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Ines Mordente, dal camice all’impresa: una visione che ha trasformato la dermatologia in un ecosistema

Ines Mordente, dal camice all’impresa: una visione che ha trasformato la dermatologia in un ecosistema
Ines Mordente

Oltre 50 professionisti e 40.000 utenti: i numeri dell’impresa sanitaria fondata da Ines Mordente tra telemedicina, skincare e rigore clinico.

«Mi chiedete spesso da dove sono partita. Mia madre, prima di andare via per sempre, mi diceva: “Promettimi di guardare sempre oltre ogni tuo limite e arrivaci da vincente.”»

Forse una parte della storia di Ines Mordente è racchiusa proprio in questa frase.

Ines non è diventata un punto di riferimento per caso. E non è diventata un modello di leadership femminile per strategia. È diventata entrambe le cose intercettando un bisogno che la dermatologia tradizionale non riusciva più a soddisfare e trasformandolo, negli anni, in un nuovo modello di impresa sanitaria.

Le radici culturali e l’alleanza chirurgica

Il suo percorso affonda le radici molto prima dei social e delle piattaforme digitali. Ines Mordente cresce in una famiglia di professionisti, tra cui molti medici, respirando fin da giovanissima una cultura del lavoro fatta di impegno, disciplina e dedizione. Più che una professione specifica da seguire, è l’esempio di grandi lavoratori, quasi stacanovisti, a influenzare profondamente il suo modo di concepire il futuro: lavorare molto, non accontentarsi e cercare sempre di andare oltre i propri limiti. Nella sua famiglia, da sempre, il guadagno nasce dalla cultura.

A questa formazione familiare si intreccia poi l’incontro con Riccardo Cassese, che diventerà suo marito e il suo primo grande sostenitore professionale. Chirurgo maxillo-facciale di terza generazione, è proprio nel suo studio che Ines, dopo la specializzazione in Dermatologia, muove i primi passi e comincia a costruire la propria identità clinica.

L’ingresso di Francesco Puglia rappresenta quasi un’estensione naturale di questo percorso: chirurgo maxillo-facciale, amico di lunga data e legato a Riccardo fin dagli anni della specializzazione, entra in un progetto fondato prima ancora che sulle competenze professionali su rapporti consolidati, fiducia e una visione condivisa del lavoro. È da questo nucleo, cresciuto progressivamente negli anni, che iniziano a prendere forma le basi di un progetto clinico destinato a diventare molto più ampio.

La svolta digitale e l’intuizione clinica

È negli ambulatori che nasce la prima intuizione di Ines. Visita dopo visita, le domande si ripetono: pazienti sempre più informati ma disorientati, routine costruite su consigli frammentari, risultati assenti e una fiducia sempre più fragile nella figura del medico. Nell’acne, soprattutto, comprende che il problema non riguarda soltanto la terapia, ma il modo in cui il paziente viene accompagnato nel tempo.

Inizia così la sua attività di divulgazione raccontando semplicemente sui social le criticità che ogni giorno incontra nel lavoro. È la prima dermatologa in Italia a intuire il potenziale della comunicazione digitale come strumento di educazione sanitaria: non spiegare cosa comprare, ma aiutare le persone a comprendere la propria pelle.

La risposta supera ogni previsione. Crescono il pubblico, la community, il passaparola e soprattutto i pazienti. La reputazione costruita nello studio si amplifica nel digitale fino a generare una domanda che una sola professionista non può più sostenere.

Servono più braccia, più occhi, più medici. Serve tecnologia. Serve un’organizzazione.

È qui che il medico diventa imprenditrice.

La nascita del modello scalabile Acne Revolution

Ines comprende che per continuare a crescere non deve semplicemente lavorare di più: deve costruire un sistema capace di trasferire il proprio metodo ad altri professionisti, mantenendone qualità e rigore scientifico.

Da questa visione nasce Acne Revolution, la prima clinica digitale italiana dedicata all’acne. Non una semplice piattaforma di televisite, ma un modello strutturato e scalabile, pensato per abbattere le liste d’attesa e seguire i pazienti ovunque si trovino, trasformando la singola visita in un percorso continuativo.

I medici della piattaforma vengono formati direttamente da Ines Mordente e lavorano secondo un metodo condiviso e protocolli internazionali. L’obiettivo non è standardizzare il paziente, ma rendere replicabile il metodo mantenendo personalizzata la presa in carico.

