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La Coppa Italia che non piace è un affare da 10 milioni di euro

La Coppa Italia che non piace è un affare da 10 milioni di euro

Per molti è un intralcio nel calendario, ma la Coppa Italia vale 10 milioni di euro per chi la vince. Ed è una porta sull’Europa. Ecco perché nessuno può permettersi di snobbarla.

Piace a tanti ma non a tutti, almeno a giudicare dal largo turn over che molti allenatori fanno. Quello dell’Inter, Cristian Chivu, se l’è presa a morte quando gli hanno detto che essersi qualificato per la semifinale avrebbe creato anche un movimento di critiche, cadendo il match d’andata nella settimana che porta al derby scudetto. La Coppa Italia entra nel vivo e, pur nel dibattito sui calendari affollati, rimane sempre un affare di soldi più che di cuore.

Quanto? Una decina di milioni di euro per chi arriva ad alzare il trofeo nella finale di Roma, ormai uno degli happening della stagione, aprendo la strada anche all’Europa League in caso di mancata qualificazione diretta alle coppe internazionali e dando la certezza di partecipare alla Supercoppa Italiana anche con un format ridotto e non con quello della final four che da sola garantisce un altro bell’assegno.

Da qualche anno, infatti, la Coppa Italia così come è stata disegnata dalla Lega ha cominciato ad attirare investimenti dalle televisioni e, di conseguenza, a girare un discreto montepremi alle squadre che fanno più strada. Semplificando, conquistare il trofeo significa mettersi in tasca circa 10 milioni di euro considerati uno o due incassi nel proprio stadio che, essendo il format pensato per proteggere le big, spesso sono stati match di alto livello.

A trasmettere la Coppa Italia è Mediaset, che si è assicurata i diritti tv nell’ultima asta pagando un corrispettivo di 56 milioni di euro più costi di produzione per ogni stagione del contratto. Fino al 2024 la cifra era inferiore, 48 milioni di euro, segno che la coppa piace anche se disturba e viene spesso criticata per formato e accavallarsi di impegni.

Come funziona la distribuzione del montepremi dipende dalla progressione dentro il tabellone. Si comincia a guadagnare qualcosa dagli ottavi di finale:

  • Qualificazione agli ottavi di finale – 400mila euro;
  • Qualificazione ai quarti di finale – 800mila euro;
  • Qualificazione alla semifinale – 1,5 milioni di euro;
  • Finalista perdente – 1,9 milioni di euro;
  • Squadra vincitrice – 4,4 milioni di euro.

Una goccia nel mare di bilanci da centinaia di milioni di euro, ma sufficiente per spingere i club a non snobbare una coppa in cui il percorso per una big è limitato a cinque partite di cui le prime due quasi certamente in casa e con tabellone tennistico che evita i big match.

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