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Shock anafilattico, arriva lo spray di adrenalina: può fare la differenza tra la vita e la morte

Shock anafilattico, arriva lo spray di adrenalina: può fare la differenza tra la vita e la morte

Da oggi anche in Italia l’adrenalina si può somministrare dal naso. Senza ago e con la stessa efficacia dell’autoiniettore, può far guadagnare minuti preziosi in caso di grave reazione allergica.

Da oggi anche in Italia chi rischia uno shock anafilattico può contare sullo spray nasale di adrenalina. Lo annunciano gli esperti della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) in occasione del 38º congresso nazionale, a Salerno. Il dispositivo si affianca alle iniezioni intramuscolari e promette di intervenire più in fretta, perché non richiede l’ago.

Shock anafilattico: cos’è e perché ogni minuto conta

L’anafilassi è la forma più grave di reazione allergica. Si manifesta all’improvviso e, se non viene riconosciuta e fermata in tempo, può rivelarsi fatale. A scatenarla sono spesso alimenti, punture di insetti o farmaci.

Il meccanismo lo spiega Mario Di Gioacchino, past president SIAAIC e senior consultant al Synergo di Pescara. Durante la reazione l’organismo libera grandi quantità di istamina e di altre sostanze. Questi composti dilatano i vasi sanguigni in modo repentino. La pressione arteriosa può quindi scendere e si può perdere conoscenza. Tra i sintomi c’è anche la difficoltà respiratoria.

Il trattamento standard è la somministrazione tempestiva di adrenalina. Il farmaco contrasta il crollo della pressione e i sintomi a carico delle vie aeree, broncospasmo compreso. Agisce legandosi ai recettori adrenergici e riduce così la vasodilatazione e la permeabilità dei vasi provocate dall’istamina. Più rapido è l’intervento, migliori sono il flusso sanguigno e la respirazione.

I numeri aiutano a capire la portata del problema. Le allergie sono il disturbo cronico più diffuso in Europa e, secondo le stime, riguardano circa 150 milioni di persone. Circa il 20% di chi soffre di forme gravi vive ogni giorno nel timore di uno shock anafilattico. In Italia, ricorda Vincenzo Patella, presidente SIAAIC e direttore della Medicina Interna dell’Azienda Sanitaria di Salerno, si contano 10.000 casi e 60 vittime ogni anno.

I limiti dell’autoiniettore: paura dell’ago e ritardi

L’adrenalina intramuscolare resta il trattamento di prima scelta. Nella pratica, però, l’autoiniettore mostra più di una criticità. Secondo i dati citati dagli specialisti, tra il 25% e il 60% dei pazienti rifiuta di iniettarsi il farmaco. Quando l’iniezione avviene, spesso arriva tardi. Il paziente, o chi lo assiste, può aspettare fino a nove minuti prima di agire. In un’emergenza è un tempo che può risultare critico. Solo il 7% degli adulti e il 21% dei bambini riceve l’adrenalina nei tempi giusti, e anche nei più piccoli la percentuale resta insufficiente. Le ragioni, spiega Patella, sono molteplici. Pesano soprattutto le barriere psicologiche. La paura dell’ago e l’ansia di doversi iniettare un farmaco in un momento di panico sono un freno importante. A questo si aggiunge la vergogna di farlo davanti agli altri, diffusa soprattutto tra i più giovani. Proprio questa fascia d’età ha registrato due vittime per gravi reazioni allergiche nella scorsa estate.

C’è poi il tema dell’uso corretto. Molti pazienti non sono sicuri di come maneggiare il dispositivo, nonostante le spiegazioni ricevute. Di conseguenza, tra il 20% e il 70% degli allergici si somministra il farmaco in modo errato.

Infine ci sono le dimenticanze. Alcuni studi indicano che tra il 24% e il 50% dei pazienti non acquista l’iniettore o non lo sostituisce una volta scaduto. Inoltre, ricorda Di Gioacchino, il 50% delle persone non porta sempre con sé l’adrenalina.

Spray nasale di adrenalina: come funziona e quali vantaggi offre

Sono proprio questi limiti ad aver spinto la ricerca verso vie alternative di somministrazione. Lo spray è piccolo, privo di ago e facile da usare. Nasce come risposta concreta alle barriere che ancora oggi compromettono la gestione ottimale dell’anafilassi. Il prodotto è stato approvato ad agosto 2024 dalla Food and Drug Administration (FDA) e dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA). Ora ha ottenuto anche il via libera dell’AIFA ed è disponibile nel nostro Paese. Secondo Patella, sulla base dei risultati clinici la via intranasale è un’alternativa valida ed efficace per erogare l’adrenalina in emergenza. Efficacia e tempi sono paragonabili a quelli dell’iniezione intramuscolo.

Un vantaggio riguarda la conservazione. Lo spray dura 30 mesi e non richiede condizioni ambientali particolari. L’autoiniettore va invece sostituito dopo 18 mesi dalla produzione. In pratica la validità si riduce spesso a un solo anno dall’acquisto, perché la catena commerciale impiega in media sei mesi per portarlo sugli scaffali delle farmacie. Lo spray, dunque, non sostituisce l’iniezione. Le si affianca come seconda possibilità, in particolare per chi esita davanti all’ago.

Chi può usarlo oggi e cosa cambia in primavera

Per ora il dispositivo è indicato solo per chi pesa almeno 30 chilogrammi. Restano quindi esclusi i bambini più piccoli e i neonati, per i quali esistono autoiniettori specifici.

La novità attesa riguarda proprio i più piccoli. La formulazione pediatrica, già approvata da AIFA a luglio, arriverà in Italia nella prossima primavera.

Gli esperti invitano alla prudenza su due fronti. Nonostante le evidenze scientifiche positive, sarà necessario valutare sul campo a quale paziente sia più opportuno indicare questa modalità di somministrazione. Inoltre, date le caratteristiche del farmaco, andrà verificato nella pratica clinica quotidiana il profilo di sicurezza in categorie particolari come i cardiopatici e gli anziani.

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