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Rimini si rimette «in gioco»

La città romagnola ospita la fiera del gioco legale «Enada Primavera». Emerge un dato: con i lockdown e la chiusura delle sale da gioco è cresciuto il settore illegale e online causando una mancata entrata per il fisco di 4,1 miliardi. Ma per il il 2021 si prevede una crescita del 20 per cento delle scommesse nelle ricevitorie fisiche.

Con il covid e la chiusura prolungata delle sale gioco legali è cresciuto il rischio del gioco illegale che finanzia la malavita. E' uno dei dati che emerge dalla 33/a edizione della Fiera «Enada Primavera» in corso a Rimini. Secondo i dati resi noti dell`Agenzia Dogane e Monopoli, la spesa per il gioco legale è diminuita del 33,2% (12,9 miliardi di euro) rispetto al 2019, causando una diminuzione delle entrate fiscali del 36,3%, (circa 4,1 miliardi).

La Fiera, che torna dopo due anni di assenza causata dalla pandemia, è il più importante evento italiano dedicato al gioco pubblico. La manifestazione, organizzata dalla Sapar e dalla Italian Exhibition Group, vede la partecipazione della maggior parte degli operatori, dei concessionari e delle aziende del settore gaming.

«Lo spostamento delle abitudini di gioco dai punti fisici a quelli online apre la strada a diverse riflessioni» spiega a Panorama Geronimo Cardia, Presidente Acadi, Associazione Concessionari di Giochi Pubblici. «I punti vendita fisici sono infatti dei veri e propri presidi di legalità, in cui il consumatore sa di essere tutelato sotto diversi aspetti, anche sociali . Anche i portali online ovviamente prevedono norme rigide a tutela dei dati e della sicurezza degli utenti. Esistono però diversi siti illegali che sfruttano le basse attitudini al digitale di alcuni giocatori, contribuendo a diffondere il gioco illegale, non tutelato e senza controllo, alimentando le tasche delle organizzazioni criminali. A causa di alcune limitazioni regionali, in concomitanza con la pandemia, alcuni punti vendita sono stati oggetto di chiusura. Eppure, i dati dimostrano che le abitudini di gioco degli italiani non calano» conclude Cardia.

Il Covid, che ha comportato due fasi di lockdown, ha pesantemente inciso anche sul settore dei giochi, delle scommesse e delle lotterie. Tutti i concorsi hanno risentito negativamente dei due periodi di chiusura dell'attività e questo è andato a tutto vantaggio delle attività online che hanno potuto proseguire. Segnali di ripresa si avvertono nel 2021, con un incremento complessivo della spesa per giochi e scommesse di oltre il 20% nella prima parte dell'anno.

Il settore degli apparecchi con vincita in denaro (AWP e VLT) nel corso del 2020 ha perso il 53,4% in termini di spesa, si è infatti attestato a 4 miliardi 826 milioni di euro, rispetto ai 10 miliardi 358 milioni dell'anno precedente. La contrazione maggiore si registra in Valle d'Aosta, oltre il 62% in meno rispetto al 2019 (3,7 milioni di spesa), seguono il Trentino Alto Adige (-58,2%, 71,9 mln) e il Lazio (-56,7% 427,4 mln). All'opposto della classifica, ma comunque con contrazioni pesanti, la Sicilia (-48,1%, 255,5 mln), il Molise (-48,3%, 28,6 mln) e la Puglia (-49,1%, 294,8 mln).

Lo scorso anno è andata bene, invece, per i giochi online. Secondo un'indagine dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) nel corso del 2020, il numero dei conti di gioco aperti da uomini e da donne è aumentato, rispettivamente del 30,20 per cento e del 35,49 per cento rispetto al 2019.

I giocatori online hanno preferito soprattutto i giochi a base sportiva (27,4% del totale) seguiti da quelli di carte (21,27%). La spesa complessiva ha raggiunto i 2,48 miliardi di euro in crescita del 43% rispetto agli 1,73 miliardi del 2019. I maggiori volumi giocati si sono concentrati su slot e casinò online, che hanno totalizzato oltre 1,2 miliardi di euro in puntate. Al secondo posto le scommesse sportive, con volumi per 997,75 milioni di euro, davanti al Poker online, con volumi pari a 206,97 milioni, e al Bingo con 58,2 milioni.

Il 2021, con la ripresa delle attività di gioco, segna una decisa inversione di tendenza. Le entrate dell'Erario per lotto, lotterie e giochi a pronostico in genere nei primi sette mesi dell'anno ammontano a 5.936 milioni di euro registrando un aumento pari a 998 milioni di euro (+20,2%). Soprattutto è stato notevole l'incremento delle entrate derivanti dal gioco del lotto che sono aumentate in valore di 1.827 milioni (+60,2%).

Per quanto riguarda le scommesse sportive nel 2020 lo stop ai vari campionati ha determinato una diminuzione del 33,2% della spesa degli italiani sul 2019. Ma tale calo è stato differenziato tra le diverse aree del Paese. Infatti a una flessione del 75% in Valle d'Aosta abbiamo risultati migliori rispetto alla media nazionale in Calabria (-24%), la Liguria (-26,6%), la Basilicata (-28,5%) ed il Molise (-29,4%).

Risultati negativi anche per il Bingo che ha registrato un calo della spesa del 59,2% (a 183 milioni di euro), con forti flessioni in Abruzzo (-78%), Calabria (-69,8%) e Lazio (-65,5%).

Proseguita, e anzi accentuata dalla pandemia, la crisi dei giochi a base ippica. Nel 2020 la spesa ha raggiunto infatti i 51,65 milioni di euro, rispetto ai 106,84 milioni del 2019.

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