Gabriele Antonucci

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Il 22 novembre la Warner Music Italy ha pubblicato in tutti gli store Tutto l’amore che conta, un cofanetto antologico che raccoglie il patrimonio musicale di Mango, a cinque anni dalla sua scomparsa, suddiviso in tre raccolte tematiche e disponibile in 3 versioni.

“L'esigenza, dopo 5 anni di silenzio discografico, è stata quella di creare un compendio del patrimonio musicale e letterario lasciato da Pino” -ha dichiarato Laura Valente, cantante e moglie del compianto artista lucano- “tentando di dare nuova linfa, oltre che agli innumerevoli grandi successi, anche ai suoi tesori nascosti, agli incontri musicali più riusciti e alla sua straordinaria attitudine live, propria del grande cantante e dell'uomo sensibile e autentico che era”.

La “Deluxe Edition” è composta da 4CD (CD1 I Successi, CD2 Gli Incontri, CD3 I Tesori Nascosti, CD4 Il concerto) arricchito da uno splendido booklet di 48 pagine contenenti materiale fotografico inedito, manoscritti originali, appunti tratti dalle agende e dai quaderni dell’artista.

La “Light Version” comprende 3CD (CD1 I Successi, CD2 Gli Incontri, CD3 I Tesori Nascosti) e un booklet di 16 pagine, mentre il Vinile include invece esibizioni live tratte da “Serata con” di Video Italia risalenti agli anni 2003, 2004, 2005, 2008 e 2010.

Ne “I Successi” sono stati inseriti gli evergreen che hanno segnato la trentennale carriera di Mango.

Nella raccolta riservata a “I Tesori Nascosti”, invece, sono stati inclusi i pezzi che non sono mai diventati “di punta” ma che respirano d’arte libera e “restituiscono all’ascoltatore la sua essenza più intima e geniale”.

Ne “Gli Incontri” troviamo infine le collaborazioni artistiche più significative e le cover più spiazzanti.

È attualmente in rotazione radiofonica il singolo “Forse che sì, forse che no”, un emozionante duetto proprio con l’amico Lucio Dalla.

Alla realizzazione del progetto hanno partecipato in prima persona la moglie Laura Valente e i figli Angelina e Filippo Mango, Arturo Bertusi in veste di art director e curatore editoriale della pubblicazione e Lorenzo Cazzaniga, storico ingegnere del suono.

L’idea del cofanetto è nata grazie all'iniziativa di Alberto Salerno, storico produttore di Pino e marito di Mara Maionchi, che ci ha fatto incontrare nel lontano 1983 -ci ha raccontato Laura Valente, per 9 anni voce dei Matia Bazar e per 31 anni moglie di Mango- "Mi ha chiamato dicendomi: ‘Laura, dobbiamo fare qualcosa per Pino'. Alberto ha creato una sorta di 'comitato' ad hoc insieme a Stefano Senardi (produttore) e Roberto Razzini (amministratore delegato di Warner Chappell). Da gennaio 2019, con cadenza settimanale, ci vedevamo e mettevamo giù, su un foglio di carta, le idee su come doveva essere il cofanetto. Luca De Gennaro ci ha dato accoglienza nella Milano Music Week, poi io ho contattato Filippo Del Corno, che ci ha concesso il Teatro dell’Arte per fare una serata in onore di mio marito. Sembrava quasi come nelle favole, quando tutto avviene come per magia. La parola Mango è stata una parola magica, che ci ha aperto tutte le porte”.

Milano, città natale e attuale residenza di Laura Valente, ha dedicato l’altro giorno un’intera giornata a suo marito. “Al Milano Music Week c’è stata una giornata pazzesca. La mattina siamo stati alla Statale per fare una lezione agli studenti delle scuole superiori con Mogol e la sera in Triennale per uno spettacolo- tributo con Giorgia, che ha cantato La rosa dell’inverno, ed Eugenio Finardi, che ha interpretato magnificamente Oro, con Carlo De Bei alla chitarra e Saturnino al basso”.

La serata e il cofanetto sono, però, i primi tributi post mortem organizzati dalla famiglia Mango. “Noi per 5 anni non abbiamo fatto niente, lasciando che la sua musica parlasse per sé: i concerti-tributo non ci sono mai piaciuti e le case discografiche pretendevano un inedito per pubblicare qualcosa”, confessa Laura. “Non volevamo fare operazioni meramente commerciali. Per fortuna la Warner ci ha dato una mano, facendo un bel lavoro sul cofanetto. Ho coinvolto le persone che hanno lavorato con mio marito per 20 anni, come l’art director Arturo Bertusi e l’ingegnere del suono Lorenzo Cazzaniga. Tutto l’amore che conta è un bel compendio dell’opera di Pino, che è smisurata (22 album e 2 live, n.d.r.), in 4 o 3 cd, a seconda dell’edizione. Nel libro ci sono 48 pagine, in cui il contenuto testuale è interamente opera di Mango. La scrittura è stata presa dai suoi diari e inserita nella grafica del cofanetto. Lui aveva sempre con sé un’agenda, in cui scriveva tantissimo a mano: pensieri, aforismi, riflessioni, canzoni, poesie, perfino un romanzo. In casa avevo 50 agende sue, che non ho mai avuto il coraggio di aprire prima, anche perché avevo come l’impressione di essere un’intrusa nei suoi pensieri. Quest’estate, a Milano, le ho lette per la prima volta: è stato un momento molto duro ed emozionante al tempo stesso”.

