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Moda, inizia l’epoca della Coideazione

Moda, inizia l’epoca della Coideazione

Nasce una nuova idea di progettualità. I big del lusso la stanno già sperimentando, riuscirà il menswear di scena domani a Pitti a coglierne il potenziale?

Se anche Time elegge persona dell’anno l’intelligenza artificiale un motivo ci sarà. Nel dettaglio, la rivista Usa ha preparato due copertine: nella prima campeggia la scritta AI, nella seconda i protagonisti sono gli architetti dell’AI, riunendo in colpo solo Mark Zuckerberg di Meta, Lisa Su di AMD, Elon Musk per xAI, Jensen Huang di Nvidia, Sam Altman di OpenAI, Demis Hassabis di DeepMind, Dario Amodei di Anthropic e Fei-Fei Li codirettore dell’Human Centered AI Instutitue di Stanford nonché amministratore delegato di World Labs. Che il 2025 sia stato l’anno di ChatGPT e sorelle è indubbio, ma tra techno-paperoni e soluzioni in un click, viene da chiedersi se nel prossimo futuro sarà possibile creare senza ricorrere a strutture matematiche. L’intelligenza artificiale non sbaglia, al massimo ha quelle che gli esperti di settore chiamano allucinazioni. Tuttavia, alcune delle indagini più rivoluzionarie della storia, dalla scoperta dell’America ai Post-it, sono nate da tentativi profondamente umani. Nel mondo della creatività, la Venere del Botticelli non sarebbe lei, se l’artista non avesse sbagliato le proporzioni anatomiche tra il braccio sinistro e il collo, svista che rende l’insieme più armonico ed elegante. Se a progettare fosse stata una macchina, avremmo avuto lo stesso risultato? Non possiamo averne la certezza, ma l’apertura in primavera di DATALAND, il museo ideato da Refik Anadol e dedicato all’AI e agli ecosistemi digitali, ci potrà fornire risposte e punti di vista inaspettati. Secondo un articolo dell’università di Cambridge, siamo arrivati al concetto di human–AI co-ideation, ossia la collaborazione tra umano e digitale nello sviluppo di un’idea, dove il ruolo del Generative Pre-trained Transformer – sì il GPT- non è secondario alla visione. Un argomento centrale anche nel discorso di fine anno di Satya Nadella, ceo di Microsoft che, ha evidenziato tre temi chiave, tra cui appunto, “Pensiamo all’AI come a un’impalcatura per il potenziale umano, anziché a un sostituto. Ciò che conta non è la potenza di un dato modello, ma come le persone scelgono di applicarlo per raggiungere i propri obiettivi. Dobbiamo andare oltre le discussioni tra superficialità e sofisticatezza e sviluppare un nuovo equilibrio in termini di teoria della mente, che tenga conto del fatto che gli esseri umani sono dotati di questi nuovi strumenti di amplificazione cognitiva nelle relazioni interpersonali. Questa è la domanda di progettazione del prodotto che dobbiamo discutere e a cui dobbiamo dare risposta”. Una teoria che Pixar sta sperimentando: il film animato Gatto, in uscita il prossimo marzo con la direzione di Enrico Casarosa, è il primo lungometraggio d’animazione dipinto a mano, della casa di produzione di Toy Story che, a sua volta, è stato il primo cartone realizzato in full CGI-Computer Generated Imagery. E non è una scelta nostalgica, non si torna alla pellicola né al cinematografo, ma l’intuizione che alla contemporaneità full HD di oggi serva un lato più umano. E il mondo del lusso non sta a guardare. Il sito di Hermès, fino a metà gennaio, è animato dalle illustrazioni hand-drawn dell’artista Linda Merat. Viceversa, l’ultima campagna di Boss è realizzata in collaborazione con Ilian Zut, giovane creativo che ha applicato il suo talento all’AI con ottimi risultati. Non solo la sintesi tra capitale umano e macchina è stata centrale all’ultima edizione del CES, la più grande manifestazione dedicata all’innovazione che si tiene ogni anno a Las Vegas. A confrontarsi sul tema, grandi aziende Tech, ma anche designer di primo piano come Karim Rashid e Fabio Novembre, “AI × (EI + HI), è la formula che esprime come l’equilibrio tra Intelligenza Emotiva e Immaginazione Umana dia significato all’innovazione”, ha spiegato Mauro Porcini, Chief Design Officer di Samsung, “Quando progettiamo e sviluppiamo, l’IA viene amplificata dall’Intelligenza Emotiva e dall’Immaginazione Umana. E quando le persone utilizzano i prodotti, l’IA amplifica a sua volta Intelligenza Emotiva e Immaginazione Umana. Non dobbiamo temere la tecnologia: siamo qui per umanizzarla, guidarla e plasmarla”. Domani inizia Pitti Uomo, la principale manifestazione della moda uomo, vedremo quanto il cuore della sartoria e della manifattura italiana sarà capace di fare propria la nuova rivoluzione industriale.

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