Gabriele Antonucci

-

Sono passati quasi nove anni da quell’infausto 25 giugno 2009, data della scomparsa di Michael Jackson, ucciso da un’overdose di farmaci somministrati dal medico personale Conrad Murray, poi riconosciuto colpevole di omicidio colposo.

Oggi non c’è praticamente artista r&b contemporaneo, da Pharrell Williams a The Weeknd, da Bruno Mars a Justin Timberlake, che non si ispiri apertamente al pop visionario e senza confini di Michael Jackson.

Il suoi passi vengono insegnati nelle scuole di danza moderna, i suoi album, sia di repertorio che postumi, vendono ancora migliaia di copie e ogni anno il numero dei suoi fan cresce in modo esponenziale.

I fan del geniale artista di Gary potranno rivivere la magia delle sue canzoni e delle sue coreografie nello spettacolo Michael Jackson Live Tribute Show, con protagonista Sergio Cortés, uno degli impersonator più popolari di MJ, a cui assomiglia sia per voce che per connotati fisici.

Lo spettacolo farà tappa il 13 gennaio a Roma (Teatro Brancaccio),  il 3 marzo a Verona (Teatro Nuovo),  il 21 aprile a Bologna (Teatro Il Celebrazioni), il 28 aprile a Torino (Teatro Colosseo) e il 9 giugno a Jesolo (Pala Arrex).

Accompagnato da una band live e da un corpo di ballo di 8 elementi, Cortés eseguirà dal vivo i più grandi successi di Michael Jackson, da Dangerous a Billie Jean, da Thriller a Smooth Criminal, fino alla toccante Heal the World, per due ore di spettacolo ricco di emozioni.

"Ci siamo basati sulle scalette dei concerti e sulle coreografie che faceva Michael Jackson nei suoi tour -ha sottolineato Cortés- cercando di essere fedeli nei minimi particolari e rispettosi della sua arte, inserendo anche qualche brano nuovo degli album postumi, che lui non ha mai eseguito dal vivo. Sarà una sorpresa per i fan italiani".

I fan del Re del Pop hanno sempre accolto con favore le performance di Cortés perché in esse avvertono il rispetto e l'amore nei confronti dell’arte di Michael Jackson, di cui l’artista è a sua volta un fan.

"Lo ascolto fin da piccolo - ci ha raccontato Cortes- mio fratello metteva sempre a casa i dischi dei Jackson Five. Probabilmente mi sono anche rispecchiato nella situazione familiare dei Jackson: loro erano nove fratelli, noi otto. A sette anni già conoscevo tutte le canzoni dei Jackson Five e sono cresciuto con la sua musica. Ogni volta che avevo bisogno di una canzone che mi desse forza o pace, ascoltavo uno dei suoi dischi e mi sentivo immediatamente meglio".

© Riproduzione Riservata

Commenti