In vista delle Olimpiadi Invernali del 2026, occorre fare una doverosa precisazione. Cortina d’Ampezzo non è mai stata solo sci e mondanità. È anche gusto, tradizione e, sempre più, innovazione gastronomica. Tra Tofane, Monte Cristallo e Croda di Lago, l’elegante centro ampezzano accoglie oggi una ristorazione evoluta in molteplici direzioni: dagli hotel di lusso alle malghe storiche, dalle insegne centenarie ai format internazionali.
Certo, i prezzi risentono di un turismo che non conosce crisi, ma la qualità ripaga. Ecco dove vale la pena fermarsi, sapendo che molti locali durante i Giochi saranno coinvolti in eventi, pop-up e partnership con grandi aziende.
I locali che hanno fatto la storia
Pasticceria Alverà rappresenta la storia dolce di Cortina. Oltre cent’anni di attività, quattro generazioni dalla fondazione del bisnonno Adolfo al pasticciere Massimo Alverà che oggi la guida. Nata come panificio, è diventata una pasticceria elegante con sala interna e vista mozzafiato sulle montagne. Il banco dei mignon offre oltre venti tipi di dolcetti dall’estetica contemporanea: cremosi alla nocciola, tartellette, tiramisù. Nel frigo spiccano torte dai colori vivaci come il Bosco al Cioccolato con sablè al cacao e frutti di bosco, o la Foresta Nera rivisitata con cioccolato, mascarpone e gelatina di ciliegia. La colazione si fa con croissant, kranz e biscotti, al banco o al tavolo.
Anche la Locanda Ristorante Ospitale affonda le radici nella storia, addirittura fin dall’XI secolo. Distrutta e ricostruita più volte, fu malga, poi ospizio per pellegrini. La chiesa accanto venne consacrata nel 1226. Durante la Grande Guerra divenne ospedale da campo italiano, poi tornò agli austro-ungarici. Otto secoli di porte aperte ai viandanti, gestori di cui spesso non si conosce nemmeno il nome, ma che hanno contribuito a farne un simbolo del territorio ampezzano.
Fra tradizione e novità
In piena Cortina, Baita Fraina è l’indirizzo giusto per un aperitivo o un calice di vino. Le sedie fuori sono sempre occupate, la lavagna annuncia champagne, bollicine italiane, bianchi e rossi. L’ambiente è autentico: legno dentro e fuori, taglieri di formaggi e affettati ad accompagnare i calici. L’atmosfera è quella della montagna vera, pur essendo in centro.
Il Masi Wine Bar Al Druscié ribalta il concetto tradizionale: qui è il vino a venire prima, non il cibo. «Wine first» è il principio che guida la proposta, con piatti pensati per esaltare le caratteristiche dei vini Masi. La terrazza esterna si staglia su Tofana e Cristallo, con un menu che porta in tavola sapori della montagna e ricette venete, materie prime di stagione da piccoli produttori locali. Amarone circondati dalle Dolomiti: non c’è molto altro da aggiungere.
Le altre sorprese della Cortina enogastronomica
A Villa Oretta ogni piatto nasce dall’unione tra radici familiari e creatività contemporanea. I ravioli alla carbonara reinterpretano la tradizione veneta, e ogni portata evoca storia e territorio tra Dolomiti e Laguna. La passione per l’arte del bere viene dal nonno Ferruccio, barman di fama internazionale.
All’opposto, Zuma rappresenta la Cortina globale. Il celebre ristorante fusion ha inaugurato a dicembre, anche se l’hotel The First che lo ospita non è ancora pronto. Pubblico internazionale per sushi, sashimi, maki rolls e piatti signature: carni, verdure e pesci alla griglia robata in stile giapponese. Salse, ostriche e tartufi rendono l’esperienza preziosa, in pieno stile Cortina.
Baita Resch offre invece area relax con musica tutto l’anno, ed è raggiungibile a piedi o con gli sci dalla cabinovia SkyLine. E poi c’è l’Hotel Ristorante da Beppe Saello, conosciuto per i «Benfatti alla moda» (ravioli ripieni di caciotta e maggiorana con pomodoro e basilico) e per la tartare condita al tavolo.
Cortina si prepara alle Olimpiadi portando in tavola le sue varie anime: quella storica e quella contemporanea, quella autentica e quella internazionale. Insomma, tra un Amarone e uno champagne, tra una malga e un fusion, la Regina delle Dolomiti ne ha per tutti i gusti.
