Tommaso Zorzi sceglie MySecretCase per la sua linea di sex toys
Tommaso Zorzi (Ufficio Stampa Mediaset)
Tommaso Zorzi sceglie MySecretCase per la sua linea di sex toys
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Tommaso Zorzi sceglie MySecretCase per la sua linea di sex toys

«Il tabù, in tutte le sue forme, è uno degli ostacoli che ho sempre cercato di scardinare nella mia vita, fuori e dentro i social». Tommaso Zorzi sceglie MySecretCase, il primo sex shop online italiano, per lanciare la sua linea di sex toys. Una capsule collection - in edizione limitata - ironica ed esplosiva che nei nomi e nei colori rispecchiano in pieno il vincitore del Grande Fratello.

«Siamo orgogliosi di questa nuova collaborazione, abbiamo detto di sì a Tommaso Zorzi per il lancio di questa prima capsule collection perché da tempo collaboriamo con realtà e professionisti, con un pubblico diverso dal nostro, che siano aperti a parlare di sessualità. Sin dalla nascita, il nostro obiettivo è stato quello di creare uno spazio accogliente, inclusivo e attento ai temi della diversity; questa nuova partnership rappresenta, sicuramente, un passo avanti in questa direzione: Tommaso, oltre a essere un ulteriore canale di comunicazione importante verso le nuove generazioni, ha un'indubbia sensibilità verso una tipologia di linguaggio fluido, che va oltre il genere. E ha tutte le carte in regola per supportarci nella missione che ci ha guidati sin dalla nascita: aprire gli orizzonti e scardinare ogni tabù sulla sessualità» ha dichiarato il ceo di MySecretCase Norma Rossetti.

«Ho scelto loro perché sono sempre stati in prima linea in questa missione comune, attraverso un impegno quotidiano, unendo divertimento ed educazione nelle sfere intima e sessuale» ha affermato a sua volta Zorzi, anticipando tre dei nomi nella sua collezione: “La Spada nella doccia", “Aladild", “Mulanal".

La linea è già disponibile per il preorder sul sito di MySecretCase nella sezione «Tommyland». Parte del ricavato della vendita dei prodotti andrà ad associazioni che si occupano della cura, ricerca e prevenzione dell'HIV. «In un contesto italiano dove la percentuale delle persone affette da HIV, che arriva tardivamente alla diagnosi, è ancora una delle più alte rispetto alla media europea, ho deciso di dare il mio contributo destinando una parte del ricavato alle Associazioni che si occupano di ricerca, terapia e prevenzione».

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