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Harry d’Inghilterra tra i 100 più influenti dello sport: il motivo che ha convinto il Time

Harry d’Inghilterra tra i 100 più influenti dello sport: il motivo che ha convinto il Time
BIRMINGHAM, ENGLAND – JULY 10: Prince Harry, Duke of Sussex, reacts as he takes part in a game of Wheelchair Rugby during the Invictus “1 Year To Go” event at the National Exhibition Centre on July 10, 2026 in Birmingham, England. Birmingham will host the games in July 2027, marking the first time the games have returned to the UK since 2014, and will introduce three new sports to the Invictus Games programme. (Photo by Aaron Chown – Pool/Getty Images)

Il Time ha premiato il duca di Sussex per aver trasformato gli Invictus Games in un movimento internazionale dedicato ai militari e ai veterani feriti. A New York la prima apparizione pubblica dopo il riavvicinamento con re Carlo.

Non ha vinto una medaglia olimpica, non ha sollevato una coppa e non ha mai costruito la propria popolarità su un record sportivo. Eppure il principe Harry è entrato nella lista delle cento persone più influenti dello sport stilata dal Time. Il motivo è un progetto che, ormai da oltre un decennio, usa la competizione non soltanto per decretare un vincitore, ma per aiutare uomini e donne segnati dalla guerra a ritrovare fiducia, identità e uno scopo.

Il duca di Sussex è stato scelto per avere ideato e fondato gli Invictus Games, la manifestazione internazionale riservata ai militari in servizio e ai veterani feriti, malati o con disabilità. Una sorta di Olimpiade dello sport adattivo che, dalla prima edizione del 2014, è diventata il centro dell’attività pubblica di Harry e probabilmente il progetto più riuscito e riconoscibile della sua vita dopo l’uscita dalla famiglia reale.

La sorpresa sul tappeto rosso di New York

Harry ha partecipato a sorpresa alla serata organizzata a New York per celebrare le personalità selezionate dal Time. Sul tappeto rosso dell’evento, andato in scena il 16 luglio, il principe è apparso solo, in completo scuro e camicia bianca, scherzando anche con i fotografi: «Siete i più educati che abbia mai incontrato», ha detto davanti agli obiettivi.

Alla serata erano presenti numerose personalità dello sport e dello spettacolo, tra cui LeBron James, Lindsey Vonn, Chloe Kim e Ciara. Meghan Markle, invece, non ha accompagnato il marito, lasciandogli il centro della scena in una serata dedicata al progetto che più di ogni altro porta la sua impronta personale.

Quella di New York è stata anche la prima apparizione pubblica del duca dopo il viaggio nel Regno Unito e il nuovo incontro con il padre, re Carlo. Harry, Meghan e i figli Archie e Lilibet hanno incontrato privatamente il sovrano e la regina Camilla a Highgrove House il 10 luglio, in quello che è stato interpretato come un ulteriore passo verso una possibile riconciliazione familiare.

L’idea nata dopo l’Afghanistan

La storia degli Invictus Games nasce dall’esperienza personale di Harry nell’esercito britannico. Il principe ha prestato servizio per dieci anni e ha partecipato a due missioni in Afghanistan. Nel 2013, pochi mesi dopo la conclusione del secondo dispiegamento, assistette in Colorado ai Warrior Games, la competizione organizzata negli Stati Uniti per militari e veterani feriti.

Fu in quell’occasione che comprese quanto lo sport potesse diventare uno strumento di riabilitazione fisica e psicologica. Al Time ha raccontato di essere rimasto colpito nel vedere davanti ai propri occhi persone la cui vita veniva trasformata dalla competizione. Da qui l’intuizione: allargare quel modello, coinvolgere altri Paesi e costruire una comunità internazionale.

Poco più di un anno dopo, nel settembre 2014, Londra ospitò la prima edizione degli Invictus Games. Parteciparono oltre quattrocento militari e veterani provenienti da tredici nazioni. Anche il nome conteneva già il significato dell’iniziativa: invictus, in latino, vuol dire “non sconfitto”, “indomito”.

Non significava negare le ferite, visibili o invisibili, ma impedire che fossero proprio quelle ferite a definire per sempre una persona.

Molto più di una gara

Nel tempo gli Invictus Games sono diventati un appuntamento itinerante. Dopo Londra sono arrivati Orlando nel 2016, Toronto nel 2017, Sydney nel 2018, L’Aia con l’edizione rinviata a causa della pandemia, Düsseldorf nel 2023 e Vancouver-Whistler nel 2025.

In Canada, per la prima volta, il programma ha incluso anche discipline invernali come sci alpino, snowboard e skeleton. Un ampliamento che ha confermato l’ambizione della manifestazione: coinvolgere sempre più partecipanti e offrire discipline adatte a esperienze, capacità e percorsi di recupero differenti.

Per Harry, tuttavia, il valore dei Giochi non si misura soltanto attraverso il numero degli atleti o delle nazioni presenti. L’obiettivo è restituire ai partecipanti quel senso di appartenenza che molti temono di avere perduto dopo aver lasciato il servizio o dopo essere stati costretti ad abbandonarlo a causa di una ferita.

Indossare nuovamente i colori del proprio Paese, far parte di una squadra e avere un traguardo verso il quale lavorare possono diventare elementi decisivi nel percorso di recupero. È questa capacità di andare oltre il risultato sportivo ad avere convinto il Time a inserire Harry nella sua lista.

La prossima sfida è Birmingham

Il prossimo appuntamento sarà nel Regno Unito. Gli Invictus Games del 2027 si terranno a Birmingham, dal 10 al 17 luglio, e segneranno il ritorno della manifestazione nel Paese in cui è nata. La città inglese è stata scelta dopo una selezione internazionale che aveva visto arrivare alla fase finale anche Washington.

Sono attesi circa 550 concorrenti provenienti da venticinque Paesi. Il programma comprenderà inoltre tre nuove discipline: gli e-sports, il pickleball e il laser run, una combinazione di corsa e tiro con pistola laser. Harry ha già partecipato agli eventi organizzati per celebrare l’inizio del conto alla rovescia verso i Giochi.

Il duca vorrebbe far crescere ulteriormente la manifestazione, arrivando in futuro a una durata di due settimane per offrire a un numero maggiore di militari e veterani la possibilità di partecipare. Ma il successo degli Invictus non dipende soltanto dalle dimensioni dell’evento.

In un momento in cui il suo rapporto con la famiglia reale continua inevitabilmente a dominare le cronache, gli Invictus Games rappresentano il territorio nel quale Harry non è semplicemente il secondogenito di Carlo e Diana, il fratello di William o il marito di Meghan. È il fondatore di un movimento internazionale che ha cambiato il modo di raccontare le ferite della guerra e il ruolo dello sport nella ricostruzione di una vita.

Ed è soprattutto per questo che il Time lo considera oggi una delle cento persone più influenti dello sport mondiale.

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