Gabriele Antonucci

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Dopo il successo di due anni fa di Lorenzo 2015 cc, un disco-kolossal di 30 brani con le influenze musicali più disparate, dal funky alla dance, dal world music al pop-rock, Jovanotti si trovava di fronte a un bivio: o incidere un album più minimale o tornare all'amato rap di Una tribù che balla e Lorenzo 1992.

In Oh,vita!, da oggi disponibile in cd, vinile, musicassetta (sic!) e digitale, Lorenzo ha abbracciato entrambe le possibilità, grazie al sapiente labor limae del produttore Rick Rubin, dando vita a una sorta di cantautorap, con suoni scarni, meno strumenti, più italianità e una maggiore attenzione al suono delle parole.

Le due anime dell'album

"Il disco ha due anime opposte, quella cantautorale e quella hip hop - ha dichiarato ieri Lorenzo in conferenza stampa- All'inzio Rubin voleva spingersi più sul songwriting, poi ha capito che, per una mia attitudine, non potevano mancare alcuni brani più rap e ritmati. 'Oh,vita!' non ha un aspetto centrale, che negli ultimi 10 anni è stato il pop elettronico. L'album rappresenta ciò che sono in questo momento: qualcuno sarà stupito, qualcun altro rimarrà deluso, ma questo disco è un pezzo di vita di un esser umano, il mio lavoro più italiano".

In Oh,vita!, Jovanotti ha raggiunto un perfetto equilibrio tra il desiderio di divertire il pubblico, la capacità di esprimere i propri sentimenti e la voglia di lanciare messaggi importanti attraverso la musica.

Lorenzo è stato ed è ancora un dj, prima di dischi, oggi di emozioni.

Il primo singolo Oh,vita!

La title track Oh,vita! è la sua Amarcord, un modo per guardare indietro ai suoi 30 anni di carriera, ma con lo sguardo rivolto al futuro.

La canzone rappresenta la summa della sua carriera, in cui ritroviamo il rap di Una tribù che balla, Lorenzo 1992 e Lorenzo 1994 insieme al cantato di Safari e Ora, dando vita a un qualcosa di completamente nuovo, ma, al tempo stesso, familiare.

La mano di Rick Rubin si sente, eccome, nella pulizia nel suono, con pochi strumenti (soprattutto chitarra, basso e batteria) che suonano benissimo, nel tiro micidiale, che ci ricorda la torrenziale Attaccami la spina di Lorenzo 1994, e nell'apparente minimalismo che, in realtà, cela un lavoro di cesello lungo e sapiente, in cui la canzone viene sfondata di tutto ciò che non è essenziale.

Nulla è lasciato al caso in Oh, vita!, neanche la virgola e il punto esclamativo, che sottolineano il vitalismo jovanottiano, quell'energia quasi primordiale che, tra alti(molti) e bassi(pochi), ha sempre attraversato e guidato la sua discografia a partire dal lontano 1987.

Il testo è una sorta di flusso di coscienza, con uno Zibaldone di citazioni che appartengono alla storia personale e musicale di Lorenzo, una sequenza incessante di immagini che celebra lo stare al mondo con un linguaggio efficace, in grado di inventare rime che si fissano nella memoria.

Non passano inosservate la citazioni di Ho visto un re di Dario Fo e Paolo Ciarchi, incisa da Enzo Jannacci ("forse si, forse no, boh") e soprattutto di Lucio Dalla, di cui viene campionato in coda della canzone uno snippet di pochissimi secondi di Futura, amichevolmente concessa dagli eredi di Lucio, la cui voce provoca un brivido lungo la schiena.

Ho pensato subito che Oh, vita! sarebbe stato il primo singolo di questo album – ha dichiarato Lorenzo – Non ho mai dato a nessuna delle altre canzoni la possibilità di essere il brano che anticipasse l’album e quando ci siamo trovati in studio con Rubin abbiamo condiviso lo stesso pensiero: Oh, vita! sarebbe stato il brano di apertura dell’album, anche perché è il punto di incontro perfetto mio con questo grande produttore che è stato così importante nella mia vita prima ancora di potere pensare un giorno di farci un disco intero.”

Sbagliato e Chiaro di luna

Sbagliato è un brano costruito sopra due chitarre, con atmosfere tra Celentano, balera e Laurel Canyon, dove il cantato si alterna a intensi interventi rap, con riflessioni sul tempo che scorre sopra un tappeto musicale quasi folk.

Chiaro di luna è una ballad intima e romantica, da accendini negli stadi, all'insegna dell' amore petrarchesco, candidata a diventare la nuova A te.

In Italia

Una delle canzoni migliori dell'album è In Italia, che si apre con una poderosa sezione di fiati alla Earth Wind & Fire, introducendo un flusso sonoro ricco di groove dominato dal suono della chitarra indiavolata di Riccardo Onori, dal basso galoppante di Saturnino e dalla batteria suonata dal gigante dell'afrobeat Tony Allen.

Un brano con atmosfere da blaxpoitation alla Shaft e alla Superfly, dove la voce di Lorenzo si trasforma con l'autotune, per poi diventare rap. Splendido l'assolo al trombone di Gianluca Petrella, artista jazz di caratura internazionale.

