Gianni Poglio

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Il disco nero è tornato: lo dicono i numeri, numeri a due cifre che svelano la portata di questa riscossa analogica nell'era della febbre digitale. In Italia, nel 2017, il mercato del 33 giri è cresciuto del 46,7% (dati FIMI). Un boom clamoroso che ha portato il più antico supporto per la fruizione della musica a riprendersi il dieci per cento del mercato discografico nazionale. Clamoroso.

Il ritorno della vinilmania

Era diventato un oggetto del passato il vinile, obsoleto e relegato negli scaffali di pochi e selezionati negozi frequentati da irriducibili nostalgici. Un oggetto del Novecento, sorpassato dal cd e dalla musica liquida in formato streaming. A salvarlo dall'estinzione, qualche anno fa, è stata una silenziosa quanto tenace ribellione all'impalpabilità del suono digital messa in atto da quelli che a suon di Lp erano cresciuti, ma anche da teenager e universitari che per ragioni anagrafiche non avevamo mai appoggiato la magica sfera di pvc su un giradischi. Un desiderio nostalgico e, per certi versi irrazionale, di fermare la macchina del tempo, per riprovare, o provare per la prima volta, antiche sensazioni come l'estrazione del disco dalla busta, il profumo della confezione appena stampata, il rumore della puntina che si adagia sul solco, e la bellezza di stringere tra le mani una copertina, che spesso è anche opera d'arte, mentre dalle casse dell'impianto hi-fi fuoriesce un suono caldo ed avvolgente, con tanto di fruscii e naturali rumori di fondo che la musica in formato digitale aveva cancellato e sterilizzato.

No, non è solo un oggetto per vecchi

«La crescita del vinile è l’esempio di come il mercato discografico sia radicalmente mutato. Nell’era dello smartphone, la musica è portabile e liquida, ma poi a casa, anche i giovanissimi, sono conquistati dalla magia del vinile e dalla sua fisicità: è una rivoluzione con due opposti che si incontrano» spiega Enzo Mazza presidente della Federazione industria musicale italiana». Torna il vinile e non solo nei negozi specializzati. Nei centri commerciali e nei megastore tecnologici lo spazio fisico dedicato ai dischi e ai giradischi lievita di settimana in settimana, così come cresce il successo dell'iniziativa mondiale nota come Record Store Day (che quest'anno cadrà il 21 aprile), una giornata-evento in cui si celebrano i negozi indipendenti di dischi con edizioni speciali e limitate di 33 e 45 giri. Tra i puntivendita più gettonati ci sono Le Disque Record Shop a Verona, Metropolis, Serendipity e Massive Music Store a Milano, Ultrasuoni Records a Roma e Disco d'oro a Bologna. Lungo lo stivale sono oltre duecento gli store che aderiscono al Record Day organizzando show, concerti, dj set e proiezioni di film.

The dark side of the moon in vinile non smette mai di vendere

Nel nostro mercato, il vinile ha anche una sua hit parade dedicata, una Top 100 redatta settimanalmente. Gli ultimi rilevamenti vedono al primo posto The dark side of the moon dei Pink Floyd, seguito da Back to black di Amy Winehouse, da The Wall, sempre dei Pink Floyd, e poi ancora dai Simple Minds, da Emma e dai Daft Punk. Non solo: a certificare il fenomeno, arriva anche Vinilici - Perché il vinile ama la musica, un docufilm (presentato il primo febbraio a Napoli) realizzato con il supporto di migliaia di appassionati che hanno sostenuto la campagna di crowfunding a favore della pellicola diretta da Fulvio Iannucci: la storia di un oggetto-icona, raccontato in ogni fase della sua esistenza: dall'incisone alla stampa, dalla distribuzione all'acquisto, alla conservazione.

I dischi da ascoltare rigorosamente a 33 giri

- Random Access Memories - Daft Punk: equalizzazione perfetta, frequenze basse avvolgenti e un team eccezionale di musicisti: i segreti del vinile perfetto

- The dark side of the moon - Pink Floyd: la rimasterizzazione del 2016 in vinile da 180 grammi rende questo capolavoro indispensabile per chiunque abbia un giradischi. La perfezione del suono. 

