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Allerta Hantavirus in Italia: casi sospetti e quarantene da Milano a Messina

Allerta Hantavirus in Italia: casi sospetti e quarantene da Milano a Messina

Un caso sospetto anche a Messina: due in quarantena obbligatoria e una donna ricoverata in terapia intensiva a Parigi. Il focolaio internazionale legato alla nave Hondius continua ad allargarsi. Gli esperti parlano però di rischio basso per la popolazione generale.

Il focolaio internazionale di hantavirus legato alla nave da spedizione MV Hondius continua ad allargarsi e coinvolge direttamente anche l’Italia. Nelle ultime ore il Ministero della Salute ha intensificato le misure di sorveglianza sanitaria su alcuni passeggeri transitati nel nostro Paese, mentre in Francia una donna risultata positiva all’Andes hantavirus è ricoverata in condizioni critiche in terapia intensiva. L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, parla di una situazione “in rapida evoluzione”, pur continuando a definire “molto basso” il rischio per la popolazione generale. Secondo gli ultimi aggiornamenti europei, i casi collegati al cluster della nave sarebbero almeno nove, di cui sette confermati e due probabili, con tre decessi già registrati. Il virus identificato è il cosiddetto Andes virus, una rara variante sudamericana di hantavirus che, diversamente dagli altri ceppi più comuni, può trasmettersi anche tra esseri umani in circostanze particolari e dopo contatti molto stretti.

I casi italiani: quarantene e sorveglianza da Nord a Sud

Nella serata di ieri è stato disposto un test per l’Hantavirus su una turista argentina proveniente da un’area endemica, partita il 30 aprile e arrivata in Italia con un volo Buenos Aires-Roma. A renderlo noto è il ministero della Salute, precisando che la donna si era successivamente trasferita a Messina, dove è stata ricoverata per una polmonite.Il campione biologico della turista è stato trasferito dai Nas all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, dove verrà analizzato insieme a quello prelevato dal venticinquenne calabrese attualmente in isolamento fiduciario. In Campania un ventiquattrenne di Torre del Greco è stato posto in quarantena obbligatoria con un’ordinanza comunale che prevede 45 giorni di isolamento. Nelle ultime ore anche l’ospedale Sacco di Milano sarebbe stato coinvolto nella gestione di un caso sospetto collegato al cluster internazionale: è stato infatti rintracciato a Milano un turista britannico considerato contatto a rischio perché presente sul volo Sant’Elena-Johannesburg sul quale viaggiava anche la moglie della prima vittima. Il ministero della Salute, con il supporto del Ministero dell’Interno, ha quindi individuato il turista e allertato immediatamente la Regione Lombardia, che ha attivato le procedure previste.L’uomo è stato trasferito all’Ospedale Luigi Sacco di Milano, dove resterà in quarantena in base alle disposizioni contenute nella circolare ministeriale dell’11 maggio con indicazioni operative per aeroporti, Asl e strutture sanitarie,. Per ragioni precauzionali, è stato posto sotto osservazione anche l’accompagnatore che viaggiava con lui.

Rischio di contagio basso per la popolazione

«Il rischio per la popolazione generale resta basso», spiegano gli infettivologi, sottolineando che la trasmissione da persona a persona è estremamente rara e, come più volte ribadito negli ultimi giorni, documentata solo per alcune varianti. Anche le autorità sanitarie ribadiscono che il sistema di sorveglianza è pienamente attivo e in grado di intercettare rapidamente eventuali casi sospetti. I controlli su persone provenienti da aree endemiche e l’eventuale isolamento fiduciario rientrano in una strategia di prevenzione e contenimento precauzionale, non in risposta a una diffusione epidemica. Gli specialisti ricordano che l’infezione da hantavirus può presentarsi con un’ampia variabilità clinica: da forme lievi o asintomatiche fino a quadri severi con interessamento polmonare o renale. Tuttavia, la diagnosi precoce e il supporto clinico adeguato migliorano in modo significativo l’evoluzione della malattia. In sintesi, la comunità scientifica invita a evitare allarmismi: si tratta di un virus conosciuto, monitorato da anni e con una circolazione molto limitata in Europa. Le misure attivate in queste settimane rientrano nella normale gestione della sanità pubblica e nella capacità di risposta rapida del sistema sanitario, che resta in stato di vigilanza ma senza segnali di rischio diffuso per la popolazione.

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