Con lo show di Louis Vuitton di ieri sera a Parigi, si spegne la luce sul mese della moda. Con oltre 500 appuntamenti, tra New York, Londra, Milano e Parigi, il fashion month ha svelato lo stile della moda femminile per la prossima stagione estiva. Sotto i riflettori collezioni di abbigliamento e accessori, ma anche momenti culturali e l’occasione per capire come la contemporaneità influisce sulla creatività. Tra gossip sui cambi alla direzione creativa e polemiche sulla lunghezza degli orli, la moda continua a sfilare e ad attirare l’attenzione del pubblico. In questa gallery, una selezione di look. Da Milano Da Parigi delle collezioni di Louis Vuitton, Chanel, Dior, Lacoste, Balenciaga, Miu Miu e Schiaparelli. Da Parigi delle collezioni di Louis Vuitton, Chanel, Dior, Lacoste, Balenciaga, Miu Miu e Schiaparelli. Oltre 130 le passerelle organizzate tra il Duomo e la Tour Eiffel. In un contesto geopolitico non facile, maison e direttori creativi hanno risposto al mercato cercando di innovare, ma non troppo. Che riflette la situazione fotografata dall’ultimo aggiornamento del Bain-Altagamma Luxury Goods Worldwide Market Study. Secondo l’analisi, nel 2025 la spesa globale per il lusso ha toccato i 1.443 miliardi di euro e si muove verso progressivo consolidamento, spinto da quattro forza: la centralità delle esperienze rispetto al possesso; il riequilibrio dei motori di crescita tra le diverse geografie; l’evoluzione del significato stesso di lusso per il consumatore e la rapida trasformazione dei percorsi d’acquisto guidata dall’intelligenza artificiale. «Il mercato si sta stabilizzando, ma non si tratta di un ritorno ai vecchi ritmi: è piuttosto l’emergere di un ritmo nuovo», ha spiegato Claudia D’Arpizio, Senior Partner e responsabile globale moda e lusso di Bain & Company, «I consumatori non si stanno allontanando dal lusso: ne stanno ridefinendo il senso, legandosi più al suo significato che al semplice prodotto. Avranno successo i brand capaci di reinventare di continuo la propria rilevanza e di costruire connessioni autentiche, sia con i consumatori sia con gli ecosistemi guidati dall’intelligenza artificiale». In questo contesto sfidante, per il 2026 ci si aspetta una crescita compresa tra lo 0% e il 2% a tassi di cambio costanti, la visione è una miscela tra nostalgia e avanguardia nel tentativo di portare qualcosa di nuovo in vetrine sovraffollate, dove il fast fashion somiglia sempre di più alla couture come dimostra Re{form}, il primo drop della collaborazione tra Zara e John Galliano.

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Il sipario cala sulle passerelle tra bilanci Bain, lusso in evoluzione e nuove sfide globali
















