Una lettura con numerose sorprese: “Pensa che volevo contattare Giorgia per l’evento a Milano e, tra le sue pagine, ho trovato l’indirizzo e il numero di telefono di Giorgia Todrani".

Nel cofanetto c’è solo una lodevole eccezione alle parole di Mango: “C’è all’inizio una pagina scritta da mia figlia Angelina, scritta sull’ondata emotiva della serata in cui Guè Pequeno, che ha campionato Oro nel suo brano Bling Bling, ci ha invitato al Forum di Milano a vedere un suo concerto. Quando è partita la versione originale e tutti i ragazzini hanno iniziato a cantare Oro a squarciagola, per mia figlia è stata una vera e propria botta emotiva, che ha tradotto benissimo in parole”.

Per quanto riguarda le aspettative sul cofanetto, Laura non ha dubbi: “Ci auguriamo che venga alle persone la curiosità di scoprire i tesori nascosti di mio marito. C’è un cd con tutti quei brani non famosi in cui, secondo noi, si è espresso in maniera più libera, senza regole di mercato, e dove c’è la massima ricerca vocale e autorale. Era un grande tecnico della voce, secondo solo a Demetrio Stratos, ma, al tempo stesso, un grande comunicatore, soprattutto negli ultimi anni della sua vita”.

Nella versione deluxe spicca un disco dedicato alle versioni live delle canzoni dell’artista lucano: “Il cd live lo abbiamo inventato, prendendo i nastri delle registrazioni delle bellissime serate che ha fatto a VideoItalia, grazie all’aiuto di Mario Volanti, che ci ha messo a disposizione l’archivio. C’è una versione lenta de 'La Rondine', solo piano e voce, che è davvero emozionante”.

Attualmente è in rotazione radiofonica il singolo “Forse che sì, forse che no”, un emozionante duetto proprio con l’amico Lucio Dalla:  Una canzone molto intensa ed emozionante, che parla dell’essere artisti, in un circo in cui l’artista soffre della stessa tristezza del clown, perché sa che le sue debolezze sono perfino superiori a quelle degli spettatori. Lucio, dopo aver sentito il brano, ha risposto immediatamente alla chiamata nel 2004”.

Inevitabile, per quanto dolorosa, una domanda su che cosa le manca di più del marito e che cosa manca alla musica italiana di oggi delle canzoni di Mango.

“Parto dalla seconda domanda, più semplice per me. Negli anni Settanta, quando sono nati i cantautori, la parola ha preso il sopravvento sulla musica. Oggi mi sembra si ripeta la stessa situazione, sebbene in modo diverso, più moderno: c’è una gran voglia di comunicare da parte dei giovani artisti, ma mi sembra che la melodia sia troppo trascurata. Forse, alla musica italiana di oggi, probabilmente mancano le melodie ariose di Mango. Dal punto di vista umano, semplicemente mi manca mio marito. Siamo stati insieme 31 anni, avevo solo vent’anni quando ci siamo conosciuti e non riuscivo a immaginare la mia vita senza lui accanto. Mi manca soprattutto la sua visione delle cose e la sua ironia”.

Anche nel caso di Mango, com’è avvenuto per molti artisti, forse ci si è resi conto compiutamente del valore complessivo della sua opera soltanto dopo la morte.

Laura, però, mostra comprensione con questo tipo di fenomeno: Credo sia una caratteristica insita nell’essere umano, quella di capire il valore di un cosa solo quando l’hai persa. A me è successo con i miei genitori, che ho perso a 50 giorni di distanza l’uno dall’altro. Spesso tendiamo a dare per scontate le persone a cui vogliamo bene e, in campo musicale, gli artisti contemporanei, senza dargli il valore che in realtà, poi, hanno. Mango ha venduto 6 milioni di dischi e fatto tour in tutto il mondo, ma negli ultimi anni, con il boom della musica digitale, ha certamente fatto più fatica ad adattarsi alla nuova situazione discografica”.

La cantante è, però, ottimista nei confronti della nuove generazioni, che portano avanti, nella loro musica, la lezione di suo marito:Dei giovani mi piace molto Willie Peyote. L’ho chiamato una settimane fa, c’è stata una telefonata commovente e bellissima tra di noi. Lui ha fatto nel nuovo album una canzone che si chiama Mango, in cui racconta il suo pensiero sulla società di oggi.  Il finale del brano fa così: “Io mi sento responsabile di ciò che scrivo/ E non vi devo niente in cambio più di ciò che scrivo/ Non voglio fare il divo però sputo finché campo/ Finché morirò sul palco chiedendo scusa come Mango”. Una frase potente, che mi ha colpita tantissimo. Finalmente qualcuno ha colto esattamente l’aspetto epico, puro della morte di Pino. Lui non stava bene quella sera, ma non avrebbe mai detto “io oggi non salgo sul palco”. Anche quando si è sentito male, ha chiesto scusa perché aveva un grande rispetto per il suo pubblico e per il suo lavoro. Per questo motivo non ho mai voluto togliere quel video da Youtube: ti fa capire esattamente com’era l’uomo e l’artista. Morire in quel modo, davanti a 4.000 persone, è stato eroico. Lui, in tempi non sospetti, quando eravamo a cena ed era appena morta Miriam Makeba, mi ha confessato: ‘Se mai dovessi morire un giorno, vorrei morire così: facendo la cosa che amo di più al mondo'. E’ andata esattamente come ha voluto lui”.

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