Dipingo ciò che non può essere fotografato, ciò che proviene dall’immaginazione, dai sogni o da una spinta inconscia. Fotografo le cose che non desidero dipingere, le cose che hanno già un’esistenza. Così Man Ray, tra i principali artisti dadaisti, raccontava la sua visione dell’arte, dove i confini tra discipline si dissolvono per lasciare spazio a una creatività totale. Pittore, fotografo, regista e grafico, Man Ray è tra le personalità più duttili del mondo dell’arte. Nato a Filadelfia nel 1890, visse tra New York e Parigi, fissando il linguaggio del dadaismo e abbracciando le istanze del surrealismo. A cinquant’anni dalla scomparsa, la Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo a Parma, inaugura la mostra Man Ray: tutto, la più completa retrospettiva mai dedicata al creativo in Italia con oltre 250 opere tra fotografie, dipinti, oggetti, sculture, grafiche, libri e film. Un percorso espositivo che parte dagli Stati Uniti per approdare in Europa, a Parigi, dove è lo stesso Marcel Duchamps ad accoglierlo e a fargli da mentore. E se gli anni americani segnano la scoperta della fotografia, è in Francia che Man Ray aderisce all’avanguardia e sperimenta tecniche come i rayographs, le solarizzazioni e compone la cartella Électricité del 1931, un portfolio di dieci photogravure realizzato con la collaborazione di Lee Miller, la fotografa statunitense prima sua assistente, divenuta poi sua musa e compagna. Le donne hanno un ruolo cruciale nella vita dell’artista a partire da Nusch Éluard e Kiki de Montparnasse, di lei è esposto il ritratto Le Violon d’Ingres (1924), accanto ci sono capolavori come Lacrime, La preghiera, Anatomia, Noire et Blanche. Scatti e dipinti come le labbra di À l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux sono le basi di un’estetica che si formalizza negli oggetti, il cadeau e nei progetti di design come Palettable, un tavolo a forma di tavolozza, ideato negli anni Quaranta e poi edito nel 1971. Realizzata con la curatela di Walter Guadagnini, Mauro Carrera, Stefano Roffi, Man Ray: tutto è in calendario dal 12 settembre al 13 dicembre 2026.

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Alla Villa dei Capolavori la più grande retrospettiva italiana dell’artista dadaista: oltre 250 capolavori tra scatti iconici, quadri e ready-made








