma Fassina ha presentato la sua candidatura per SI. Ecco chi è in lizza a Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Cagliari

Candidati sindaco, liste, alleanze. La grande corsa per le amministrative del 2016 è partita. Non tutte le caselle sono state riempite e, anzi, in vista del primo turno del 12 giugno, restano ancora molte incognite: Lega e Forza Italia troveranno l'accordo sui nomi? Ai ballottaggi la nuova Sinistra italiana appoggerà il Pd o farà convergere i suoi voti sul Movimento 5 Stelle? Il partito del premier Matteo Renzi ha fissato l'appuntamento ai gazebo per le primarie il prossimo 20 marzo.

Ma ancora non è chiaro né se saranno primarie Pd o di coalizione né chi potrà partecipare, se i soli iscritti oppure anche gli altri. E se il nome “ufficiale” per Palazzo Marino sembra ormai essere quello del patron di Expo Giuseppe Sala, a preoccupare di più sono Roma e Napoli.

(post in aggiornamento)

ROMA

Se anche a Roma si votasse a giugno – qualcuno comincia a dire che forse qui il voto slitterà di qualche mese – la Capitale si ritroverebbe alle urne da città commissariata. Dopo la caduta di Ignazio Marino, in seguito alle dimissioni della maggioranza dei consiglieri a cominciare da quelli del Pd, la gestione amministrativa è passata nelle mani di Francesco Paolo Tronca e della sua squadra di sub commissari. Per il Partito democratico si tratta della sfida in assoluto più complicata.

Tanto che fino a fine gennaio non ci sarà alcun candidato ufficiale. Incerta la partecipazione anche dell'ex sindaco, indagato per peculato e concorso in falso in atto pubblico per la vicenda degli scontrini. Proprio oggi come candidato di Sinistra italiana si è ufficialmente presentato Stefano Fassina. Il Movimento 5 Stelle sceglierà il suo candidato attraverso una consultazione tra i propri iscritti. Tra i quattro ex consiglieri il nome più gettonato è quello di Virginia Raggi ma non è affatto detto che l'avvocato 37enne riesca a spuntarla. Nel campo del centrodestra sono due i nomi su cui si ragiona di più: a Matteo Salvini piace la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, a Silvio Berlusconi l'imprenditore Alfio Marchini. Il quale, già in campagna elettorale da mesi, preferisce però andare da solo, senza insegne di partito, e conservare un profilo completamente civico.

MILANO

Se a Roma sul futuro del centrosinistra incombono nuvoloni neri, nemmeno a Milano la partita del post-Giuliano Pisapia – che a marzo annunciò la sua intenzione di non ricandidarsi - appare in discesa. La candidatura di Giuseppe Sala, commissario unico di Expo e stimatissimo da Matteo Renzi, ha infatti spaccato l'alleanza tra Pd e sinistra più radicale (benedetta sia dalla borghesia meneghina che dai centri sociali) che nel 2011 si colorò di arancione intorno alla figura dell'avvocato penalista. L'assessore dem al Welfare Pierfrancesco Majorino (sostenuto dalla minoranza Pd e da Sel) non intende infatti farsi da parte. Altrettanto il deputato e responsabile Riforme del Nazareno Emanuele Fiano. In corsa anche l'ex consigliere provinciale del Pd Roberto Caputo e il direttore della Uisp Antonio Iannetta che si presenta come il candidato della società civile. Il Movimento 5 Stelle punta sulla consigliera di zona Patrizia Bedori, 52 anni, disoccupata, preferita da 300 attivisti che hanno votato per lei alle primarie grilline del 7 novembre. Tramontate l'ipotesi Paolo De Debbio (il giornalista, che avrebbe da subito messo d'accordo tutti, preferisce infatti rimanere a Mediaset alla guida del suo fortunato programma Quinta Colonna), e quella Maurizio Lupi (candidato moderato teoricamente congeniale a sfidare Giuseppe Sala ma indisponibile a rompere con Ncd e Angelino Alfano per accontentare Salvini), il centrodestra avrebbe infine chiuso l'accordo sul direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti.