“Me lo ha sempre detto la mia moglie che avrei dovuto scrivere un pezzo sull’Italia - ha sottolineato Jovanotti- e me n’è venuto uno che più che sull’Italia e sul suo caos è su di me e sul mio caos,
ma lo considero un pezzo pieno di tenerezza e di fiducia nelle nostre capacità”.

Le canzoni

L'unico brano con la cassa dritta, che richiama le atmosfere electropop di Lorenzo 2015 cc, è il contagioso Le canzoni, che ha ottime possibilità di essere estratto come singolo, per le sue tastiere alla Alan Parsons e per il suo ritmo irresistibile.

Il refrain è un manifesto del Jovanotti-pensiero: "Le canzoni non devono essere belle, devono essere stelle, illuminare la notte, far ballare la gente".

Viva la libertà

Viva la libertà è una cosiddetta "campfire song", con un ritornello contagioso e liberatorio.

La parola libertà è al centro dell'intero progetto Oh,vita!. Un termine che ha fatto un lungo giro, dalla Rivoluzione Francese a oggi, ma che è sempre attuale e stimolante per un artista recettivo come Jovanotti, anche perché è una parola che suona molto bene.

Lorenzo appartiene anagraficamente a una generazione postideologica: per lui, sembra suggerire la canzone, la rivoluzione più importante è quella interiore.

Navigare e Ragazzini per strada

In Navigare, adagiata tra una linea melodica sinousa e atmosfere da colonna sonora di un film epico, il protagonista è un marinaio della vita, un sorta di novello capitano Achab che si confonta con il mare magnum della vita.

Ragazzini per strada è emblematica del minimalismo predicato da Rick Rubin, produttore che da sempre si pone agli antipodi rispetto ai barocchismi di Phil Spector.

In questa canzone c'è solo quello che serve davvero: le parole, una storia da raccontare, una melodia, la voce, una chitarra. Stop.

Quello che intendevi

Quello che intendevi mette in luce il lato più cantautorap del progetto, sopra una melodia blues che evoca le atmosfere di Grandma's hands di Bill Whiters, mentre Lorenzo racconta da osservatore non partecipante quattro storie, tra fughe di cervelli e fughe per un futuro migliore, che ruotano intorno al tema della libertà.

Sbam!

Sbam!, che dà il titolo al nuovo libro collettivo di Lorenzo, con il suo gioioso ritmo in levare e febbrili suoni dubstep, farà tremare i palasport nel prossimo tour Lorenzo Live 2018.

La base è opera degli Ackeejuice Rockers, un duo di dj di Bassano che ha conquistato perfino un palato esigente come quello di Kanye West, che li ha chiamati a collaborare in un brano del suo capolavoro Yeezus.

Rubin, riducendo la base da 40 a 3 tracce, con l'aggiunta di un campionamento hip hop anni Ottanta, l'ha trasformata in un'irresistibile macchina da festa.

Amoremio

Amoremio è forse il brano che, con il suo notevole giro armonico, meglio rappresenta le due anime del progetto Oh,vita!, tra rap e cantautorato, tra suoni analogici e digitali, con un pianoforte swingante e la voce in autotune. 

Paura di niente

Paura di niente, il primo pezzo scritto per Oh,vita! e il primo a essere registrato in studio, è una ballad classica, solo voce e chitarra, perfetta per i momenti acustici che sono sempre molto apprezzati nei suoi tour.

Il brano ha un testo evocativo ed icastico, come le migliori ballad di Lorenzo: "Perché le cose passano/ e l’amore invece resta/ mi piace quel momento alla fine di una festa/ quando tutti se ne vanno e la musica si abbassa/ e per terra vetri rotti e carta straccia".

Affermativo

Affermativo è una cumbia rappata, cadenzata, scarna e malinconica, dalla forte impronta sociale, caratterizzata dai mantra “Non si può vivere in un mondo senza cielo, non si può vivere in un mondo chiuso” e "Affermativo, affermativo, qui ce n'è uno vivo".

Messaggio ricevuto, forte e chiaro.

Fame 

Fame è una chiusura col botto, una lunga suite di 9 minuti, scandita da un riff di chitarra southern rock, in cui il funk a la James Brown (di cui è campionato l'inconfondibile "1-2-3-4") incontra i fiati latineggianti, tra i quali svetta ancora una volta il trombone ricco di pathos di Gianluca Petrella.

Emblematico il messaggio "Tenete bene sotto mira quelli come me che hanno sempre fame, fame, fame".

Jovanotti ha dimostrato anche in Oh, vita! di avere fame di novità, di nuovi suoni, lontani da quelli stereotipati e plasticosi che dominano le classifiche, di mettersi in gioco ancora una volta con un produttore esigente come Rick Rubin, a cui si è affidato completamente, perdendo per la prima volta la leadership in studio.

"E’ inutile girarci intorno, per me è la realizzazione di un sogno che faceva parte dei sogni che pensavo rimanessero sogni per sempre” -ha dichiarato Jovanotti a proposito di Rubin- "Nessun produttore nella storia dei dischi ha avuto su di me l’impatto di Rick Rubin. Quando ascoltai 'Licenced to ill' dei Beastie Boys ero un dj in piccoli locali e con quell’album ebbi un'esperienza di chiaroveggenza, vedevo il mio futuro: era confuso ma pieno di musica".

Una previsione decisamente azzeccata.

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