Oggi quella che era l’attività di una singola dermatologa è diventata una struttura composta da oltre cinquanta professionisti, tra medici, assistenti, operatori digitali e sviluppatori informatici. Una squadra diventata necessaria per sostenere una crescita esponenziale e mantenere elevata la qualità clinica mentre aumentano i numeri.

Ines Mordente rappresenta così un caso ancora raro nel panorama sanitario italiano: un medico che evolve in imprenditrice senza perdere il rigore scientifico e un’imprenditrice che continua a ragionare da clinico.

È direttrice scientifica di Acne Revolution, co-founder delle Cliniche Medicinae e direttrice scientifica del brand skincare Lamuselab. È docente presso il Master di Medicina Estetica dell’Università eCampus, autrice di libri (#acnerevolution e #skinrevolution) e divulgatrice scientifica, protagonista di “SOS Acne” su Real Time, oltre che madre di tre figli.

Integrazione ibrida e sviluppo dermocosmetico

I numeri raccontano la dimensione raggiunta: dopo poco più di un anno Acne Revolution registra 40.000 utenti. Il dato interessante è che circa 30% dei pazienti integra digitale e presenza, confermando la forza di un modello ibrido nel quale tecnologia e ambulatorio diventano parti dello stesso percorso.

La componente fisica resta infatti centrale. Accanto a Ines operano in primis gli specialisti Riccardo Cassese e Francesco Puglia, con trattamenti dermo-estetici avanzati, dalla gestione delle cicatrici acneiche alle tecnologie laser, all’interno di un sistema multidisciplinare integrato, insieme ad altri medici che via via entrano a far parte del team Acnerevolution ®️

Online sono già operativi moltissimi medici che seguono a distanza i pazienti con metodo Acnerevolution ®️, formati in prima persona dalla dottoressa Mordente, secondo linee guida.

La stessa capacità di trasformare l’osservazione clinica in impresa porta successivamente alla dermocosmesi. Su impulso di Francesco Zaccariello prende forma Lamuselab, con prodotti sviluppati a partire dalle esigenze che emergono quotidianamente dai pazienti e in coerenza con i protocolli clinici. Ines ne è direttrice scientifica, valida le formule e coordina un team di medici, dermatologi e professionisti del settore dermocosmetologico. Non un’estensione meramente commerciale del suo nome, ma un altro tassello dello stesso ecosistema.

L’amplificazione della cura oltre l’ambulatorio

Nel frattempo, la sua presenza digitale raggiunge centinaia di migliaia di follower e milioni di visualizzazioni mensili. Il suo nome supera i confini dello studio fino a diventare un riferimento clinico e culturale, scelto anche da numerosi personaggi noti. Una definizione, quella di “dermatologa dei vip”, che non rinnega e accoglie con gratitudine «Sono grata a chi, anche per esigenze professionali, ripone in me la propria fiducia». La sua ambizione resta però un’altra: essere la dermatologa di tutti, accessibile, vicina, a portata di un click.

Quello costruito negli anni è quindi molto più di un personal brand. È un ecosistema nel quale clinica, telemedicina, comunicazione, tecnologia, formazione e skincare convergono intorno al paziente.

Ed è forse qui che emerge maggiormente la dimensione visionaria del suo percorso: Ines Mordente non ha semplicemente aumentato il numero dei propri pazienti. Ha trasformato una competenza individuale in un metodo, il metodo in una squadra e la squadra in un’organizzazione capace di crescere oltre i limiti fisici del singolo medico.

Con la crescita arrivano anche dati clinici su numeri difficilmente raggiungibili dal singolo ambulatorio. L’esperienza maturata attraverso migliaia di pazienti può così diventare ricerca e contribuire alla letteratura scientifica, fino a ridefinire alcuni modelli di gestione terapeutica.

È un nuovo modo di interpretare la professione sanitaria: non limitarsi a curare, ma costruire sistemi capaci di amplificare la cura.

E oggi, alla luce di questi numeri, un paper scientifico firmato da Ines Mordente può avere un impatto superiore a quello di molte campagne istituzionali di awareness.

In fondo, quella frase pronunciata da sua madre molti anni fa sembra aver indicato la direzione fin dall’inizio:

«Promettimi di guardare sempre oltre ogni tuo limite e arrivaci da vincente.»

Ines Mordente ha fatto proprio questo: ha guardato oltre il limite dell’ambulatorio, oltre quello della comunicazione tradizionale e, soprattutto, oltre il limite del tempo di un singolo medico.

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