Musica

Greta Panettieri, Shattered/Sgretolata, la recensione

La cantante rende omaggio a David Bowie con una personalissima versione di "Life on Mars"

Greta Panettieri

Gabriele Antonucci

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Greta Panettieri si è formata esibendosi per anni sopra i più importanti palcoscenici di New York, dove ha firmato un contratto con la DECCA/Universal, un’esperienza avventurosa raccontata nel romanzo illustrato da Jasmin Cacciola Viaggio in jazz.

La cantante romana è poi tornata in Italia per incidere l'album Non Gioco Più" (Italian '60s in Jazz), distribuito anche in Giappone,  raffinato e caloroso omaggio in chiave jazz a Mina e alla canzone italiana degli anni Sessanta. La sue eccellenti doti di interprete e di compositrice non sono sfuggite all’esperto Gegè Telesforo, che l’ha voluta con sé nell’album Nu Joy e nei suoi tour in giro per il mondo con la Nu Joy Band.

Il nuovo album Shattered/Sgretolata, pubblicato dall'etichetta Greta's Bakery Music, è composto quasi interamente da brani originali, offrendo un affresco policromo delle numerose influenze musicali della vocalist, che non ama essere incasellata in un solo genere.

Il disco passa con naturalezza dalla ballad voce e chitarra, al brazilian contemporaneo, alla dedica a Bowie con una personalissima versione di Life on Mars nata durante uno dei suoi live negli studi di LA7, all'improvvisazione free e psichedelica di Don't Know, allo swing di Oppure no e Non ci giurerei, al jazz moderno della title track di ispirazione shorteriana.

Colpiscono la personalità e il gusto con i quali Greta, in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, veste di pop improvvisazioni d'avanguardia, amalgamando sapientemente suoni acustici, analogici e digitali in un sound personale, caldo ed elegante al tempo stesso.

"Mi sono sempre definita una cantante di jazz... ma non proprio. Improvviso, ma non faccio scat. Mi piace il soul e l'R&B ma non faccio melismi. Mi piace la melodia ma non sono una cantante pop. Chi sono allora? Sono quello che suono. Canto quello che mi piace, come mi piace. Lascio libera la mia voce senza cercare di incastrarla in uno stile. Gli stili li "studio" ma mi si "sgretolano" addosso."

All'album hanno partecipato importanti musiciti italiani e internazionali che, grazie alla loro diversa provenienza, hanno arricchito di nuovi colori la tavolozza artistica della Panettieri: dai tre testi scritti rispettivamente da Claudio "Greg" Gregori, Piji Siciliani e Jennie Booth, ai brasiliani Itaiguara Brandao e Mauricio Zottarelli che hanno a lungo collaborato con Greta durante il suo periodo newyorkese, a Francesco Diodati coinvolto in un duo voce e chitarra, all'impronta jazz dei sassofonisti Max Ionata, Alfondo Deidda e Cristiano Arcelli.

Il brano Oppure no è nato grazie all'incontro in RAI tra Greta e Claudio Gregori, in arte "Greg", invitato sia come special guest che come autore del testo italiano di How would I know scritta a quattro mani da Andrea Sammartino e Greta. Il risultato è un duetto frizzante, ricco di groove e di ironia, in cui la scrittura di Greg e la sua duplice interpretazione vocale hanno dato un nuovo accento alla raffinatezza dell'arrangiamento e al virtuosismo vocale di Greta.

Don't know è la canzone-simbolo del progetto di "sgretolamento" dell'album, in cui confluiscono tutte le sue sfaccettature vocali, con tessiture melodiche parallele che viaggiano su "mondi" musicali diversi, dal mainstream alla sperimentazione.

Il primo singolo estratto I'm in love, che potete ascoltare qui sotto, è un'intensa ballad voce e chitarra in duo con Francesco Diodati composta da Jennie Booth, con una spruzzata di elettronica. I protagonisti del video sono Francisco Raffaele Vilarusso e Luca Di Sario, la prima coppia unita civilmente a Roma dalla sindaca Virginia Raggi.

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