Ucraina, 5 cose da sapere sul conflitto
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Ucraina, 5 cose da sapere sul conflitto
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Ucraina, 5 cose da sapere sul conflitto

Il cancro di Putin, la militanza filorussa di Poroshenko, la ricchezza delle regioni orientali: le curiosità sulla guerra che ha spaccato in due il Paese

POROSHENKO ERA FILORUSSO

Il presidente ucraino Petro Poroshenko davanti ai resti di un missile a Kramatorsk EPA/PPS/MIKHAIL PALINCHAK

Petro Poroshenko, l'attuale presidente ucraino succeduto a Viktor Janukovic grazie alla rivolta filoeuropeista di Jevromajdan, è soprannominato in Ucraina il re del cioccolato, essendo dal 1990 il più grande produttore di dolciumi del Paese. La sua fortuna è stimata da Forbes in 1,3 miliardi di dollari. Con il tempo ha diversificato le sue attività, dal settore automobilistico ai cantieri navali, fino ai mass-media, dove è proprietario di alcuni dei mezzi di comunicazione più importanti del Paese, come il canale tv Kanal 5 e il magazine Korrespondent. Prima di essere eletto presidente ucraino su una piattaforma europeista, è stato  tra i fondatori e più accesi sostenitori del Partito delle Regioni filorusso cui apparteneva lo stesso ex presidente Yanukovich. Ex parlamentare, ex presidente della Commissione bilancio, ex presidente del Consiglio della Banca dell'Ucraina, Poroshenko è un oligarca che, nel corso della sua lunga carriera politico-commerciale, non si è fatto mancare nulla: né le capriole e nemmeno le accuse di corruzione, evasione fiscale e sistematici favoritismi.

LA RICCA DONESK (EX STALINO)

Un combattente filorusso a 30 km da Donesk, capitale dell'autoproclamata repubblica filorussa

  FRANCISCO LEONG/AFP/Getty Images

L'Oblast di Donesk, la provincia dove hanno stabilito il loro quartier generale i ribelli filorussi dell'Ucraina orientale, è storicamente la regione più florida di tutta l'Ucraina, soprattutto grazie alla miniere di carbone e alla produzione di acciaio, con il più alto Pil procapite annuo di tutto il Paese. Non solo: è anche la regione più popolata, almeno fino alla sollevazione dei filorussi, con quasi cinque milioni di abitanti, un quinto dei quali concentrati nella capitale dell'autoproclamata Repubblica di Donesk.  Dal 1924 al 1961, anno della seconda destalinizzazione voluta dall'ex presidente sovietico Nikita Krusciov, Donesk - in gran parte popolata da russofoni - si chiamava Stalino, in onore dell'ex dittatore comunista ma anche dell'acciaio (Stalin significa acciaio in russo) prodotto nei suoi stabilimenti.

LE DISERZIONI DELL'ESERCITO DI KIEV

Un ucraino a Kiev con la scritta: "Putin, sono venuto a prenderti" Sean Gallup/Getty Images

Tra i reparti del malandato esercito ucraino impiegati da Kiev per assoggettare i separatisti delle province di Donesk e Lugansk nell'Ucraina orientale, sono stati numerosissimi i casi di diserzione, anche di interi battaglioni, che si sono rifiutati di servire nelle cosiddette operazioni antiterrorismo volute da Poroshenko e sono passati armi e bagagli tra le forze ribelli. Mentre l'esercito irregolare dei separatisti è composto di circa 12-15 mila volontari, ai quali sono giunti armamenti ed equipaggiamenti russi spesso attraverso sedicenti convogli umanitari, Kiev - il cui esercito ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza - ha dovuto affidarsi a migliaia di  volontari della Guardia Nazionale, cui sono giunti fiumi di denaro da ambigui oligarchi e businessmen ucraini, come il magnate del gas (un tempo filorusso) Igor Kolomosky, che sovvenziona anche il battaglione Azov, di ispirazione filonazista, in cui militano anche decine di volontari stranieri provenienti da Svezia, Italia, Francia, Polonia, Francia e Repubbliche baltiche. 

LO ZAR È MALATO

Vladimir Putin GETTY

Problemi al sistema nervoso? Morbo di Parkinson? Tumore alla spina dorsale? Semplice botulino? Una fotografia  della stretta di mano tra un Putin spaventosamente gonfio e Petro Poroshenko a Minsk, all'indomani dell'annessione della Crimea da parte della Russia, ha rilanciato sui media occidentali, e persino sul New York Times, la voce di una grave malattia di cui soffrirebbe lo czar del Cremlino. Voce sulla quale la smentita del Cremlino, in classico stile sovietico, è apparsa più di prammatica che reale. I tratti turgidi del presidente russo nelle ultime fotografie, secondo il New York Post, sarebbero dovuti invece agli steroidi che il medico personale di Putin, conosciuto ai tempi della Germania est, gli avrebbe somministrato nella speranza di curarlo da un cancro al pancreas.

LA GUERRA DEL GAS

Soldati ucraini che hanno lasciato Debaltseve si spostano per supportare in Artemivsk Brendan Hoffman/Getty Images

Fino al colpo di mano di Jevromajdan, che ha sostituito il corrotto regime filorusso dell'oligarca Janukovic con l'altrettanto corrotto regime dell'oligarca filoeuropeo Poroshenko, l'Ucraina - dal cui territorio passano i gasdotti russi che portano energia a mezza Europa - poteva acquistare il gas dalla Russia  a prezzi sovietici, il ché per molti anni - in cambio della neutralità di Kiev - ha impedito il collasso del Paese. Secondo il numero uno di Gazprom, Alexei Miller, ora a Kiev «restano solo 219 milioni di metri cubi di gas prepagato»: tre-quattro giorni di autonomia. Una minaccia neanche troppo velata per far capire chi ha in mano le leve del comando economico nel Paese. Kiev ha risposto tagliando le forniture di gas a tutto l'est del Paese in mano ai filorussi. Una mossa disperata che, in assenza di salvataggi europei e aiuti militari americani, non impedirà all'Ucraina uno spaventoso crac finanziario. Non bisogna nemmeno dimenticare che gran parte delle industrie di armi che riforniscono l'esercito di Kiev si trovano nell'ex Unione sovietica o sono in mano a uomini d'affari russi.

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