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Festivalfilosofia 2026: a Modena in scena l’arte contro il caos moderno

Festivalfilosofia 2026: a Modena in scena l’arte contro il caos moderno
Un fantastico arcobaleno 1963, Nanni Ballestrini

Da Metronom apre la collettiva ispirata a René Guénon. Opere di Balestrini, Pascali e altri per esplorare le crisi del nostro tempo

Festivalfilosofia 2026: a Modena in scena l’arte contro il caos moderno
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Festivalfilosofia 2026: a Modena in scena l’arte contro il caos moderno

Apre in anteprima questa sera a Modena, Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi. Presentata da Metronom in occasione della nuova edizione di Festivalfilosofia Caos, la mostra è una collettiva che comprende le opere di Nanni Balestrini, Maria Magdalena Campos- Pons, Gianluigi Colin, Kings e Pino Pascali. Intitolata ispirandosi all’eponimo saggio di René Guénon, la retrospettiva esplora le contraddizioni della modernità, dove la quantità conta più della qualità. In questo percorso, che parte nella seconda metà del Novecento per approdare negli anni Duemila, l’arte si fa interprete dell’oggi, ma anche di ieri e di domani, disegnando un caos creativo, reale e tangibile. I diversi stili degli artisti, poi, contribuiscono a dare concretezza all’insieme: Nanni Balestrini riflette sul linguaggio; Pino Pascali gioca con le lettere; Gianluigi Colin si affida alla carta, il collettivo Kings compone affreschi 2.0, mentre Maria Magdalena Campos-Pons si confronta con la dissoluzione dell’immagine. Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi è in calendario presso Metronom-via Carteria 10, a Modena, fino al 28 novembre.

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