Allarme Terrorismo: Al Qaeda vuol colpire domenica
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Allarme Terrorismo: Al Qaeda vuol colpire domenica

Turisti nel mirino. Gli Usa chiudono le ambasciate. Obiettivo? Rovinare il compleanno a Barack Obama

(LookOut News )
Washington D.C. chiude i battenti per un giorno. O meglio, chiudono le ambasciate che rappresentano la bandiera a stelle e strisce nel mondo. Non accadrà in Italia, non a Londra, né a Brasilia, ma in numerosi o forse addirittura in tutti Paesi del Medio Oriente e di parte dell’Asia.

Gli Stati Uniti hanno, infatti, annunciato di temere per sabato un attacco terroristico, in particolar modo di stampo qaedista, ragion per cui è bene evitare di prestare il fianco a possibili attacchi contro i simboli americani (è ancora aperta la ferita dell'assassinio dell'ambasciatore Christopher Stevens, avvenuto l'11 settembre 2012 in Libia), e dunque le ambasciate verranno precauzionalmente chiuse.

Non è dato sapere se l’allarme giunga dal Dipartimento di Stato, dalla CIA o da altre agenzie governative o piuttosto da segnalazioni credibili provenienti direttamente da altri Paesi. Fatto sta che la portavoce del Dipartimento di Stato, Marie Harf, ha affermato di essere “al corrente di informazioni che richiedono un’abbondanza di cautela e di attenzione per i nostri dipendenti e per le altre persone che eventualmente potrebbero visitare le nostre strutture”. Informazioni che non solo “indicano che dovremmo statuire queste misure precauzionali” ma che verranno estese anche a tutte quelle ambasciate che lo richiedano “a seconda delle nostre analisi”. Lunedì verrà poi deciso se mantenere in vigore le misure cautelative per i giorni a venire.

La ragione simbolica della chiusura di domenica

Nel comunicato diffuso attraverso la tv NBC, si fa sapere anche che le segnalazioni sono relative solo al contesto internazionale e che non ci sono ragioni di temere attentati sul suolo americano ma che l’allarme è rivolto solo all’estero. La maggior parte degli uffici diplomatici americani solitamente è chiusa di domenica ma, essendo che nella maggior parte dei Paesi di fede islamica la giornata domenicale segna l'inizio della settimana, molte rappresentanze fanno eccezione. Ecco perché l’annuncio e la precisazione della chiusura.

Eppure, viene da pensare che le ragioni ufficiali siano direttamente riconducibili ad almeno altri due fatti: domenica Hassan Rouhani s’insedierà ufficialmente come nuovo presidente della Repubblica Islamica dell’Iran (solo ieri ha minacciato Israele affermando che “è una ferita da mondare”). Ma soprattutto domenica ricorre il compleanno del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama (è nato a Honolulu, Hawaii, il 4 agosto del 1961), e nessuno al di qua dell’Atlantico desidera rovinargli la festa. Mentre, invece, la tentazione nel mondo dove si annida Al Qaeda pare sia davvero forte. Buon compleanno, Mr. President.

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