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Toscana, la tenuta storica a pochi passi da Firenze in cui si produce un vino da favola

Toscana, la tenuta storica a pochi passi da Firenze in cui si produce un vino da favola
La villa di Torre a Cona

Torre a Cona, villa settecentesca tra Firenze e Rignano sull’Arno, vanta 19 ettari di vigneti, una cantina cinquecentesca e una selezione di vini straordinaria

Prendete la strada che da Firenze scende verso Rignano sull’Arno. Colline morbide, file di cipressi, silenzio. E poi, all’improvviso, una villa settecentesca che emerge dalla campagna come un pensiero fermo in mezzo al rumore del mondo. Si chiama Torre a Cona. È la tenuta della famiglia Rossi di Montelera. Qui, vale davvero la pena fermarsi.

La proprietà si estende su 200 ettari, tra giardini all’italiana, boschi, vigneti e oliveti, a un’altitudine compresa tra i 300 e i 410 metri sul livello del mare. Un mosaico di ambienti che la famiglia ha saputo custodire e trasformare in qualcosa di più di un capriccio sfarzoso: una realtà vitivinicola di elevatissima qualità, capace di parlare al meglio la lingua vitivinicola del territorio.

Una cantina con cinque secoli di storia

A dire la verità, prima ancora della villa, esisteva la cantina. Le mura che oggi ospitano la produzione di Torre a Cona sono precedenti al XVII secolo, probabilmente tra le strutture più antiche della tenuta. Fu la famiglia Padoa, subentrata nei primi anni del XIX secolo, a ristrutturarle: le insegne che lasciarono sono ancora visibili, piccole firme incise nel tufo della memoria.

Oggi, quegli spazi articolano tre funzioni distinte. Al piano superiore, vasche a temperatura controllata gestiscono fermentazione e macerazione nella fase post-vendemmiale. Scendendo sottoterra, la bottaia accoglie le grandi botti di rovere, dove i vini affinano in condizioni di umidità e temperatura costanti tutto l’anno. In una struttura adiacente, anch’essa storica, riposano invece i Vin Santo: cinque, sei anni in piccoli caratelli di rovere di Slavonia, sigillati con cemento alimentare.

I vigneti di Torre a Cona

La vite a Torre a Cona non è un’ospite recente. Le radici della coltivazione affondano difatti in epoche remote, ma è l’intervento della famiglia Rossi di Montelera ad aver dato struttura e ambizione a questa vocazione antica. I vigneti si estendono oggi su circa 19 ettari, distribuiti su versanti diversi della tenuta, con suoli che cambiano composizione: argilla, arenaria, affioramenti di galestro. Il panorama comprende varietà toscane, ma non solo: Sangiovese, Colorino, Merlot, Trebbiano Toscano, Malvasia Bianca.

Toscana, la tenuta storica a pochi passi da Firenze in cui si produce un vino da favola
Il conte Niccolò Rossi di Montelera

I vini più illustri di Torre a Cona

Il Molino degli Innocenti è nato da una parcella specifica dopo anni di micro-vinificazioni. Il primo millesimo commercializzato risale alla vendemmia del 2019. Si tratta di un Sangiovese in purezza, classico e contemporaneo al tempo stesso, che nel 2025 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di «Rosso dell’Anno» da parte del Gambero Rosso, nella sua Guida Vini d’Italia.

Accanto a lui, una gamma di rossi costruiti su logiche ben precise. Il Crociferro, Chianti Colli Fiorentini DOCG da vitigni Sangiovese e Colorino, affina circa otto mesi tra rovere e acciaio: rosso rubino, profumi di frutta fresca, acidità vivace. Il Badia a Corte, Riserva DOCG da Sangiovese in purezza, sale di tono con 24 mesi in botte grande e un profilo più profondo, dai tannini setosi. Il Terre di Cino, altra Riserva da singolo vigneto, presenta un quadro organolettico decisamente complesso e interessante, con sentori di cuoio, tabacco, spezie.

L’offerta di Torre a Cona, tuttavia, non si limita ai vini rossi. Il Fontesanta è un rosato da Merlot, color rosa tenue, con profumi che ricordano poeticamente petali di rosa e pompelmo. Il Vermentino, in Maremma Toscana DOC, arriva invece da terreni argillosi e calcarei lontani dalla villa: viene modellato attraverso una fermentazione in acciaio, e restituisce un bouquet floreale e una sapidità netta.

Le edizioni rarissime del Vin Santo

Torre a Cona produce infine due tipi di Vin Santo. Il Merlaia nasce da Trebbiano Toscano e Malvasia del Chianti; il Fonti e Lecceta, detto Occhio di Pernice, da Sangiovese selezionato. I grappoli vengono raccolti, lasciati appassire in piccole cassette nelle stanze aerate del vecchio mulino, poi pigiati dolcemente a gennaio. Il mosto denso riposa per anni nei caratelli. Le edizioni sono limitatissime: 1.200 bottiglie da 375 millilitri per il Merlaia, appena 900 per l’Occhio di Pernice. Ambra, fichi secchi, miele, spezie dolci lasciano spazio a lunghe e proficue meditazioni, rammentando al degustatore che a Torre a Cona il tempo scorre più lento e la calma e la spensieratezza hanno modo di cancellare le preoccupazioni più gravose della vita quotidiana.

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