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Draghi: «Il ritorno alla guerra in Europa non può essere tollerato»

Ore 10.50 - Intervento di Mario Draghi alla Camera

«L'agenda politica di Putin è complessa. forse siamo solo all'inizio di un cambiamento epocale nei rapporti internazionali - ha detto il premier Draghi nella sua informativa alla Camera - Ieri durante il Consiglio europeo il momento del collegamento con il presidente Zelensky è stato particolarmente toccante. La Bielorussia è a tutti i titoli pieno partner di questa operazione. La distruzione economica e del tessuto sociale dell'Ucraina è stato realizzato. Abbiamo sempre auspicato una soluzione pacifica; qualsiasi dialogo però deve essere sincero ed utile. le violenze della Russia lo rendono nei fatti impossibile. Dobbiamo applicare la massima pressione sulla Russia per tornare al tavolo dei negoziati. 240 uomini italiano sono già in Lettonia, oltre a mezzi in Romania. Siamo pronti a contribuire con altri 1400 uomini ed altri 2000 disponibili. Le forze saranno impiegate nell'area di responsabilità della Nato senza possibilità di attraversamento dei confini. Sulle sanzioni siamo perfettamente il linea con gli altri paesi. le misure sono state coordinate con il G7. I fatti di questi giorni dimostrano l'imprudenza di non aver diversificato le nostri fonti di energia ed i nostri fornitori negli ultimi decenni. Abbiamo ridotto la nostra produzione interna di gas da 17 a 3 mld di metri cubi. Dobbiamo superare la nostra vulnerabilità in vista di possibili crisi future. La fine dell'inverno ci permette di guardare con maggiore fiducia davanti a questa crisi energetica. Potrebbe essere necessaria la riapertura delle centrali a carbone, in caso di emergenze immediate».

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