C’è qualcosa che accomuna la moda e l’antico Egitto. Entrambi, forse più di qualsiasi altro linguaggio culturale, sono vittime della stessa semplificazione. La moda viene spesso liquidata come superficie, apparenza, estetica. L’Egitto come un repertorio di piramidi, faraoni e simboli immediatamente riconoscibili. Eppure, dietro queste immagini che appartengono all’immaginario collettivo, si nascondono mondi complessi fatti di rituali, identità, narrazioni e significati profondi.
È proprio da questa riflessione che nasce HIEROGLAM, il nuovo progetto espositivo e formativo presentato da Accademia IUAD al Museo Egizio di Torino. Un’iniziativa che invita a guardare oltre la superficie e a riscoprire la moda come linguaggio simbolico, capace di dialogare con una delle civiltà più affascinanti della storia.
Curato da Pasquale Esposito e Francesco Maffei, il progetto coinvolge studenti delle sedi IUAD di Napoli e Milano nella realizzazione di una capsule collection composta da circa trenta creazioni ispirate all’estetica, ai rituali e alla potente iconografia dell’antico Egitto. Non una semplice operazione di citazione stilistica, ma un esercizio di interpretazione contemporanea che trasforma amuleti, armature, divinità e simboli ancestrali in volumi scultorei, superfici luminose e sperimentazioni tessili.
Le creazioni dialogano inoltre con una selezione di capi provenienti dall’Archivio di Ricerca Mazzini, tra cui opere firmate da Issey Miyake, Gianfranco Ferré, Roberto Cavalli e Alexander McQueen, a testimonianza di come il fascino dell’Egitto abbia attraversato decenni di storia della moda, continuando a ispirare alcuni dei più importanti creativi internazionali.
In un’epoca dominata da immagini digitali, avatar e identità costruite attraverso simboli visivi, HIEROGLAM riflette sul bisogno contemporaneo di appartenenza, significato e ritualità. La moda torna così a essere qualcosa di più di una tendenza: un racconto collettivo, una forma di trasformazione, un dispositivo culturale capace di connettere passato e presente.






