Musica

Tarja: la regina del metal torna con In The Raw

Tutto sull'ultimo disco della vocalist finlandese che in un brano duetta con Cristina Scabbia dei Lacuna Coil

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Michela Vecchia

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Un lavoro di gran classe. Stiamo parlando dell’ultima fatica della finlandese Tarja Turunen, In The Raw, un’esplosione di oro, un packaging molto lussuoso, una booklet di immagini studiate che la ritraggono nella Grotta di San Michele a Gibilterra, in un look davvero regale. Tarja è la regina dei ghiacci, e anche se ormai da anni vive in Argentina con il marito, il suo fascino nordico non l’abbandona mai.

Dead Promises apre il disco con un riff di chitarra su cui si insinua con leggerezza la sua voce in un crescendo fino all’esplosione dai tratti quasi black. In The Raw arriva a quasi tre anni di distanza da The Shadow Self, intervallato dall’album natalizio From Spirits And Ghosts (Score For A Dark Christmas) e dal doppio live Act II, registrato a Milano al Teatro della Luna.

In Dead Promises, alla voce l’accompagna Björn “Speed” Strid cantante dei Soilwork, che rafforza il brano con un tocco di sana potenza. Il ritornello si imprime subito nella memoria e immaginiamo che sarà il brano opener del tour previsto nel 2020 (che purtroppo, ad oggi, non toccherà l’Italia).

L’album prosegue con Goodbye Stranger e anche in questo caso abbiamo un duetto, l’altra voce protagonista è quella di Cristina Scabbia degli italiani Lacuna Coil. Il ritmo è più incalzante e fluido rispetto alla canzone precedente.

Tears in the Rain è accompagnato da un video interessante che ci presenta Tarja in una veste del tutto nuova: pattinatrice in una squadra di roller derby. Un video sullo spirito di squadra e sulla resilienza: mai darsi per vinte neanche all’ultima partita di campionato quando ormai i giochi sembrano fatti. Tarja è una combattente e per girare il video non ha voluto controfigure, essendo stata in gioventù pattinatrice su ghiaccio, ma le rotelle sono un’altra cosa!!! Durante le riprese è caduta facendosi male, ma imperterrita ha voluto andare avanti.

Railroads è ispirata al romanzo di Paulo Coelho, Aleph, che narra il viaggio dell’autore sulla Transiberiana. Anche in questo caso ne è stato tratto un bellissimo video i cui protagonisti sono alcuni membri del Winter Storm, il suo fan club ufficiale.

Non poteva certo mancare quel tocco di romanticismo e nostalgia che spesso caratterizza il lavoro della nostra singer finnica. You and I  emoziona come se si fosse immersi in una favola.

Si prosegue poi con The Golden Chamber: Awaken/Loputon Yö/ Alchemy, una suite di sette minuti che ci immerge in atmosfere suggestive e magiche, grazie ad una orchestrazione quasi da colonna sonora. Ed è qui che esce l’aspetto più classico e lirico di Tarja, ciò che la rende davvero unica, ecclettica, nel panorama della musica internazionale e non solo del metal. E come spesso accade, anche con questo brano Tarja torna alla sua lingua d’origine.

In Silent Masquerade fa capolino un altro ospite illustre, Tommy Karevik voce svedese degli americani Kamelot. L’album si chiude con Shadow Play, che ricorda lontanamente il sound della band che nella quale ha militato per anni, i Nightwish.

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