​Patty Pravo
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Patty Pravo, l’eterna ragazza del «pensiero stupendo»

Il vero miracolo di Patty Pravo (75 anni) è aver stravissuto, straviziato, senza tregua, restando l’icona della nostra giovinezza svolazzata via. Per sempre sarà la ragazza del Piper con gli stivaletti e la voce che sembrava arrivare da un altro pianeta.

Il compleanno di Patty Pravo è uno di quegli eventi che lasciano attoniti, quasi come lo sfidanzamento tra Matteo Renzi e Carlo Calenda. Anzi è assai peggio. Notizie davanti alle quali resti come un besugo, a bocca aperta. Come fa il tempo a passare per una dea sublime? Bionda, algida, sensuale, sfrontata e libera. Perché il vero miracolo di Nicoletta Strambelli è aver stravissuto, straviziato, senza tregua, restando l’icona della nostra giovinezza svolazzata via. Per sempre sarà la ragazza del Piper con gli stivaletti e la voce che sembrava arrivare da un altro pianeta. Un essere alieno come solo David Bowie nelle sue trasformazioni riuscì a fare. Forse anche il divo Giulio, che lei racconta di aver incontrato spesso dopo le infinite notti romane mentre si recava a messa in piazza San Lorenzo in Lucina. E Andreotti si fermava e le chiedeva con gentilezza cosa avesse fatto di bello fino all’alba. Odissea nello spazio è nulla al confronto.

Per i suoi 75 anni, tutto il mondo della musica italiana si è inchinato all’ultima grande diva (Ornella ormai è oltre il divismo, veleggia verso la divinità). E per una benedetta volta i social si trovano d’accordo nell’acclamarla: «Eterna ragazza», «Sei la più grande in assoluto», «Mito», «Cinquantasette anni di musica, una vita vissuta aggredendola, senza mai farsi sopraffare». La vita non è riuscita a cambiarla, come cantava nella sua canzone più dolente e potente: sei mariti («sono stata anche trigama»), 110 milioni di dischi venduti, ogni droga provata, dall’hashish alle anfetamine fino agli acidi («mai la cocaina, però»). Eppure: «I giovani oggi si sfrantumano di alcol e pillole. Usano roba sintetica e si vede. Sono depressi, noi sapevamo divertirci», raccontò in un’intervista a Panorama dopo la pandemia. Ha vissuto dentro e fuori la Storia. Ha corso più veloce delle mode, solo lei si è sposata in pigiama e pelliccia di lince. Twittano senza sosta: «Patty, una leggenda», «Unica e inimitabile»,

«Più forte del mito. Forever young». Sembra che Madonna e Lady Gaga l’abbiamo attentamente studiata: «Mi è stato detto, io non ci credo, però diciamo che magari è vero». A volte è sparita: «Mi sono andata a sistemare dal parrucchiere», poi è riapparsa sempre diversa. E oggi è ancora sul palco con il tutto esaurito. Ha rinunciato a contratti miliardari e ai figli: «Non avevo tutto questo spirito materno». E lo dice senza piagnistei o libri per spiegare la scelta. Con la leggerezza di chi non ha mai spiegato un bel niente. Bastava ascoltare la musica, dove ha messo il suo mondo: bambole e testi femministi ante litteram, partouze appassionati, amori irrimediabilmente perduti, ragazzi tristi che continuano a sognare. Una fan posta: «Ti sarò grata per sempre». Dobbiamo essere tutti grati a Patty Pravo, perché ci ha insegnato che i pensieri stupendi nascono un poco strisciando.

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Terry Marocco