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Ford porta l’elettrico nelle scuole: otto Tech Lab per formare i meccanici del futuro

Ford porta l’elettrico nelle scuole: otto Tech Lab per formare i meccanici del futuro

La transizione elettrica dell’automotive passa anche dalle aule scolastiche. Perché le auto cambiano, le tecnologie diventano più complesse e le competenze richieste a chi lavora in officina devono evolvere di conseguenza. È in questo contesto che Ford amplia la propria strategia di formazione professionale con i nuovi Tech Lab della Ford Youth Academy, laboratori tecnologici destinati a otto istituti scolastici italiani, equipaggiati con altrettante Ford Explorer 100% elettriche.

Il progetto nasce per ridurre la distanza tra la preparazione degli studenti e le esigenze delle imprese. Una sfida tutt’altro che marginale: secondo i dati Unioncamere citati da Ford, il 44,1% dei profili professionali ricercati dalle aziende è difficile da reperire. La percentuale sale al 56,4% per le figure tecniche e gli operai specializzati, segnalando le difficoltà del mercato del lavoro nel trovare candidati con una preparazione adeguata.

I nuovi laboratori puntano a intervenire proprio su questo divario, offrendo agli studenti la possibilità di confrontarsi con strumenti e tecnologie già utilizzati nelle officine. Le attività didattiche spazieranno dalla diagnostica digitale all’analisi dei dati, dei parametri e dei codici di guasto, passando per i sistemi di assistenza alla guida ADAS e le tecnologie di infotainment. Le Ford Explorer messe a disposizione degli istituti diventeranno così strumenti per esercitazioni pratiche, affiancando alla formazione teorica un’esperienza diretta sui veicoli elettrici.

Una scelta che guarda all’evoluzione del settore. La meccanica tradizionale resta una componente fondamentale del lavoro in officina, ma non è più sufficiente da sola: conoscere i sistemi elettrici, interpretare i dati e utilizzare strumenti digitali è sempre più importante per chi vuole intraprendere una carriera nell’automotive. Secondo i dati riportati da Ford, a settembre 2026 le auto elettriche a batteria hanno raggiunto una quota del 7,6% delle nuove immatricolazioni in Italia, salendo all’8,7% nel bilancio dei primi nove mesi dell’anno.

Il primo degli otto Tech Lab è stato inaugurato all’ENAIP di Padova, dove le classi di meccanica potranno utilizzare il laboratorio per le attività formative. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Bisson Auto, Ford Partner sul territorio. Il programma proseguirà poi con altri sette istituti, estendendo progressivamente la rete di strutture dedicate alle competenze tecnologiche.

«La Ford Youth Academy nasce da un’esigenza concreta, quella di contribuire a formare le persone di cui la nostra rete ha bisogno», spiega Marco Buraglio, amministratore delegato di Ford Italia. «Investiamo in questo progetto perché crediamo che possa portare valore al settore, ma anche perché può avvicinare le nuove generazioni a opportunità professionali concrete presso la nostra rete di concessionari».

L’introduzione dei Tech Lab si inserisce in un percorso già avviato negli anni precedenti. La Ford Youth Academy ha sostenuto la realizzazione della prima carrozzeria in una scuola pubblica presso l’Istituto De Amicis-Cattaneo di Roma e la riattivazione dell’officina dell’Istituto Settembrini di Milano. I nuovi laboratori rappresentano un ulteriore passo nell’ampliamento dell’offerta formativa, con un’attenzione specifica alle tecnologie che stanno trasformando il lavoro dei tecnici.

I numeri dell’ultimo anno scolastico restituiscono le dimensioni del progetto. Nel 2025/2026 la Ford Youth Academy ha coinvolto 49 istituti professionali e 960 studenti. Più di 100 ragazze e ragazzi hanno inoltre avuto l’opportunità di svolgere un tirocinio formativo presso la rete dei concessionari Ford, con un tasso di inserimento effettivo nel mondo del lavoro pari al 40%.

L’obiettivo è consolidare questo collegamento tra scuola e impresa, creando un bacino di giovani tecnici qualificati e favorendo il ricambio generazionale in un comparto alle prese con una rapida trasformazione tecnologica. Perché la mobilità del futuro non richiede soltanto nuove automobili, ma anche professionisti capaci di comprenderle, ripararle e gestirne i sistemi.

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