L'immigrazione clandestina non è più reato. E ora?
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L'immigrazione clandestina non è più reato. E ora?
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L'immigrazione clandestina non è più reato. E ora?

Ecco cosa cambia dopo il voto della Camera che ha creato non poche polemiche

Introdotto nel 2009 quando ministro dell'Interno era Roberto Maroni, per volere della Lega e del Pdl, ieri è stato cancellato il reato di immigrazione clandestina. La Camera ha dato il via libera definitivo a un disegno di legge che contiene il provvedimento e riguarda, più in generale, le pene detentive non carcerarie e il sistema sanzionatorio.

Come ha votato la Camera? Rivendicando la paternità di una legge contestata anche dall'Europa, insieme al Movimento 5 Stelle (che ha obbedito al diktat di Beppe Grillo nonostante il parere della base sul web, ma anche dopo il voto a favore espresso a favore del testo in Senato) e i Fratelli d'Italia, ieri la Lega Nord ha votato contro tentando anche di far slittare di far slittare il voto sull'articolo 2, quello che contiene la lista dei reati depenalizzabili. Espulso il leghista Massimiliano Fedriga, che ha occupato i banchi del governo con un cartello contro Alfano. Durissimo il post del segretario leghista Matteo Salvini: “Aiutano i clandestini, cancellando il reato di clandestinità, liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri, e arrestano chi vuole l’indipendenza. Siamo alla follia. Se lo Stato pensa di fare paura a qualcuno, sbaglia”. A favore Pd, Ncd, Udc e Sel. Spaccata Forza Italia (8 no, 14 sì e la maggioranza, 19 deputati, astenuti).

Cosa prevedeva il reato? Nella legge Bossi-Fini il reato di clandestinità è per tutti coloro che entrano in Italia senza regolare permesso di soggiorno. Il permesso di soggiorno viene concesso solo a chi ha un contratto di lavoro e dura due anni per i contratti a tempo indeterminato, uno negli altri casi. Con la perdita del lavoro scade anche il permesso e quindi scatta il rientro in patria. Per le persone senza permesso di soggiorno ma con documento di identità scatta l’espulsione per via amministrativa, con la decisione del prefetto della Provincia dove vengono trovati: le forze pubbliche si adoperano per “l’accompagnamento alla frontiera” immediato. Chi invece entra in Italia senza documenti, viene condotto nei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) per sessanta giorni per le pratiche di identificazione: se non si risale all’identità, viene ordinata l’espulsione in tre giorni.

Cosa cambia adesso? E da quando? Con questo disegno di legge (16 articoli in tutto divisi in 4 capi) il Parlamento si pone, intanto, quattro obbiettivi generali: delegare al Governo la disciplina di pene detentive non carcerarie, ovvero da eseguire presso il domicilio; delegare il Governo a realizzare una depenalizzazione; introdurre la messa alla prova nel processo penale; disciplinare in modo innovativo il processo a carico di imputati irreperibili. La lista dei reati depenalizzabili è contenuta nell'articolo 2. In particolare, entro 18 mesi dall'entrata in vigore della legge, il Governo dovrà trasformare in illeciti amministrativi una serie di reati. Tra questi il reato di immigrazione clandestina (comma 3, lett. b). In realtà, ad essere abrogata, è stata solo la parte della Bossi-Fini che prevede il reato di ingresso illecito in Italia. L'arresto viene mantenuto per gli immigrati che rientrano nel nostro Paese dopo un provvedimento di espulsione.

Quante persone riguarderà la modifica? In Italia è stimata la presenza “illegale” di circa 500 mila stranieri. Fino al 2013 i fascicoli aperti nei tribunali per questo reato erano 200mila, ma solo la metà era stato definito.

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