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Adozioni internazionali bloccate da una guerra di potere

Il duello tra Maria Elena Boschi e l'ex presidente Della Monica ferma la CAI e impedisce il passaggio di consegne: su Panorama in edicola il 6 ottobre

La Commissione adozioni internazionali, istituita dal 1998 presso la presidenza del Consiglio, è praticamente bloccata da due anni. E dallo scorso 9 giugno, quando il governo Renzi l’ha nominata presidente della Cai (Commissione per le Adozioni Internazionali), il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi non è riuscita nemmeno a incontrare e a ottenere il passaggio delle consegne dal suo predecessore, il magistrato Silvia Della Monica, che presiede la Cai dal febbraio 2014.

Lo rivela il settimanale Panorama nel numero in edicola da giovedì 6 ottobre.

La Cai ha un ruolo delicatissimo: sovrintende alle pratiche delle adozioni internazionali aperte dalle famiglie italiane e autorizza gli enti che operano all’estero.

Le adozioni dall’estero, che erano state 4.130 nel 2010, sono crollate negli ultimi anni: l’ultimo dato del 2015 (non certificato) indica 2.216 adottati.

Secondo Panorama, il ministro Boschi ha convocato Della Monica lo scorso 11 luglio, ma senza alcun risultato. Alla commissione Giustizia della Camera, il 20 luglio, il ministro ha poi dichiarato che avrebbe convocato la Cai «già in settembre», ma alla data di oggi la Cai non è ancora stata convocata.

Il risultato è una stasi totale dell’attività della Commissione. In uno sfogo, il ministro avrebbe dichiarato al suo entourage: «Della Monica non si presenta, non risponde, non so come uscirne: cosa devo fare, dimettermi?».

Molte famiglie, esasperate per la lunghissima attesa di notizie sulle pratiche di adozione avviate, hanno deciso di unirsi nell’associazione «Family for children».

Il 30 settembre una loro rappresentanza ha incontrato il capo della segreteria di Maria Elena Boschi, Mauro Antonelli.

Ma Antonelli ha detto loro che ora «bisogna aspettare che il ministro torni dal Sudamerica», dove la responsabile delle Riforme è impegnata in un tour a caccia del Sì degli italiani all’estero al referendum costituzionale del 4 dicembre.

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