La partita dei minerali critici e delle terre rare non può essere vinta senza un quadro di cooperazione che coinvolga più attori. Nell’ottica di spodestare la Cina dal dominio delle materie prime critiche, gli Stati Uniti hanno organizzato una riunione ministeriale sul tema, riunendo a Washington i rappresentanti di oltre 50 Paesi, tra cui il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Il piano americano per una zona di scambio preferenziale
Pur non menzionando mai esplicitamente Pechino, nel discorso di apertura il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha spiegato lo scopo della riunione. Ovvero di «essere un punto di riferimento su quello che è un problema internazionale che necessita di soluzioni internazionali multilaterali». A scendere più nei dettagli è stato il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance. Ha specificato che l’idea è quella di dar vita «a un meccanismo concreto per riportare il mercato globale dei minerali critici a uno stato più sano e competitivo». Questo significa eliminare «il problema di persone che inondano i nostri mercati con minerali critici a basso costo per penalizzare i nostri produttori nazionali». L’iniziativa americana propone di «stabilire prezzi di riferimento per i minerali critici in ogni fase di produzione che riflettano il valore reale». E soprattutto «per i membri della zona di scambio preferenziale, questi prezzi di riferimento fungeranno da soglia minima» che sarà «mantenuta tramite dazi regolabili per salvaguardare l’integrità dei prezzi».
La partnership strategica tra Stati Uniti, Europa e Giappone
Nel contesto della riunione ministeriale, l’Ue, gli Stati Uniti e il Giappone hanno annunciato una partnership strategica per rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici. E a tal proposito, nel comunicato congiunto, hanno affermato «l’intenzione di accelerare gli sforzi di cooperazione per una partnership reciprocamente vantaggiosa». L’impegno prevede di concludere un memorandum d’intesa sui minerali critici entro 30 giorni. Il documento «identificherà le aree di cooperazione per stimolare la domanda e diversificare le catene di approvvigionamento, individuando e sostenendo progetti di estrazione, raffinazione, lavorazione e riciclaggio».
L’Italia mira a «una strategia comune sulle materie prime»
A sottolineare che la questione dei minerali critici sia «una priorità assoluta» tanto per gli Stati Uniti quanto per l’Italia è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Interpellato da Fox News, ha dichiarato: «Vogliamo collaborare con gli americani per avere una strategia comune sulle materie prime» anche perché «l’Italia è un Paese industriale: il secondo più importante in Europa, il quarto al mondo per commercio». E con Pechino che «è la regina dei prezzi» dei minerali critici, Tajani ha avvisato che «per competere a livello globale, abbiamo bisogno di avere dei prezzi delle materie prime che ci permettano di non essere azzoppati». Con l’obiettivo di diventare «più competitivi», ha quindi annunciato che l’Italia vuole lavorare con «gli europei e gli americani», ma anche con «il Giappone, la Corea del Sud, l’Africa e il Sud America». Tra l’altro il carattere di urgenza è evidente guardando il presente ma anche i prossimi anni. Infatti, il vicepremier ha ricordato che «attualmente, l’impatto delle materie prime critiche sulla nostra produzione industriale ammonta al 31 per cento del Pil». Ed entro il 2030, la dipendenza dell’Italia dalla Cina «per le materie prime critiche sarà aumentata del 10 per cento rispetto a oggi».
«Il ruolo chiave» del nostro Paese
Se l’obiettivo della riunione a Washington è stato quello di «individuare soluzioni vantaggiose per tutti», Tajani ha sottolineato che il nostro Paese mira a «svolgere un ruolo chiave». In particolare, l’Italia è pronta «a condividere la sua solida competenza, per esempio, nel settore del riciclo» visto che si tratta di «un settore chiave per rafforzare la sostenibilità e la resilienza». Ma anche nel settore spaziale l’Italia può svolgere un compito importante: «In questo specifico settore, auspichiamo partnership più innovative anche sui minerali critici rari e sulla raccolta di preziosi rifiuti spaziali».
L’iniziativa congiunta di Italia e Germania
Che l’Italia miri a essere una protagonista in questa strategia è evidente anche dall’iniziativa intrapresa insieme alla Germania. Martedì, Roma e Berlino hanno infatti inviato alla Commissione europea un documento sul tema delle materie prime critiche «per rilanciare l’impegno europeo, con l’obiettivo di mitigare le dipendenze strategiche e costruire catene di approvvigionamento sicure per le imprese europee». Lo scopo, ha messo in luce Tajani, è quindi quello di arrivare a «una strategia comune che permetta al continente europeo di essere competitivo».