- In Rainbows - Radiohead: impercettibile rumore di sottofondo, ottima qualità della stampa e suoni potenti oltre che molto definiti. Un'esperienza sonora intrigante. 

Al netto dei tre 33 giri cult che vi abbiamo segnalato sopra, sono molti i dischi che per essere gustati in tutta la loro bellezza vanno ascoltati su un giradischi. Per ragioni di qualità del suono, produzione e mastering (la fase finale di un progetto discografico, quella che conduce al master, ovvero il prodotto finale pronto per essere stampato). Tenuto conto di questi fondamentali fattori, gli album che vi consigliamo vivamente per un'appagante esperienza audio a 33 giri sono: Bitches Brew, il capolavoro assoluto di Miles Davis, Revolver dei Beatles, Pet Sounds dei Beach Boys, Ziggy Stardust di David Bowie, Blonde on Blonde di Bob Dylan, Love over gold dei Dire Straits, Illinois di Sufjian Stevens e Yankee Hotel Foxtrot dei Wilco.

Leggi anche: Michael Kiwanuka, Cold little heart in vinile 

Come nasce un vinile

«Noi ne sforniamo migliaia al giorno e le commesse continuano a crescere» racconta Michele Gagliardi, titolare della Europress Vinyl di Paullo (Milano), uno che i vinili li stampava anche negli anni Ottanta. «A un certo punto avevo ceduto tutto, sembrava proprio che la corsa del vinile fosse finita. Mi sono tenuto giusto un paio di macchinari che si sono rivelati fondamentali nel 2015 quando ho deciso di ripartire con quello che è e resta un lavoro artigianale di vecchio stampo. Il 2017 è stato un anno d'oro, abbiamo superato la soglia del milione di copie. Noi stampiamo il disco e realizziamo la copertina: siamo autosufficienti » racconta. Ma quanto tempo occorre per stampare un 33 giri? «Da ventitre a venticinque secondi. Si parte dal pvc che, in una prima fase, è una specie di “polpetta”. La polpetta viene poi posizionata sotto una pressa e diventa liquida con quattro secondi di vapore bollente. Poi, quel liquido, dopo essere stato raffreddato in acqua, si solidifica e diventa il vinile. Che, alla fine, viene rifilato con una lama. I dischi di ultima generazione, quelli che pesano da 140 a 180 grammi, sono oggetti bellissimi e suonano benissimo. Hanno un sound vivo, aperto, limpido. Non c' è paragone con i supporti digitali» sostiene. 

Moda passeggera?

«Io non penso che quella del vinile sia una moda passeggera» dice Claudio Ferrante, presidente e fondatore di Artist First, società di distribuzione discografica. «Bisogna tener conto che al servzio del suono di un 33 giri ci sono oggi dei software straordinari. C'è una tecnologia moderna al al servizio del vintage che ci permette di ascoltare una registrazione su disco come non l'avevamo mai ascoltata prima. Un ottimo esempio è la recente pubblicazione di Masters, con tutti i brani immortali di Lucio Battisti. Noi di Artist First avevamo capito con largo anticipo che i giradischi stavano per tornare nelle case. Adesso, è un trend mondiale».

L'antidoto alla bulimia da streaming

Il mito della superiorità del vinile, in termini di qualità audio, rispetto al cd o agli Mp3 ha innescato da anni un dibattito forsennato nel web. Tutti hanno ragione e ognuno ha torto perché sono tanti i fattori che determinano lo standard di un ascolto, il primo fra tutti è la qualità dell'impianto che riproduce gli album, i compact disc e pure gli Mp3. Inutile quindi addentrarsi in un mondo di spiegazioni tecniche e tecnicistiche che difficilmente portano da qualche parte. Quel che rende intrigante riscoprire il vecchio caro disco nero è forse un altro aspetto, molto più coinvolgente di una discussione su valvole, amplificatori e diavolerie digitali, e cioè quello dell'ascolto mirato e attento, fatto in relax su una poltrona di casa davanti due altoparlanti degni di questo nome, senza possibilità di fare zapping, saltando compulsivamente da una canzone all'altra, da un artista all'altro. L'ascolto di un 33 giri non è un atto di bulimia nevrotica, ma un piacere. Che scorre lento come la pagine di un bel libro. Altro che vita online...

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