Fondata nel 1982 su iniziativa di Umberto Veronesi, la European School of Oncology rappresenta oggi uno dei pilastri della formazione oncologica in Europa. La sua nascita rispondeva a una necessità precisa: creare una cultura condivisa nella cura del cancro, capace di superare i confini nazionali e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle competenze mediche. In oltre quarant’anni di attività, la Scuola ha costruito un modello educativo solido, fondato su un principio chiave: la qualità delle cure dipende dalla qualità della formazione. A sintetizzare l’identità più profonda dell’istituzione è il direttore della European School of Oncology, Alberto Costa: «La Scuola Europea di oncologia è ormai un fiore all’occhiello della tradizione italiana di insegnamento della medicina. Alle soglie del suo 50° compleanno e con oltre 15mila ex allievi in tutta Europa, compare regolarmente nei CV di moltissimi medici e infermieri che curano malati di tumore da Lisbona a Yerevan e da Danzica a Malta. La Scuola ha due punti di forza, la multidisciplinarietà in oncologia e l’insegnamento di una cura empatica del paziente oncologico. La prima serve a far lavorare insieme medici, chirurghi, radiologi, patologi e infermieri, perché nessuno può più curare il cancro da solo; il secondo per non dimenticare mai che il malato è una persona e che non basta curarne il corpo».
Non si tratta di una semplice dichiarazione d’intenti, ma di una strategia che ha portato ESO a coinvolgere fin dall’inizio alcuni tra i più autorevoli esperti europei, contribuendo a definire standard comuni nella pratica oncologica. Uno degli elementi distintivi dell’istituzione è la sua indipendenza dall’industria farmaceutica, una scelta che garantisce imparzialità nei contenuti e nelle priorità didattiche. Questo aspetto, spesso sottovalutato, rappresenta invece una garanzia cruciale di rigore scientifico e credibilità in oncologia, soprattutto in un ambito complesso e in continua evoluzione. I numeri confermano la solidità e l’impatto del modello. Nel solo 2025, ESO ha erogato 107.000 euro in borse di studio, con 21 assegnazioni, organizzato 22 eventi formativi in oncologia, coinvolto 618 docenti e formato 2.710 studenti tra medici e infermieri. Dati che si inseriscono in un bilancio complessivo di lungo periodo altrettanto significativo: dal 1982 la Scuola ha assegnato oltre 1.507.000 euro in borse di studio e formato più di 40.395 professionisti sanitari in oncologia.
Nel 2024, la Scuola ha raggiunto un traguardo significativo, superando i quarant’anni di attività e rafforzando il proprio ruolo anche all’interno del Piano europeo di lotta contro il cancro. Un riconoscimento che ne certifica l’impatto non solo formativo, ma anche strategico nella sanità continentale.

Dalla formazione tradizionale al digitale: il modello ESO tra innovazione e accessibilità
Il cuore dell’offerta formativa della European School of Oncology è rappresentato dall’ESO Pathway, un percorso strutturato in più livelli che accompagna medici e operatori sanitari dalla formazione di base fino agli aggiornamenti più avanzati. Un sistema pensato per essere accessibile e inclusivo nella formazione medica, anche per chi lavora in contesti con minori risorse, riducendo le disuguaglianze educative tra Paesi. Negli anni, ESO ha saputo adattarsi ai cambiamenti della medicina e della tecnologia. Un passaggio cruciale è avvenuto nel 2008 con la nascita della piattaforma ESO Distance Learning, che ha anticipato di fatto la rivoluzione della formazione digitale in oncologia. Durante la pandemia da Covid-19, questo strumento si è rivelato essenziale per garantire la continuità didattica, rispondendo a una domanda crescente di aggiornamento.
Una comunità europea dell’oncologia: giovani talenti, ricerca e futuro
Oltre alla didattica, la European School of Oncology ha progressivamente costruito una vera e propria comunità internazionale di oncologi e professionisti sanitari, favorendo il networking e la crescita dei giovani talenti. In questa direzione si inserisce la nascita, nel 2020, dell’ESO College, uno spazio dedicato allo sviluppo della carriera e allo scambio di competenze. Particolarmente significativa è anche l’introduzione degli ESO Ambassadors, una rete che ha ampliato la presenza della Scuola in aree meno rappresentate, soprattutto nell’Europa orientale e meridionale. Un passo importante verso l’obiettivo originario: diffondere la formazione oncologica dove è più necessaria. Nel 2024 si è assistito inoltre a un ritorno alla formazione in presenza, con la riattivazione di sedi storiche come quella di San Servolo, simbolo di un modello che non rinuncia al valore dell’incontro diretto. Parallelamente, l’organizzazione ha rafforzato i rapporti con fondazioni e istituzioni, migliorando la governance e pianificando il futuro in vista del cinquantesimo anniversario. Il risultato è una realtà che continua a crescere, mantenendo fede alla propria missione: formare medici più competenti per migliorare le cure oncologiche. In un’epoca in cui la ricerca corre veloce, la sfida non è solo scoprire nuove terapie, ma assicurarsi che arrivino nelle mani giuste, con la preparazione necessaria per utilizzarle al meglio. Ed è qui che la formazione torna ad essere, ancora una volta, la prima e più decisiva forma di cura.
