Albero di Natale riciclato
Albero di Natale riciclato
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Natale buono

Quest’anno a Natale ho deciso di essere buono fino in fondo. Ho cominciato dall’albero, per poi passare al presepe, infine il menù del pranzo e i regali.

Quest’anno a Natale ho deciso di essere buono fino in fondo.
Ho cominciato dall’albero, ottenuto riciclando grucce appendendo delle palle fatte di carta di giornale incollate con colla naturale. Dopo Natale le grucce potranno essere riciclate come grucce.
Ho preparato anche il presepio, che mi son costruito assemblando della corda di cotone di canapa con lana cardata rappresentando tutte le religioni con San Giusepp* e Mari* senza volto, così come il bambino o bambina nella culla della capanna.
Da oggi comincerò a preparare anche il mio cenone. Ho pensato ad un menù vegano, ma anche un po’ crudista. L’insalata russa la farò di mayonese di soia e olio di mallo di noce. Carote e Cipolle saranno crude, mentre le patate saranno disidratate e poi ammollate nella tisana di tiglio. Niente piselli, fuori stagione. Capperi di Pantelleria che si sono gettati volontariamente nei cesti di raccolta e olive Siciliane raccolte dallo scarto del frantoio. Come primo preparerò un bel brodo di verza con dei tortellini di verza conditi con del tofu grattato. Secondo piatto Cotechino di lenticchie con purè di ceci, mentre come dolce una crema di riso e soia.
Come regalo, infine, ho deciso di prendere per tutti i miei cari un braccialetto realizzato in una comunità di minori vittime di abusi sessuali e fatto di ottone di mine antiuomo cambogiane e pelle di sogliola.

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