NAPOLI

Accolta malissimo dallo stato maggiore del Pd, a Napoli è già ufficiale la candidatura dell'ex sindaco Antonio Bassolino che si presenta anche in chiave anti-De Luca. Per molti si tratta del fallimento della rottamazione, un passo indietro di vent'anni, la prova che il segretario-premier Matteo Renzi non è ancora in grado di controllare la periferia del suo partito. I nomi in lizza per provare a bloccargli la strada alle primarie sono quelli di Umberto Ranieri, principale collaboratore di Giorgio Napolitano, e del franceschiniano Leonardo Impegno, figlio di Berardo, ultimo segretario del Pds napoletano commissariato proprio da Bassolino. Si è invece già tirato indietro Gennaro Migliore mentre i bersaniani potrebbero proporre anche un loro nome: quello dell'ex Cgil Gianluca Daniele. Per tentare la conquista del secondo mandato Luigi De Magistris dovrebbe invece poter contare sull'appoggio di Sinistra italiana. Il M5S è tra i favoriti, ma non sarà il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio il candidato. In corsa già da molti mesi l’imprenditore Gianni Lettieri, candidato quasi ufficiale di tutto il centrodestra (Fi-Lega-Fdi).

TORINO

Sembrava tutta in discesa la strada verso la riconferma del sindaco Pd Piero Fassino se non fosse stato per i dubbi sulla sua ricandidatura che oggi sembrano spingere in alto le quotazioni di almeno un paio di sfidanti. Rispetto a 5 anni fa, la coalizione perderà infatti il supporto di Sel: i vendoliani hanno deciso di puntare sull'ex sindacalista Fiom Giorgio Airaudo. Spaventa inoltre la grillina Chiara Appendino, già consigliera comunale, giovane dirigente d’azienda, esponente della borghesia torinese, figlia di Domenico, manager oggi in pensione che fu braccio destro di Gianfranco Carbonato, presidente di Confindustria Piemonte, che punta decisamente al secondo turno. Potrebbe invece essere quella di Osvaldo Napoli la carta da giocare per il centrodestra . Ma il nome non convince né Fratelli d'Italia né la Lega che propone il notaio Alberto Morano.

BOLOGNA

Nemmeno la rossa Bologna fa dormire al Pd sogni tranquilli. Il sindaco uscente Virginio Merola non sembra infatti dare garanzie. Al punto che al Nazareno si era addirittura ipotizzato di sostituirlo con l'ex governatore Vasco Errani. Dopo la scissione di Fassina e la nascita del nuovo partito con Sel di Nichi Vendola, la sinistra va infatti verso una candidatura autonoma. Ma a rendere molto incerta la rielezione di Merola sono le proposte che le altre forze politiche stanno mettendo in campo. Il Movimento 5 Stelle schiera il fedelissimo dei vertici Massimo Bugani (ma non senza qualche mal di pancia tra gli attivisti della base). Nel campo del centrodestra la voce forte la fa la Lega che, in cambio del via libera a Osvaldo Napoli a Torino, qui vuole assolutamente imporre il nome di Lucia Borgonzoni, capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, contro quello del consigliere regionale azzurro Galeazzo Bignami.

CAGLIARI

Il capoluogo sardo appare oggi come l'unica città dove il centrosinistra sembra in grado di presentarsi con una candidatura unica: quella dell'uscente Massimo Zedda, esponente di Sel molto critico con le scelte del suo partito e verso la rottura con il Partito democratico che, anche se tardivamente, ha annunciato il suo appoggio al sindaco. Sul quale pesa però un'accusa per doppio abuso d’ufficio per la nomina di Marcella Crivellenti come sovrintendente del Teatro Lirico che potrebbe trascinarlo alla sbarra. M5S e centrodestra non hanno ancora scelto. L'ex senatore di Forza Italia Piergiorgio Massidda è infatti sceso in campo, alla guida di un raggruppamento di liste civiche, senza aver ottenuto il via libera dal suo partito. Un altro sfidante di di Zedda sarà il consigliere comunale del Gruppo Misto Paolo Casu, a capo di una coalizione composta da trenta liste. Mentre sarà scelto con le primarie in programma il prossimo 13 dicembre il candidato di “Cambia” tra Pierpaolo Vargiu, Giandomenico Sabiu e Piero Liori.

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